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A bientôt, Oscar

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La Arendt, rileggendo il Kant della Critica del Giudizio, ha parlato della rilevanza etica e politica del gusto...la qual cosa mi torna in mente leggendo il tuo commento, Marco Esposito. Un tipo che si presentava come Oscar Giannino, vestito con abito bianco molto salveminiano, con barba baffi bastone e occhialetti tutti demode e molto ottocenteschi, secondo me risvegliava in chi lo ascoltava immagini di un liberalismo ottocentesco che più che fare venire in mente la California giovanile o l'America delle infinite opportunità o della tecnologia... faceva pensare a certi agghindati borghesi o industriali descritti da Charles Dickens. Insomma, per un paese molto sospettoso del liberalismo, forse, si poteva scegliere un testimonial più efficace. Ovviamente scherzo, ma non troppo....

Poi, certo se uno predica il liberalismo e poi prende soldi pubblici costituendo una cooperativa, allora la guerra è persa perchè uno pensa: liberisti coi deboli, statalisti coi forti. E ovviamente, questa volta, non scherzo affatto.