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Perché sono importanti le primarie

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Condivido tutto. Specie il fatto che nel PD siano ancora lontani dall'aver capito quale sia il reale effetto positivo indotto dalle primarie, che non è solo un serrare le fila come fu per Prodi e Veltroni.

Qualcosa però si muove anche in realtà più grandi di Forlì o Cattolica: a Firenze ci saranno 3 o 4 candidati , ancora non si sa, tutti con eguali possibilità. Nessuno sconosciuto certo, tutti candidati ex PPI o ex-DS, tutti dell'apparato, tutti ex assessore o ex presidente o ex deputato. Un quinto (il reale favorito ed ex al cubo, Cioni) non corre perchè indagato per una certa faccenda e forse sarà in una lista civica, ma ancora sembra tirare molte fila del gioco nel PD. La rivalità dei suddetti qui tocca toni tra il grottesco e la farsa, tanto da far storcere il naso a molti... però, quale sarebbe l'alternativa? Il solito candidato paracadutato dall'alto? Il punto che dici riguardo la abilità nell'avere consenso, o direi meglio l'avere una certa sensibilità riguardo l'umore e i desiderata dell'elettorato, penso sarebbe già una buona premessa per avere validi candidati. Per me poi l'avere primarie vere e combattute avrebbe un ulteriore effetto positivo: quello di spingere la gente a interessarsi, informarsi, ascoltare, valutare. Insomma, far diventare l'elettore soggetto attivo del meccanismo (o almeno un poco di più).

Condivido tutto. Specie il fatto che nel PD siano ancora lontani dall'aver capito quale sia il reale effetto positivo indotto dalle primarie, che non è solo un serrare le fila come fu per Prodi e Veltroni.

L'han capito benissimo quando è stato eletto Vendola in Puglia.Ed han giurato a se stessi "mai più".

Spero anch'io che cambino idea, ma se c'è qualcosa che non mi sento di imputare ai nostri politici è l' ingenuità.

Difatti il loro terrore più grande è avere un outsider, vincitore delle primarie, che poi vinca anche l'elezione relativa. Sui giornali locali mi capita tristemente di leggere articoli deliranti in cui i vari "precandidati" in lizza per le primarie del PD raccontano candidamente delle manovre in corso per avere, tramite una serie di ritiri, un candidato unico del PD, in modo da non dover svolgere primarie di partito ed andare direttamente alle primarie di coalizione con un "candidato forte". Non hanno capito niente.

Lo statuto del PD, all'articolo 18, punto 4, recita

Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione.

tranne che nel caso in un unico candidato. È facile aggirare tale norma se l'apparato di partito è sufficientemente forte e può ''convincere'' i candidati non officialisti a stare buoni ed evitare di correre, se vogliono continuare a fare cariera. 

Nel PD opera una gruppo che si chiama ''primarie vere, primarie sempre'' che reclama...beh, è chiaro quello che reclamano. Sul loro sito c'è questa lettera di supporto per il neo-candidato di Forlì, che fornisce qualche dettaglio in più sulla storia. (Full disclosure: ebbene si, mi stanno simpatici perché hanno linkato il mio post).

uh, hu...  a Renato e Walter staranno fischiando le orecchie...