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Insegnamento gratuito e appropriazione delle rendite

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Sotto il profilo economico il ragionamento è impeccabile, ma può essere utilizzato anche per giustificare economicamente la semi-schiavitù degli immigranti irlandesi di ieri e della quasi-schiavitù in molti paesi sottosviluppati nonché dei clandestini in quelli avanzati di oggi.
L’incentivo economico a prestare servizio gratuito sembra chiaro ma non svela il fatto che le scuole private della zona possono avere adottato una pratica collusiva che impedisce un corretto funzionamento del mercato del reclutamento tra le scuole. Inoltre le scuole private che adottassero politiche di remunerazione più civili e legali si troverebbero svantaggiate, e quindi, per dolo o costrizione, adotterebbero anch’esse pratiche illegali di sottoremunerazione, magari calibrandosi alla situazione di disagio personale dell’insegnante (hai figli e/o marito disoccupato? Zitta e lavora). Non a caso la scuola privata italiana, unico caso al mondo che io conosca, ha, secondo i dati pisa e timms, una qualità inferiore a quella pubblica italiana. 

A fronte di una sproporzione di forza contrattuale tra stato di bisogno dell’insegnante e sistema scuole private il suggerimento di policy poi sembra esagerato: per ridurre lo stato di semi-schiavitù di un centinaio di insegnanti, invece di punire le scuole togliendo loro l’accreditamento se pizzicate sul fatto, si decide di abbassare lo stipendio a migliaia di altri insegnanti pubblici. Una infezione al piede curata con l’amputazione al posto dell’antibiotico.
Più semplice sarebbe eliminare/ridurre i punteggi collegati all’anzianità in una scuola privata (salvo scuole che garantiscano standards elevati) o in qualsiasi scuola, oppure cancellare l’accreditamento della scuola privata per irregolarità di tale tipo o ancora valutare l’idoneità con concorso nazionale…o altra procedura seria…