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Insegnamento gratuito e appropriazione delle rendite

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Sicuramente in base al ragionamento di Sandro ridurre la rendita da impiego pubblico limiterebbe "distorsioni, malcostume e comportamenti illegali", oltre che l'appropriazione (ingiustificata e distorsiva) di parte di questa rendita da parte delle scuole private.

Detto, questo, però, la riduzione della rendita non avrebbe anche l'effetto - anch'esso distorsivo - di aumentare la selezione avversa (già esistente, immagino, e immagino anche seriamente dannosa in termini sociali) del processo di reclutamento degli insegnanti? Vale a dire: se - come mi pare lecito supporre - la "bravura"/"preparazione"/"abilità" di un potenziale aspirante-insegnante influenza positivamente l'utilità attesa dalla ricerca di un impiego alternativo a quello nella scuola più di quanto non migliori l'utilità attesa dalla partecipazione alla "lotteria scolastica", ridurre ulteriormente quest'ultima non spinge i più "talentuosi" lontano dalla scuola?

(Vero è anche che tale meccanismo dovrebbe spingere, in teoria, verso una migliore qualità degli insegnanti nel sud rispetto a quelli del nord... contrariamente a quanto sembrano indicare test pisa e simili... tutta roba più volte discussa su nFA... Tuttavia, si pensi anche che molto probabilmente al nord esistono molti insegnanti del sud, e non viceversa, e comunque l'effetto di cui sopra è molto difficile da isolare da molti, molti altri elementi, tra cui ovviamente le condizioni di partenza degli studenti).

(Ah! Se il modello superfisso corrode anche la mia, di mente - può essere - e qualcuno mi spiega il perchè mi fa un enorme favore.)