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Ricevere dati dall'ISTAT (e da EUROSTAT): un'esperienza personale

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Questo passaggio fa venire i brividi.

<q>richiede una complicata serie di passaggi che si conclude con (cliccare per credere) un PARERE DEL PARLAMENTO EUROPEO e l'approvazione finale da parte della commissione europea con tanto di pubblicazione nel bollettino ufficiale dell'EU</q>

Ora, non vorrei sembrare un po' permaloso sulla questione, ma in definitiva si tratta solo di precisazione e metodo scientifico: ho già argomentato al buon Andrea che i responsabili della cautela, e indi della valutazione, sono nel Consiglio, cioè sono gli Stati che devono rappresentare il parere dell'autorità statistica nazionale. Successivamente il Parlamento Europeo viene informato, ma solo per verificare il testo ove la Commissione modifica la Decisione del 2004 che conteneva in origine una lista di Enti di Ricerca autorizzati all'uso dei dati, ed allargarla - vedi esempio - e quindi ri-pubblicarlo sull'Official Journal.

RR

 

Ma sinceramente sebbene sia interessante sapere come si generino e di chi siano le responsabilita' delle decisioni, me ne sfugge la finalita'.  Di che dovrebbe essere informato il parlamento europeo? Non e' che ogni volta che si usano i dati del censo americano o i vari registri clinici degli Stati Uniti si debba informare il congresso. E perche' i rappresentati legali dei singoli stati si devono pronunciare ad ogni richiesta di dati? Questa procedura apre il fianco ad ogni sorta di discrezionalita'. Non basterebbe concordare un protocollo di screening delle richieste? Ma ancora piu' oscura per me e' la necessita' di stilare una lista di enti autorizzati ad usare i dati. Dipende forse dalla volonta' di controllare i beneficiari della concessione garantendo un profittevole oligopolio?

In ogni caso resta il fatto che questa procedura limita colpevolmente la produzione scientifica e l'accesso alle informazioni.