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Con tutto il rispetto, Mr. President

6 commenti (espandi tutti)

Da una parte capisco le posizioni espresse dai firmatari della lettera - e vorrei ben dire, dopo mesi di assidua frequentazione di nFA! Dall'altra - sarò suggestionato dalla retorica obamiana? - non capisco bene perchè in un momento di crisi acuta alcuni interventi da parte del governo non possano essere comunque validi. Almeno nella misura in cui:

(i) alleviano uno stato di immediata sofferenza che ok, potrebbe essere positivo per l'intero sistema nel lungo periodo, ma intanto si mietono posti di lavoro, cioè si colpiscono direttamente tante persone e, al contempo

(ii) questi interventi lo fanno agendo su mercati caratterizzati da esternalità importanti (innovazione, ambiente...) il che, per quel poco che ho studiato, mi pare giustifichi un qualche intervento pubblico. (Ok, nel caso dell'auto si potrebbe agire introducendo incentivi di altro tipo - vedi quello che dice Marcello qui sopra - ma lo stesso Marcello mi pare si dia una risposta altrettanto sensata. Infine

(iii) mi pare che su temi come quello della sostenibilità, anche dare un segnale al mercato, una speranza ai cittadini, indicare una possibile via d'uscita dal tunnel in una direzione che è anche "bella e buona" possa avere di per sè un valore.

Insomma, se in un momento di crisi la spesa pubblica interviene non per far scavare e ricoprire fosse, ma per fare cose utili anche da altri punti di vista, per cui non c'è solo l'effetto keynesiano (vero o presunto che sia... mi guardo bene dall'entrare nella questione!), ma anche l'effetto di soldi spesi in "cose buone", tipo limitare possibili fallimenti di mercato... boh, non sto dicendo che questo sia il caso (anche se ammetto che mi piacerebbe pensare che così sia!), ma se lo fosse, perchè stracciarsi le vesti?

(Come ogni volta che scrivo su nFA, aspetto con ansia di essere massacrato dai Professori... amo questo blog soprattutto per questo!)

Tranquillo, siamo fortunati, dormono ancora, ma fra un pò ci cacciano con ignominia.

hihihi... già, è probabile... intanto, tuttavia, mi pare che siamo in discreta compagnia, data anche la discussione che ha preso piede pochi commenti più sopra.

il can che dorme si starà sentendo ronzare un po' le orecchie?

Provo a rispondere a marcospx. Brevemente perche' sto facendo uno sforzo per cercare di capire e spiegare meglio il modo che a me pare corretto di pensare a questa crisi. Stay tuned.  

i) nessuno dice di non aiutare chi perde lavoro. questo e' fondamentale. ma aiutare non significa mantenere in attivita' improduttive (grazie Marcello, l'esempio dell'auto elettrica di Arese e' meraviglioso - perfetto). significa riallocare il piu' in fretta possibile e dare sussidi diretti durante la riallocazione. l'economia americana ad esempio ha troppi "muratori" (a causa della bolla immobiliare). la via non e' fargli costruire case inutili, ma trasformarli in "giardinieri" (o quant'altro). 

ii) le esternalita' ci sono e ci sono sempre state. perche' scoprirle adesso? [in realta' ci sono due argomenti sul perche' scoprirle adesso: 1) credito a buon mercato per il governo, 2) facilita' politica di far passare spese utili che il congresso non passerebbe altrimenti]  L'esistenza di esternalita' non e' sufficiente di per se', il governo non e' fuori dall'economia, produce un casino di public goods - siamo sicuri di aver bisogno di piu' public goods? 

iii) credo anch'io che ci sia una questione di aspettative che un presidente charming puo' rivoltare; questo sarebbe utilissimi, e credo Obama sia perfetto a questo; pero' 850 milardi di dollari e' un prezzo molto caro per rivoltare le aspettative. Non si poteva fare con un paio di bei discorsi eleganti come solo lui sa fare? :)

 

Ringrazio per la risposta, sono perfettamente d'accordo. Poichè però sono intellettualmente un po' masochista, provo anche a rispondere.

ma aiutare non significa mantenere in attivita' improduttive (grazie Marcello, l'esempio dell'auto elettrica di Arese e' meraviglioso - perfetto). significa riallocare il piu' in fretta possibile e dare sussidi diretti durante la riallocazione. l'economia americana ad esempio ha troppi "muratori" (a causa della bolla immobiliare). la via non e' fargli costruire case inutili, ma trasformarli in "giardinieri"

Certamente. Ma nel caso specifico (e semplificando al massimo), se l'economia americana avesse anche troppi operai che fabbricano auto a benzina, "riallocarli" nella produzione di auto a vela potrebbe essere comunque utile, nella misura in cui si considerassero utili le auto a vela (sarebbe anche meno costoso, immagino, che riconvertire "metalmeccanici" in "giardinieri"). Allora il punto è, mi pare: come valutare l'utilità complessiva generata dalla produzione auto a vela?

Poi, certo:

L'esistenza di esternalita' non e' sufficiente di per se', il governo non e' fuori dall'economia, produce un casino di public goods - siamo sicuri di aver bisogno di piu' public goods?

No di certo. Ma io sono ignorante e non sono neanche sicuro del contrario. Così come magari avremmo bisogno di altre public goods. Davvero non ho idea. Motivo per cui leggo nFA e mi rivolgo a voi, perchè quando si passa dai ragionamenti astratti a scelte di policy concrete i numeri contano (e i professori valgono più degli ex-studenti!). E io infatti non saprei quali numeri andare a guardare e come gurdarli...

Come dire: 850 miliardi di dollari appaiono certamente un prezzo troppo alto per rivoltare le aspettative... ma se servono a rivoltare le aspettative sull'andamento dell'economia E creare sensibilità green (ok, lo so, st'espressione dà i brividi anche a me, ficuriamoci a voi, ma spero ci capiamo! :-D) oltre che incentivare produzione e consumi più ecosostenibili E salvare un po' di posti di lavoro E fare politica industriale E costruire qualche "ponte" "utile" E pagare qualche esternalità sparsa qua e là... come stabilire se il saldo resta poi così negativo?

Va da sè poi che anche qualche chiletto di toxic assets e limoni vari si potrebbero togliere di mezzo...

Allora il punto è, mi pare: come valutare l'utilità complessiva generata dalla produzione auto a vela?

Il modo più giusto di farlo è usare il mercato ed i prezzi, che hanno un fondamentale ruolo di allocare le risorse dove è giusto che vadano. Se alla gente cominciano a piacere le auto a vela, cominceranno a domandarne di più, i prezzi di esse aumenteranno, più imprese investiranno nella loro produzione e più lavoratori cambieranno lavoro per fabbricarle.

Il governo non può sapere dove sia giusto allocare gli investimenti, la quantità di informazione necessaria a capirlo è enorme, si tratta di informazione che spesso nemmeno i diretti interessati conoscono prima di trovarsi di fronte a scelte alternative di consumo. Per questo, ogni intervento di stimolo sconta il costo di "stimolare" la produzione di beni che la gente non vuole.