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A bientôt, Oscar

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Lugg, rispondo a te ma è una riflessione che vale in generale, per molti dei commenti che ho letto.

Curiosamente, o forse non tanto, rilevo quella consueta insofferenza che porta molte persone a confliggere più con il "quasi uguale" che con il "contrario". Ciò è particolarmente evidente nel campo liberale, dove si tende - quasi volendo distinguere un grado di purezza - a non fare fronte comune con chi combatte sostanzialmente le stesse battaglie, facendo prevalere il rimprovero per eventuali (talvolta anche soggettivamente solo supposti) cedimenti di coerenza.

Ai propri simili si perdona poco o nulla, da loro si vorrebbe anche ciò che noi stessi non sempre siamo in grado - non esclusivamente per colpa - di sostenere. Sono il primo - da perfetto "bastian contrario" - a sollecitare e gradire il contraddittorio, ma mi pare che l'eccesso di "distinguo" altro effetto non abbia che facilitare il campo avverso. Andiamo avanti così, facciamoci del male ......

By the way, perché dovrebbe essere più difficile fare corretta informazione economica vicino a Feltri, piuttosto che, ad esempio, vicino a Mauro o finanche (!!!!!!!) Sansonetti? E perché si avalla lo slogan della sinistra - pretestuoso, tutto politico ed evidentemente falso - che gli appartenenti allo schieramento opposto siano tutti evasori fiscali? Davvero qualcuno ancora crede alla superiorità morale degli amici di Bassolino?

Franz, non ce l'ho con Giannino. Tipicamente non fornisco solo ed esclusivamente ai capi le responsabilita' dei sottoposti, e viceversa. E non e' che non mi piaccia Feltri perche' mi piacciono gli altri: IMHO in Italia la carta stampata puo' servire al massimo per incartare la verdura, con rare eccezioni: Feltri non fa parte delle eccezioni, tutto qui.

Non entro nel merito di vicinanze politiche, anche se mi rendo conto che l'invischiamento e' vicino a questa discussione. Parlo del fatto che se trovo un giornale esplicitamente dedicato all'economia, con un titolone in prima pagina e X pagine su un argomento, mi aspetto un approfondimento. Eppure il pezzo forte era proprio l'intervista, che si sviluppava su piu' pagine. E' uno dei principali attori, d'accordo, ma ha per questo i suoi interessi: mi aspettavo un contraddittorio, o notizie da fonti diverse e anche contrastanti.

Ti assicuro che quando ho letto quell'articolo, non avevo alcuna pregiudiziale. Proprio per questo mi e' rimasto cosi' impresso.

Mi aspettavo decisamente qualcosa di piu' e di diverso. Cosi' non e' stato, amen. Forse perche' era gia' in declino, forse perche' non si puo' sempre dire no. Forse anche perche' l'ho letto troppe poche volte, e solo le parti sbagliate. Pero' penso che come lettore, Libero Mercato mi ha deluso.

Onore al merito a Giannino: ci ha provato. E qui, sicuramente, potra' dire la sua piu' liberamente.