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Travi e paglie

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Travi e paglie

Marcks 18/1/2009 - 12:20

 

Comincio chiedendo all'autore dell'articolo: hai forse cominciato a guardare la TV italiana l'altra sera, in occasione dello spettacolo di Santoro?

In effetti, non stavo più guardando nulla da tempo. Il televisore che uso io è rotto, tanto che la trasmissione, o meglio i pezzi di quella che ho visto e commentato, li ho visti in streaming sul sito internet. Se guardi quando ho postato l'articolo per l'approvazione, vedrai che era ad un'ora in cui la trasmissione nemmeno era finita, e la canea nemmeno cominciata.

Poiché, voi capite, non è che tali esplosioni di unanime e condivisibile critica alla natura distorta e poco informativa del giornalismo italiano siano eventi frequenti nei media del medesimo paese, uno curiosetto come il sottoscritto si chiede: cosa rivela questa esplosione? Perché tutti se la prendono con Santoro, oggi e dopo questa trasmissione e non un mese fa dopo un'altra, o con Emilio Fede tutti i giorni dopo il suo telegiornale? La domanda è dunque rivolta retoricamente anche a tutti coloro che alte grida di scandalo hanno levato o avrebbero voluto levare in questi giorni: perché ora?

Se a NY, il giorno in cui sono crollate le Torri Gemelle, fosse scoppiato anche un serbatoio di gas in un'altra zona della città sarebbe stato ragionevole pensare potersi trattare di un altro attacco terroristico; quello che non sarebbe ragionevole è pensare che per capire se fosse stato davvero un attacco terroristico si sarebbe dovuto solamente guardare al contesto e alle circostanze. Quella bombola potrebbe essere esplosa a prescindere dagli attacchi terroristici. Le mie personali esplosioni di fastidio per certo giornalismo non sono in alcun modo collegate o collegabili con quanto gli altri fanno o dicono sulle trasmissioni televisive. Però tu insisti che sarebbero esplosioni rivelatrici di qualcosa, le mie tirate. Tu dici:

Insomma, sia il TG di Fede la situazione B, nella quale l'evento X non è avvenuto, mentre è avvenuto nell'evento A, che corrisponde alla trasmissione di Santoro dell'altra sera. In cosa differiscono A e B? Nel segno dell'informazione, non nella sua parzialità, poca professionalità, strappalacrimità. L'una, A, è "pro palestinese", l'altra, B, è "pro israeliana". A (pur avvenendo una volta sola) genera X, B (che avviene ogni giorno) non genera X. Idem per C (Porta a Porta), D (Matrix), E (TG1), eccetera. Avvengono tutti i giorni, molte volte al giorno, eventi che sono uguali in tutto ad A, solo che NON sono pro-palestinesi: molto spesso parlano di altre cose e quando parlano del conflitto medio-orientale sono pro Israele. A avviene una volta, in un ratio che sarà quindi di 1/500 o 1/1000 rispetto al resto, e genera immediatamente X. L'esperimento naturale rivela le preferenze in modo inequivocabile.

Questa storia delle preferenze rivelate, non rivela nulla delle circostanze del mio giudizio e della sua coerenza . Infatti, la tua spiegazione assume che io sia esposto e guardi tutte le trasmissioni che tu citi come esempi di propaganda eguale e contraria a quella di Santoro. Il punto però è empiricamente falso. Alle trasmissioni propagandistiche alla Santoro che tu citi, non segue la mia "reazione" perchè io, semplicemente, non le guardo. E lo sai perchè? Perchè sulla loro correttezza professionale avevo avuto modo di maturare le stesse considerazioni che ora esprimo su Santoro. Niente preferenze rivelate: io ho guardato la televisione e col tempo ho cominciato a non guardare più certe cose fino a non rimanere più nulla da vedere. Ma tu potresti dire, anche non guardandole, perchè non ti esprimi contro il loro modo di fare giornalismo? Per due motivi: 1) ho vincoli di tempo; e 2) non serve bastonare cavalli morti.

Si dà anche il caso che, in questi giorni, a Santoro stiano tutti facendo un culo a capanna [...]Poiché costoro a Vespa, a Fede ed alle migliaia di altri loro lacché mai menano in tale maniera quando producono informazione di parte, la voglia d'associarmi ai medesimi per colpire il Santoro mi risulta alquanto bassa. Ma non è solo la compagnia che puzza, puzzano anche le circostanze: Santoro mi sembra oramai un uomo morto che nessuno osa difendere.

A parte che il signore gode di ottima salute, ma poi cos'è questo modo di valutare le cose? Cos'è questo politicismo? Se Santoro fa una trasmissione schifosa, alla Emilio Fede, io dico che non mi è piaciuta, mica posso dire: "chi non fa trasmissioni faziose, scagli la prima pietra"; o cose del tipo: "in realtà, vogliono regolare i conti con Santoro per altri motivi"; o ancora: "con tutti i faziosi che ci sono in giro, proprio con lui se la devono prendere?". Una trasmissione faziosa, è faziosa e fatta male punto e basta; mi basta vederne una per valutarne la qualità e non devo premettere un giudizio su tutti gli approfondimenti giornalistici esistenti, prima di dire che mi fa schifo proprio quella trasmissione. Né il mio giudizio è meno credibile se non dico, prima di giudicare Annozero, che Matrix e Porta a Porta fanno ancora più schifo.

Insomma, tutto quanto Marco trova di disdicevole nell'incriminata puntata del Santoro è comune a decine, centinaia di altre puntate di altre trasmissioni della TV italiana, di stato e di BS, ossia di SB e di BS.

Lo penso anche io: la battuta su Eco voleva dire quello...speriamo arrivi un nuovo Umberto Eco e scriva una nuova Fenomenologia di Mike Bongiorno, aggiornando i personaggi. Però il punto con la trasmissione di Santoro è duplice, uno personale e uno diciamo così di fatto.

Il punto personale è che a me piaceva Santoro, l'ho sempre guardato e ho anche apprezzato quella voglia di impegno civile, quella sete di verità che ha espresso anche per le vicende De Magistris e Forleo...anche se da molto tempo percepisco la sua faziosità. Quindi me la prendo con lui, perchè mi ha personalmente deluso. Sui fatti, invece il discorso è semplice. Santoro ambisce a fare un giornalismo verità che non guarda in faccia a nessuno, che mette i potenti alla berlina, che indaga le cose e non i fatti (il suo commentatore di punta, Travaglio, ha scritto un libro "La scomparsa dei fatti" dove attacca proprio quel modo di fare televisione che anche Santoro produce); ebbene, io credo di dovermi adirare di più con chi fa tali promesse e non le mantiene, piuttosto che con chi è solo la voce del padrone. Tutto qui. Santoro dice di voler fare giornalismo senza nascondere i fatti? Perfetto, se non lo fa però, a mio avviso è più colpevole di chi, contrariamente a lui, non sta sempre a dare pagelle di correttezza ai suoi colleghi giornalisti. E del resto, il modo con cui ha trattato l'Annunziata è rivelatore: stava insinuando che le cose che lei diceva sulla trasmissione in corso fossero motivati da motivi di interesse personale e di carriera. Come si permette di dire una cosa del genere? (disclaimer: LUCIA ANNUNZIATA FA UNA TRASMISSIONE POLITICISTA, UNA INDEBITA ESTENSIONE DEL TRASATLANTICO DEL PARLAMENTO ALLA RAI, CHE NON MI PIACE PERCHE' PARLA E COMMENTA SOLO QUELLO CHE DICONO I POLITICI; IN SOSTANZA LUCIA ANNUNZIATA ANCHE SE HA LA MUSICA INIZIALE DI UN FILM DI TARANTINO, FA DOMANDE ALLA CAMOMILLA E LA SUA TRASMISSIONE NON E' PULP con i politici-così mi paro la schiena da accuse di collateralismo con la suddetta ;-) )

Sperando che basti, aggiungo:

  • Si poteva fare una trasmissione che faccia vedere cosa costa ai palestinesi l'esigenza di sicurezza degli Israeliani? Quanti Check Point ci sono per i palestinesi? Quanto tempo ci vuole per muversi?

  • Potremo mai vedere, in Italia, cosa fa Hamas con le adultere? Cosa dice nelle sue televisioni? Le soap opera dove si ammazzano ebrei e cristiani?

  • Si poteva fare una discussione civile sul Muro in costruzione in Cisgiordania, per far vedere il tracciato e gli effetti che ha sulla popolazione palestinese?

  • Si poteva fare un'analisi numerica degli aiuti ricevuti dai palestinesi e sulla loro spendita?

  • Si poteva  stabilire se davvero gli Israeliani stanno usando armi al fosforo?

  • Si poteva accertare se Hamas usa scuole e ospedali per sparare razzi?

  • Si poteva vedere cosa pensano gli arabi israeliani di Hamas?

  • Si poteva parlare delle demolizioni di case, fatte dall'esercito israeliano nelle case di parenti dei terroristi? Dei pronunciamenti della corte suprema israeliana su tali demolizioni?

  • Si poteva vedere come vivono gli israeliani a Sderot, sotto i razzi palestinesi?

E se invece di lacrime, avessimo parlato di tutto quello? Ho detto cose così assurde?

 

Qualcosa si potrebbe fare: per esempio andarsi a leggere lo statuto di Hamas, facilmente reperibile per esempio qui: http://avalon.law.yale.edu/20th_century/hamas.asp 

oppure qui: http://www.mideastweb.org/hamas.htm    illuminanti ad esempio gli articoli sette e tredici.

Quanto a Santoro, credo che ci sia consenso sul fatto che non fa giornalismo ma intrattenimento, o "fiction", e per questo lavoro incassa € 400.000 (USD 520.000 - dato non confermato, né smentito). Ora se la trasmissione venisse soppressa, sarebbe censura?

Come ho già detto, della questione Israelo-Palestinese preferisco parlare in altro momento, separatamente dalla questione Santoro. Il giovanotto qui sopra, che mi spiega lo statuto ed i programmi di Hamas, chiaramente, non ha capito il tema, mettiamola così ...

Qui sto parlando di "politica" italiana, non di politica medio-orientale. Quindi, tre quarti di quanto leggo (per quanto legittimo) non è rilevante. Io ho fatto una domandina semplice semplice, e mi sono ben premurato di spiegare che era fatta a MB (cazzarola, stesse iniziali, ok MaBo) solo retoricamente, mentre era rivolta seriamente ai mille che hanno riempito le pagine dei quotidiani italiani di critiche a Santoro.

Diciamo che, approfittando del fatto che questo strano fenomeno sociale del "dagli al Santoro (ora) ma non al Vespa (mai)" aveva "spilled over" anche su nFA nella forma dell'articolo di MaBo, e visto che questo fenomeno sociale aveva colto la mia attenzione, ho approfittato per chiedere metonimicamente a tutti costoro (via il sample di MaBo): perché? Perché ora, ed in questa circostanza e non nelle mille altre di ieri, l'altro ieri, eccetera?

Questa domanda, per il momento, o rimane senza risposta o riceve le risposte del giovane lettore che mi illustra quant'è demente Hamas, ossia risposte QED.

Leggendo la posta del mattino, invcece, trovo copia di un breve articolo di Alessandro De Nicola sul Sole 24 Ore, che vi riproduco. Mi sembra avvicinarsi alla vera "questione Santoro" più di altri.

Santoro Fuso
Altro che operazione “Piombo Fuso”. In Italia il tema è se si sia fuso Santoro. Con una sincronia impressionante tutti i maggiori quotidiani generalisti hanno messo con grande rilievo in prima pagina il caso “Annozero”. Il pandemonio sembra essere stato provocato in egual misura dall’abbandono in diretta della giornalista Lucia Annunziata quanto dal tono apertamente schierato della trasmissione a favore della causa palestinese (qualunque essa sia, in quanto gli obiettivi di Abu Mazen non sono uguali a quelli di Hamas). Per colmo di ironia, la defezione dell’Annunziata è stata causata da una frase cattiva di Santoro nei suoi confronti, non dal dissenso politico.

Ha ragione Vittorio Feltri a parlare di “spazzatura” o Rula Jebreal a difendere la trasmissione come unica che ha fatto vedere la realtà di Gaza?

Se non fossimo in Italia, il lettore non dovrebbe essere arrivato fin qui. Stiamo parlando troppo di un argomento piccolino. Le domande giuste sono altre: possibile che il mondo della carta stampata sia ormai così prigioniero del tubo catodico da far diventare notizia del giorno una trasmissione televisiva? E’ sensato che la politica e le istituzioni prendano posizione ai più alti livelli per commentare un programma ed addirittura chiedere l’intervento dell’editore (la Rai, nella persona del presidente Petruccioli) per adottare provvedimenti? Ed è lecito? Infine, può un conduttore che lavora in una rete pubblica essere troppo sbilanciato a favore di una tesi politica?

Andiamo con ordine e vedremo che un filo logico unisce le varie domande. La stampa si occupa di Annozero non solo per il voyeurismo che la porta a dedicare pagine alla maggiorata del Grande Fratello ma anche perché la Politica, con la P maiuscola, interviene. Il presidente della Camera, il Ministro della Difesa, pare lo stesso premier e l’ambasciatore di Israele nonché il capo dell’opposizione (offeso che il suo impegno per l’Africa sia stato sminuito da Santoro) oltre ad altri personaggi minori (senza offesa per nessuno). Bene. Ma la politica che c’entra? Eh, domanda falsamente ingenua: la Rai è la politica, è l’incarnazione del nostro modus rem publicam regendi, in cui chi governa si intreccia con chi si oppone e in molti raccomandano, suggeriscono, appaiono, nominano. La Rai è di proprietà statale e la politica è il suo vero editore di riferimento, lo disse Vespa 22 anni fa, rimane vero anche oggi. E’ inevitabile che gli azionisti si lamentino dei dipendenti della propria azienda o ne utilizzino i passi falsi per fare propaganda. Ma allora il Nostro, Santoro, che è il propagandista massimo? E’ giusto che lo faccia coi soldi pubblici? Beh, come dimostrano le levate di scudi a suo favore, esprime il sentimento di una parte dell’Italia cui non si può non dar voce, si potrebbe dire.
E a noi piace che i giornali parlino di TV, che i politici minaccino censure, che il nostro denaro serva per pagare ciò che magari ci irrita o addirittura indigna? No, per niente. E tutto questo non succederebbe se la Rai fosse privata, si comportasse da emittente libera che, snobbando i politici, risponde delle opinioni dei suoi giornalisti o se pensa che oltrepassino i limiti li emargina e lo fa a spese sue e non del contribuente. Il nodo è questo, per fare un servizio pubblico non bisogna essere di proprietà del governo, mentre essere di proprietà del governo assicura che di pubblici ci siano solo i finanziamenti.

Alessandro De Nicola
adenicola@adamsmith.it

Questa domanda, per il momento, o rimane senza risposta o riceve le risposte del giovane lettore che mi illustra quant'è demente Hamas, ossia risposte QED.

Non ho commentato la trasmissione di Santoro, perche' non l'ho vista. Lo scopo di Santoro e', alla fine, quello di (ri)pagarsi lo stipendio. Per ottenere il suo scopo, usa magistralmente i mezzi che ha disposizione. Per carita' e' il suo mestiere e lo sa fare benissimo. Pero' a me non interessa quello che dice, non mi interesano le liti che prepara e provoca ad arte, per cui non seguo la sua trasmissione, esattamente come non seguo le varie trasmissioni urlate o becere che la TV ci propina. Non le seguo perche' non mi piacciono e non mi interessano.

Lui ha un seguito di ascoltatori che gli garantisce una ritorno in pubblicita', almeno a quanto ha dichiarato).

Probabilmente a mandare in televisione spettacoli paragonabili a quelli forniti a suo tempo da Mr. Barnum, si avrebbero ascolti anche maggiori. E che cio' avvenga sulle tv private, non me ne frega nulla.

Mi da' pero fastidio che una TV che dovrebbe fornire un "servizio pubblico", una tv per la cui esistenza io pago le tasse anche se non la vedo (e le pago pure se non ho un TV, ma ho un semplice monitor di computer, che a tanto delirio siamo in Italia) utilizzi questi metodi per ragranellare ascolti.

Saro' piu' esplicito: se il TG4 e' per me fastidioso da guardare, o se le trasmissioni in stile "amici" mi fanno dubitare sull'intelligenza della popolazione, non mi da' alcun fastidio che vengano trasmesse da televisioni a cui io non do' neanche un euro, che non mi contano tra i loro spettatori e che non pretendono di essere un servizio pubblico.

Le trasmissioni RAI, invece, io le pago. Anche se non le guardo. Anche se non mi piacciono. Anche se sono smaccatamente fatte al solo scopo di attirare spettatori e sono quanto di meno assimilabile a "servizio pubblico" si possa immaginare.

Ecco, se Santoro ha un seguito (e con lui tanti altri produttori di televisione sensazionalistica ed urlata), si accomodi, con tutto il suo seguito, a lavorare dove non viene usata la storiella del servizio pubblico per spillarmi dei soldi.

In alternativa, la smettano di chiedermi una tassa sul posesso di apparecchi televisivi, la smettano di finanziare la RAI con le entrate delle imposte e ci facciano pure tutte le trasmissioni di risse che gli pare.

La riposta alla tua domanda, "perche' questa volta", credo che sia perche' questa volta e' stata insultata una collega  accreditata presso la sinistra. Che se te la prendi con Mastella, nessuno ci fa caso, e' come sparare sulla Croce Rossa. Se invece pesti i piedi a qualcuno che ha gli agganci giusti e se, come mi pare di avere capito, attacchi pure il leader dell'opposizione, allora e' ovvio che ci siano reazioni molto decise.