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Travi e paglie

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Come ho già detto, della questione Israelo-Palestinese preferisco parlare in altro momento, separatamente dalla questione Santoro. Il giovanotto qui sopra, che mi spiega lo statuto ed i programmi di Hamas, chiaramente, non ha capito il tema, mettiamola così ...

Qui sto parlando di "politica" italiana, non di politica medio-orientale. Quindi, tre quarti di quanto leggo (per quanto legittimo) non è rilevante. Io ho fatto una domandina semplice semplice, e mi sono ben premurato di spiegare che era fatta a MB (cazzarola, stesse iniziali, ok MaBo) solo retoricamente, mentre era rivolta seriamente ai mille che hanno riempito le pagine dei quotidiani italiani di critiche a Santoro.

Diciamo che, approfittando del fatto che questo strano fenomeno sociale del "dagli al Santoro (ora) ma non al Vespa (mai)" aveva "spilled over" anche su nFA nella forma dell'articolo di MaBo, e visto che questo fenomeno sociale aveva colto la mia attenzione, ho approfittato per chiedere metonimicamente a tutti costoro (via il sample di MaBo): perché? Perché ora, ed in questa circostanza e non nelle mille altre di ieri, l'altro ieri, eccetera?

Questa domanda, per il momento, o rimane senza risposta o riceve le risposte del giovane lettore che mi illustra quant'è demente Hamas, ossia risposte QED.

Leggendo la posta del mattino, invcece, trovo copia di un breve articolo di Alessandro De Nicola sul Sole 24 Ore, che vi riproduco. Mi sembra avvicinarsi alla vera "questione Santoro" più di altri.

Santoro Fuso
Altro che operazione “Piombo Fuso”. In Italia il tema è se si sia fuso Santoro. Con una sincronia impressionante tutti i maggiori quotidiani generalisti hanno messo con grande rilievo in prima pagina il caso “Annozero”. Il pandemonio sembra essere stato provocato in egual misura dall’abbandono in diretta della giornalista Lucia Annunziata quanto dal tono apertamente schierato della trasmissione a favore della causa palestinese (qualunque essa sia, in quanto gli obiettivi di Abu Mazen non sono uguali a quelli di Hamas). Per colmo di ironia, la defezione dell’Annunziata è stata causata da una frase cattiva di Santoro nei suoi confronti, non dal dissenso politico.

Ha ragione Vittorio Feltri a parlare di “spazzatura” o Rula Jebreal a difendere la trasmissione come unica che ha fatto vedere la realtà di Gaza?

Se non fossimo in Italia, il lettore non dovrebbe essere arrivato fin qui. Stiamo parlando troppo di un argomento piccolino. Le domande giuste sono altre: possibile che il mondo della carta stampata sia ormai così prigioniero del tubo catodico da far diventare notizia del giorno una trasmissione televisiva? E’ sensato che la politica e le istituzioni prendano posizione ai più alti livelli per commentare un programma ed addirittura chiedere l’intervento dell’editore (la Rai, nella persona del presidente Petruccioli) per adottare provvedimenti? Ed è lecito? Infine, può un conduttore che lavora in una rete pubblica essere troppo sbilanciato a favore di una tesi politica?

Andiamo con ordine e vedremo che un filo logico unisce le varie domande. La stampa si occupa di Annozero non solo per il voyeurismo che la porta a dedicare pagine alla maggiorata del Grande Fratello ma anche perché la Politica, con la P maiuscola, interviene. Il presidente della Camera, il Ministro della Difesa, pare lo stesso premier e l’ambasciatore di Israele nonché il capo dell’opposizione (offeso che il suo impegno per l’Africa sia stato sminuito da Santoro) oltre ad altri personaggi minori (senza offesa per nessuno). Bene. Ma la politica che c’entra? Eh, domanda falsamente ingenua: la Rai è la politica, è l’incarnazione del nostro modus rem publicam regendi, in cui chi governa si intreccia con chi si oppone e in molti raccomandano, suggeriscono, appaiono, nominano. La Rai è di proprietà statale e la politica è il suo vero editore di riferimento, lo disse Vespa 22 anni fa, rimane vero anche oggi. E’ inevitabile che gli azionisti si lamentino dei dipendenti della propria azienda o ne utilizzino i passi falsi per fare propaganda. Ma allora il Nostro, Santoro, che è il propagandista massimo? E’ giusto che lo faccia coi soldi pubblici? Beh, come dimostrano le levate di scudi a suo favore, esprime il sentimento di una parte dell’Italia cui non si può non dar voce, si potrebbe dire.
E a noi piace che i giornali parlino di TV, che i politici minaccino censure, che il nostro denaro serva per pagare ciò che magari ci irrita o addirittura indigna? No, per niente. E tutto questo non succederebbe se la Rai fosse privata, si comportasse da emittente libera che, snobbando i politici, risponde delle opinioni dei suoi giornalisti o se pensa che oltrepassino i limiti li emargina e lo fa a spese sue e non del contribuente. Il nodo è questo, per fare un servizio pubblico non bisogna essere di proprietà del governo, mentre essere di proprietà del governo assicura che di pubblici ci siano solo i finanziamenti.

Alessandro De Nicola
adenicola@adamsmith.it

Questa domanda, per il momento, o rimane senza risposta o riceve le risposte del giovane lettore che mi illustra quant'è demente Hamas, ossia risposte QED.

Non ho commentato la trasmissione di Santoro, perche' non l'ho vista. Lo scopo di Santoro e', alla fine, quello di (ri)pagarsi lo stipendio. Per ottenere il suo scopo, usa magistralmente i mezzi che ha disposizione. Per carita' e' il suo mestiere e lo sa fare benissimo. Pero' a me non interessa quello che dice, non mi interesano le liti che prepara e provoca ad arte, per cui non seguo la sua trasmissione, esattamente come non seguo le varie trasmissioni urlate o becere che la TV ci propina. Non le seguo perche' non mi piacciono e non mi interessano.

Lui ha un seguito di ascoltatori che gli garantisce una ritorno in pubblicita', almeno a quanto ha dichiarato).

Probabilmente a mandare in televisione spettacoli paragonabili a quelli forniti a suo tempo da Mr. Barnum, si avrebbero ascolti anche maggiori. E che cio' avvenga sulle tv private, non me ne frega nulla.

Mi da' pero fastidio che una TV che dovrebbe fornire un "servizio pubblico", una tv per la cui esistenza io pago le tasse anche se non la vedo (e le pago pure se non ho un TV, ma ho un semplice monitor di computer, che a tanto delirio siamo in Italia) utilizzi questi metodi per ragranellare ascolti.

Saro' piu' esplicito: se il TG4 e' per me fastidioso da guardare, o se le trasmissioni in stile "amici" mi fanno dubitare sull'intelligenza della popolazione, non mi da' alcun fastidio che vengano trasmesse da televisioni a cui io non do' neanche un euro, che non mi contano tra i loro spettatori e che non pretendono di essere un servizio pubblico.

Le trasmissioni RAI, invece, io le pago. Anche se non le guardo. Anche se non mi piacciono. Anche se sono smaccatamente fatte al solo scopo di attirare spettatori e sono quanto di meno assimilabile a "servizio pubblico" si possa immaginare.

Ecco, se Santoro ha un seguito (e con lui tanti altri produttori di televisione sensazionalistica ed urlata), si accomodi, con tutto il suo seguito, a lavorare dove non viene usata la storiella del servizio pubblico per spillarmi dei soldi.

In alternativa, la smettano di chiedermi una tassa sul posesso di apparecchi televisivi, la smettano di finanziare la RAI con le entrate delle imposte e ci facciano pure tutte le trasmissioni di risse che gli pare.

La riposta alla tua domanda, "perche' questa volta", credo che sia perche' questa volta e' stata insultata una collega  accreditata presso la sinistra. Che se te la prendi con Mastella, nessuno ci fa caso, e' come sparare sulla Croce Rossa. Se invece pesti i piedi a qualcuno che ha gli agganci giusti e se, come mi pare di avere capito, attacchi pure il leader dell'opposizione, allora e' ovvio che ci siano reazioni molto decise.