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Insegnamento gratuito e appropriazione delle rendite

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Faccio anch'io i complimenti a Sandro, e' un'analisi letteralmente magistrale -- un capitolo di una freakonomics fatta bene.

Ma se la si vuole interpretare in termini di diff-in-diff, un'interpretazione altrettanto magistrale (adesso mi compro anch'io una bottiglia d'Armagnac, nella speranza che si tratti del treatment giusto :-D), la domanda con cui si deve fare i conti e' sempre la stessa: cos'e' esogeno e cosa no?

Per esempio, dalle statistiche sui laureati messe online dal MIUR si vede che tra le donne laureate nel 2005 in Campania, il 18.3% sono uscite da facolta' di lettere e filosofia (quelle il cui principale mercato e' appunto la scuola secondaria), contro il 15.5% delle altre regioni. La differenza non e' abissale ma dice qualcosa.

In ogni caso, l'aspetto interessante (gia' enfatizzato da Michele) mi sembra quello cosi' riassumibile:

SE uno:

(1) prende l'esperimento per buono (cosa che tendo a fare perche' sono andato a vedere i dati MIUR col pregiudizio che la differenza forse molto maggiore);

(2) pensa che la vicenda delle scuole private in campania si configuri come sfruttamento dei giovani,

ALLORA riconoscera' anche che, ceteris paribus, piu' mercato implica meno sfruttamento.