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Con tutto il rispetto, Mr. President

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Spero di non intervenire a sproposito sulla questione ma proprio in questi giorni mi son trovato a leggere un libro molto interessante che credo sia noto alla gran parte dei presenti vale a dire Thinking Strategically Avinash K. Dixit, Barry J. Nalebuff, in un capitolo del libro si affronta il "caso QWERTY" cioè quella particolare disposizione delle lettere sulle tastiere che inizialmente fu introdotta per particolari vantaggi che essa presentava sulle macchine da scrivere. Successivamente questa tecnologia si è trasferita anche ai PC nonostante fosse venuto meno il vantaggio iniziale, e nonostante alcuni studi dimostrino che disposizioni diverse siano più efficenti. Questo effetto sembra essere dovuto a quello che gli autori definiscono "l effetto dello stare dalla parte del più forte" in cui nessun singolo utilizzatore vuole sopportare il costo del cambiamento( se il 90% di dattilografi usa QWERTY e il 90% di tastiere sono QWERTY il singolo dattilografo non ha convenienza a specializzarsi su altre disposizioni, "credo sia questa l idea intuitivamente"). Da tutto ciò quindi sembra potersi ricavare una conclusione di questo tipo:

-l innovazione tecnologica si sviluppa tramite un procedimento del tipo "trial and error" , il mercato seleziona le innovazioni economicamente vantaggiose  scartando quelle inefficenti; il vantaggio che inizialmente ha consentito l affermarsi di una certa tecnologia potrebbe nel tempo venir meno(ad esempio per QWERTY  viene meno il problema di incastro dei martelletti della macchina da scrivere) a questo punto però la grande diffusione raggiunta da tale tecnologia rende non vantaggioso per i singoli agenti adottare individualmente tecnologie migliori, si rende dunque necessario un coordinamento che il mercato da solo (sembrerebbe) non consentire.

Nel nostro caso delle "tecnologie verdi" potremmo trovarci in una situazione simile? E se fosse cosi provvedimenti politici come incentivi, stimoli ecc. potrebbero aiutare a superare l impasse o esistono soluzioni migliori?

-l innovazione tecnologica si sviluppa tramite un procedimento del tipo "trial and error" , il mercato seleziona le innovazioni economicamente vantaggiose  scartando quelle inefficenti; il vantaggio che inizialmente ha consentito l affermarsi di una certa tecnologia potrebbe nel tempo venir meno(ad esempio per QWERTY  viene meno il problema di incastro dei martelletti della macchina da scrivere) a questo punto però la grande diffusione raggiunta da tale tecnologia rende non vantaggioso per i singoli agenti adottare individualmente tecnologie migliori, si rende dunque necessario un coordinamento che il mercato da solo (sembrerebbe) non consentire.

In realta' una tastiera diversa dalla QWERTY presenta vantaggi molto marginali, anche perche' tutti ormai si sono abituati a usare quella. L'ultima cosa che vorrei e' un decreto che rende obbligatorio per legge l'uso di una tastiera ABCDEF o di quella Dvorak, che ogni qualche decennio viene ritirata fuori tra l'indifferenza generale; accetterei magari incentivi pecuniari a usarla, ma esattamente da dove lo stato prenderebbe i soldi per convincermi?

In realta' una tastiera diversa dalla QWERTY presenta vantaggi molto marginali, anche perche' tutti ormai si sono abituati a usare quella.

Magari! tutti i giorni mi tocca fare QWERTY -> AZERTY and back! appena mi distraggo un po' metto q ovunque.

Questo é un punto di vista. Altri, con argomenti solidi, sostengono tesi diverse.

Il libro di Avinash e Nalebuff è pieno di cose interessanti, ma l'eternamente ripetuta storia della tastiera QWERTY è un mito metropolitano, diffuso purtroppo anche da accademici quali Paul David, con quasi nessuna base reale.

Mentre è vero che le ragioni della scelta di QWERTY sono ora scomparse assieme alla macchina da scrivere, è vero che la presunta superiorità dello switch over a un'altra disposizione di tasti è pura fantasia, come hanno dimostrato gli unici due che sono andati a fare i conti seriamente, ossia Liebowitz e Margolis.

Più in generale, mentre esiste una vasta letteratura TEORICA sulle possibili inefficienze del mercato nella selezione e sviluppo delle tecnologie in presenza di esternalità di rete ed alti costi di coordinamento, letteratura a cui a suo tempo io pure contribuii, esiste scarsissima o quasi nulla evidenza EMPIRICA che tali fenomeni si manifestino in realtà ed in modo persistente.

Detto altrimenti: mentre è teoricamente vero, sembra succedere per valori dei parametri che non corrisposdono a quelli del mondo in cui viviamo. Questo non vuol dire che non succede mai, vuol solo dire che l'onere della prova è su chi sostiene che stia succedendo. Questo vale per le macchine elettriche come per le tastiere "alternative".