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Economie ad alta intensità di conoscenza: il supermoltiplicatore.

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Il problema - citato in svariati commenti precedenti - dell'informazione necessaria a (i) selezionare i brevetti da acquistare rendere pubblici e (ii) determinarne il valore mi pare quasi insormontabile. Sia perchè l'informazione richiesta è enorme (e costosa da acquisire) sia perchè comportamenti opportunistici, lobbying e anche corruzione sarebbero un rischio concreto.

Per quanto riguarda il prezzo di acquisto, tuttavia, non si potrebbero per lo meno sfruttare meccanismi di estrazione di informazione dal mercato (aste o roba del genere)? Mi pare ne siano stati proposti in passato (tipo questo), anche se si scoprirebbe il fianco ad evidenti rischi di collusione.

(Una strada più "indiretta" nella stessa direzione non potrebbe essere, almeno in alcuni settori, favorire e incentivare standard "alternativi" non coperti da IPR, così da renderne l'utilizzo meno rischioso e più redditizio rispetto agli analoghi "a pagamento"? Penso all'open source e ai formati di file non-proprietari...)

In futuro la strada "indiretta"  sembra anche a me di gran lunga più promettente:

si evitano gli enormi costi "ex-ante" di attribuzione di brevetti, i danni monopolistici intermedi e i costi "ex-post" di riacquisto.

Nell'immediato ci troviamo con una enorme cappa di brevetti che blocca l'economia e la strada del riacquisto, per quanto difficile, mi sembra l'unica percorribile sia per aumentare l'efficienza dell'economia che per sostenere la domanda aggregata. 

P. S. Grazie per il link a: http://www.unc.edu/~mdarden/Kremer.pdf

l'articolo sui meccanismi per stabilire il prezzo di acquisto dei brevetti é molto utile.