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Con tutto il rispetto, Mr. President

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Facciamo finta che io sia Prescott. Tu Marco, dici: "ma se si crede che la politica monetaria sia molto rilevante, nel senso che ha creato problemi, bisogna scendere in campo e proporre un modello alternativo a quello esistente, in cui si spiega perche' seguire quella determinata regola e' stato un errore. e pubblicarlo in un journal cosi' che la comunita' ne sia a conoscenza".

Io rispondo: ma come fai a chiedermi di pubblicare una regolina +- Taylor. Io ho pubblicato modelli da cui si deduce che tutto sia irrilevante/dannosa (dannosa quando troppo attiva, la politica monetaria).  

Poi dici: "se io sono un policy-maker e vogio sapere cosa devo fare, chi altri mi da un framework per pensare al mio problema?" 

Io (prescott): lo so io cosa devi fare - chiudi baracca. 

Tu: "dove c'e' moneta c'e' politia monetaria". 

Io: no, dove c'e' posta non c'e' politica postale. la politica monetaria ha il compito di fornire liquidita' per transazioni e di raccogliere credito per finanziare la politica fiscale. 

Fuor di metafora, che vorrei ma non sono Prescott: marco, come fai a non capire che la tua posizione e' logicamente incorretta - stai assumendo che in-azione e' inattuabile/inconcepibile - e stai di conseguenza chiedendo a quelli che predicano inazione di suggerire una qualche diversa azione.

Ora, puo' essere errato in sostanza che la moneta e' come la posta, e puoi avere ragione tu che qualcosa bisogna fare, ma il tuo argomento e' errato logicamente perche' non concepisci come possibile la posizione di Prescott (semplificando). Tra l'altro, dato che quella di Prescott  e' la posizione di una grandissima parte dell'accademia (al di fuori delle fed) - mi concederai un buon 20-30% di macroeconomisti - a me pare molto preoccupante che non sia rappresentata nelle autorita' di politica monetaria - parte Minneapolis che pero' non ha potere di policy (credo). E ancora piu', e' grave  che non  sia rappresentata a causa di un argomento (che sono certo nessuno puo' fare meglio di te alla fed), il tuo, che e' logicamente  errato. 

Infine, guarda, io discuto volentieri, ma non mi va di farmi dare del religioso gratuitamente. Soprattutto visto che il tuo argomento rifiuta anche solo di accettare il mio come possibile - alla faccia del "per me non ci sono noi loro". il tuo argomento e' il seguente

"per me non ci sono noi e  loro - a patto che loro accettino che noi abbiamo ragione nella nostra visione del mondo e quindi si limitino al massimo a criticare i dettagli delle mie azioni"

Il "noi e loro" e' una realta' fattuale. Il non essere religiosi non implica negare i fatti, implica accettare come possibili le posizioni degli altri. Che ci siano anche "loro". I religiosi non sono quelli che dicono, i Mussulmani sono come noi cristiani (basta che lo accettino di esserlo come noi cristiano), ma quelli che accettano che siano diversi e non vogliano per questo sparargli addosso necessariamente. Io non credo che vadano chiuse le fed (e neanche Prescott), ma che alle fed smettano di ascoltare solo quelli che fanno gli interessi delle fed. 

OK Alberto. non vorrei andare avanti all'infinito, pero' ho l'impressione che tu abbia travisato quello che ho scritto. cerchiamo di capirci a vicenza (come avrebbe detto gianni mina'). poi andremo a letto ognuno con i suoi punti di vista, ma almeno non pensando che l'altro dica 2+2=5. altrimenti non si impara nulla.

Forse la fonte del fraintendimento e' che quando io dico "politica monetaria" tu pensi a "taylor rule". per esempio tu scrivi "ma come fai a chiedermi di pubblicare una regolina +- Taylor." Ti sembra che la frase "ma se si crede che la politica monetaria sia molto rilevante, nel senso che ha creato problemi, bisogna scendere in campo e proporre un modello alternativo a quello esistente, in cui si spiega perche' seguire quella determinata regola e' stato un errore." sia un invito a proporre una regolina alla Taylor? E' un invito a scrivere un modello che spieghi il danno fatto dall'abbassare i tassi nel 2003.

Tu scrivi "dove c'e' posta non c'e' politica postale." Come? Non c'e' qualcuno (privato, pubblico) che decide quanti postini avere, quanto far pagare i francobolli ... allo scopo di massimizzare qualche obj fnc (che siano i profitti, se privata, whatever else, se pubblica)? Allo stesso modo, dove c'e' moneta, che sia  monopolio pubblico o sia emessa dai privati, qualche decisione bisogna prenderla -- quanto emetterne, tanto per dirne una. devi decidere se avere un un currency board, il gold standard, emettere dobloni, o avere fiat money. se hai fiat money devi decidere cosa fare con la quantita' di moneta. tutto questo io lo intendo come "politica monetaria". quindi quando dici "lo so io cosa devi fare - chiudi baracca." io capisco che si debba tornare al baratto, perche' questa e' l'unica situazione dove politica monetaria non c'e' (questo era il contenuto della frase "dove c'e' moneta c'e' politica monetaria"). Allo stesso modo, quando scrivi "inaction", non so cosa sia. una qualche policy rule -- nel senso di state-contingent plan, che sia announced and sticked to or the result of period  by period maximization -- il banchiere centrale ce la deve avere, o no? mi sto dilungando, ma secondo me e' tutto un fraintendimento legato al fatto che mi prendi per scemo e sei convinto che io pensi "politica monetaria = taylor rule". se non e' cosi' (non nel senso di non essere preso per scemo, that's ok, ma nel senso che non mi hai frainteso) allora c'e' qualcosa di profondo che non capisco.

per altro ti posso assicurare che: 1) il presidente della Minn Fed ha los stesso potere di tutti gli altri presidenti delle regional feds. ti puoi leggere quello che ha detto all'FOMC for t<2004, e puoi vedere come ha votato all'FOMC negli ultimi 20 anni, cioe' quando sono state implementate le azioni che michele considera perniciose. 2) i miei argomenti non hanno un gran peso all'interno della fed, quindi non preoccuparti. inoltre, gli economisti della fed sono generalmente aperti al confronto di idee. se non mi credi, chiedilo a quel paio di nostri amici che sono, o erano, miei colleghi!

Infine, sul "noi verso loro": primo, non volevo offendere dandoti del "religioso". ho scritto: "per quel che mi riguarda l'economia non e' una religione" -- parlo di me, non di te. anche qui mi metti in bocca concetti che non sono miei, tipo "a patto che loro accettino che noi abbiamo ragione nella nostra visione del mondo e quindi si limitino al massimo a criticare i dettagli delle mie azioni" Ma quando ho detto questo? non lo penso e non l'ho scritto. la mia posizione e' la seguente: contano le idee non i gruppi. in pratica, cio' vuol dire che se vado a sentire il talk del signor X non mi dico "questo sparera' cavolate perche' appartiene al gruppo Y".