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A bientôt, Oscar

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Io, invece, non sono dispiaciuto del fallito tentativo di "libero mercato", che, peraltro, non ho mai letto.

Non l'ho mai letto perchè abbinato a un giornale che detesto, per la sua fin troppa evidente partigianeria, per la manipolazione della notizia, ma soprattutto per la sua contraddizione: si dichiara liberista e poi si trasforma in cooperativa per prendere i soldi nostri. Vittorio Feltri si omaggia di € 15.000,00 mensili di soldi nostri, soldi presi per il solo fatto di essere cooperativa, aggiuntivi rispetto a tutte le altre prebende previste per la stampa. E non mi piace chi predica male e razzola male.

Niente di personale verso Oscar Giannino, semplicemente se ci teneva a essere letto bastava che di "libero Mercato" ne avesse fatto un giornale (anche settimanale) veramente indipendente. Soprattutto libero. Adesso che gli hanno fatto la festa spero che fondi un giornale economico di approfondimento liberista. Va bene anche un sito web, pur di far sentire la sua voce, ma chi è causa dei suoi mal...

La Arendt, rileggendo il Kant della Critica del Giudizio, ha parlato della rilevanza etica e politica del gusto...la qual cosa mi torna in mente leggendo il tuo commento, Marco Esposito. Un tipo che si presentava come Oscar Giannino, vestito con abito bianco molto salveminiano, con barba baffi bastone e occhialetti tutti demode e molto ottocenteschi, secondo me risvegliava in chi lo ascoltava immagini di un liberalismo ottocentesco che più che fare venire in mente la California giovanile o l'America delle infinite opportunità o della tecnologia... faceva pensare a certi agghindati borghesi o industriali descritti da Charles Dickens. Insomma, per un paese molto sospettoso del liberalismo, forse, si poteva scegliere un testimonial più efficace. Ovviamente scherzo, ma non troppo....

Poi, certo se uno predica il liberalismo e poi prende soldi pubblici costituendo una cooperativa, allora la guerra è persa perchè uno pensa: liberisti coi deboli, statalisti coi forti. E ovviamente, questa volta, non scherzo affatto.

In genere io compravo "Libero", sfilavo l'inserto "Libero Mercato" e gettavo il resto (riciclando la carta).

Apprezzo molto Oscar Giannino e desidererei leggerlo ancora, su NfA, o altrove.

Secondo Dagospia lo leggerai sul Corriere (in quota Tremonti)

1 - La notte dell'Oscar -Si dà avviso ai naviganti che nel nuovo assetto del Corrierone, il tandem dei due vicedirettori da affiancare a Paolino Mieli, il dioscuro tremontista potrebbe essere il tarantolato Oscar (rafone) Giannino. Che ha ingaggiato una battaglia con il suo ex giornale, "Libero".

 

il dioscuro tremontista potrebbe essere il tarantolato Oscar (rafone) Giannino

che s'ha 'dda fa' pe' campa' (in Italia)

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