Titolo

Insegnamento gratuito e appropriazione delle rendite

1 commento (espandi tutti)

Mi sembra chiaro che, a fronte di questo "disequilibrio" fra domanda ed offerta in un mercato "libero" (neanche concorrenziale, semplicemente non controllato dallo stato) il prezzo si muoverebbe e le due cose, dopo un po', ritornerebbero in linea. Qui non succede, e vi è una SOLA conclusione logica: date le preferenze, le capacità - che può darsi siano scarsette: a nessuno è venuto in mente che un mediocre laureato in filosofia o psicologia o letteratura o anche matematica o scienze o economia e commercio è abbastanza inutile, socialmente parlando? Che un imbianchino con la terza media è molto più utile, come lo è l'elettrauto con il diploma professionale? Beh ve lo rivelo io il segreto: quelli che hanno studiato magari tanto, ma hanno imparato poco, o hanno imparato cazzate, sono destinati ad una scelta dura. O fanno qualcosa di diverso oppure, siccome nessuno è disposto a pagare per sentirsi spiegare malamente le cretinate di Foucalt, fanno la fame. Fine del segreto. Dicevo, che la parentesi mi è venuta lunga: date le preferenze e le capacità presenti il salario pagato agli insegnanti pubblici, almeno nel Sud, è TROPPO ALTO perché genera eccesso di offerta. Se lo si abbassa il problema si elimina. Fine. Non vi piace? Life it tough.

Non amo sbavare, ma questo paragrafo e' da incorniciare...complimenti e grazie, grazie ed ancora grazie!

PS: ho fatto confusione con i reply, dovevo rispondere a Michele Boldrin