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Economie ad alta intensità di conoscenza: il supermoltiplicatore.

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Invece una minore durata dei brevetti (cinque anni, ad esempio) renderebbe tutto più fluido e semplice, io impresa avrei interesse a "spremere" il brevetto con prezzi concorrenziali e non monopolistici, per gli altri, volendo, cinque anni non sono niente.

Probabilmente dipende, andrebbe considerato caso per caso. E' chiaro che, in generale, inprimo luogo diminuendo la durata dei brevetti diminuisce il guadagno atteso dagli investimenti in ricerca e sviluppo. In secondo luogo, non capisco perchè "spremere" il brevetto significa fare prezzi concorrenziali... semmai potrebbe essere l'esatto contrario. In terzo luogo, non c'è un po' di contraddizione tra il sostenere che cinque anni per chi detiene il brevetto sono "abbastanza" per farlo fruttare adeguatamente, mentre sono "niente" per chi deve aspettare... ancora una volta, dipenderebbe dai casi specifici e, ancora una volta, per determinare la durata ottimale di ciascun brevetto servirebbe moltissima informazione.

A mio parere, l'unica "pensata" keynesiana in questo periodo è quella del Presidente Obama, che intende "sovvenzionare" un mercato (quello ambientale) di scarso appeal, ma soprattutto dai profitti ancora incerti, e dai costi ancora elevati. Non sarebbe il caso di approfondire questo stimolo di una domanda (ambientale) attualmente bassa ? Non porterebbe questo a un moltiplicatore keynesiano ?

 

Hehehe... ci riproviamo? ;-)