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Con tutto il rispetto, Mr. President

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Penso che un economista dovrebbe cercare di distinguersi dai politici, non propugnando ricettine semplici, miracolose e superficiali e rifiutando di appartenere a ideologie preconcette. Quindi va bene criticare le scelte di Obama, ma quelle cinque righe suonano tanto come uno slogan vuoto, degno del nano di Palazzo Chigi (siccome non sono un economista, peraltro, mi permetto una risposta altrettanto sempliciotta: se per uscire dalla crisi bisogna passare per un decennio alla cilena.. preferisco la crisi).

Ma scusa, tutti possono fare le sparate che vogliono su quanto denaro pubblico speso a casaccio serva per "uscire" dalla crisi e spiegare che loro non hanno mai creduto all'infallibilità del libero mercato, e passare per luminari, ma se a uno, che magari ha dedicato la vita a studiare i perché e i per come dei cicli economici (e magari ci ha anche vinto un nobel), viene in mente di richiamare al fatto che non è stato il gov. spending a fare uscire l'america dagli anni 30, diventa un ciarlatano degno di berlusconi?
Se sei in cerca di una spiegazione di quelle 5 righe di slogan, c'è qualche tonnellata della miglior letteratura di economia che ti aspetta. Il vero punto è che si pensava che qualcosina di questa letteratura fosse passato e che non bastasse una recessione un po' sopra la media per cancellarne qualunque traccia da politica, media e opinione pubblica.