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Economie ad alta intensità di conoscenza: il supermoltiplicatore.

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La mia proposta non pretende affatto di essere l'unica per fronteggiare la crisi e la strada ambientale é certamente interessante (anche se lo spettacolo dei produttori di automobili diventati estremisti ecologisti mi lascia davvero perplesso anche perché dovrei rottamare la mia opel astra che ha solo 15 anni e a cui sono molto affezionato). 

Le lobby (di proprietari IPR come quelle di recenti ecofurbi) sono sempre un problema ogni volta che si cerca di intervenire nell'economia ma penso che sarebbe possibile trovare una soluzione magari seguendo il filo di quanto indicato da Matteo dell'Amico.

Non capisco invece l'argomento relativo allo scarso stimolo sulla domanda aggregata. L'iniezione di liquidità va direttamente a finanziare imprese produttive e innovative (saltando la trappola di assorbimento di liquidità delle banche) che, se vendono gli ipr, sono poi costrette a investire rapidamente da una rivitalizzata concorrenza mentre la imprese concorrenti si trovano con del nuovo capitale intellettuale disponibile a costo zero (che ha chiari effetti espansivi).

Accorciare il tempo dei brevetti senza negoziato e senza compenso non mi trova in linea di principio affatto contrario ma non sarebbe affatto opportuno in una situazione di crisi: per esempio porterebbe ad un immediato ulteriore crollo azionario delle imprese detentrici dei brevetti.