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Ma porca miseria, anche qua?

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Ciò che mi lascia sgomento, dico sgomento, è che da anarco-liberale come più o meno mi immagino di essere avevo sempre ritenuto che in America ci fosse una decente approssimazione del liberismo economico, incarnata innanzitutto nel sacrosanto principio che chi sbaglia, paga.

Adesso scopro che in realtà gli USA sono governati da una casta (come noi), che il giochetto dei controllori/controllati funziona bene anche lì (come da noi) che la politica di privatizzare gli utili e socializzare le perdite non la fa solo FIAT e che l’unica legge di mercato che sembra valere per davvero è che chi sta sopra cade sempre in piedi e chi sta sotto paga, non una ma anche due o tre volte esattamente come da noi.

Anche il liberalismo mi pare oggi un altro libro dei sogni la cui implementazione è da rimandarsi a un altro mondo magari possibile, ma mai visto da nessuno.

Mi chiedo, che differenza c’è tra essere un liberale oggi o un comunista nell’89 ?

Io sono riuscito a essere tutte e due le cose e vedo sconcertanti (raccapriccianti ?) analogie, non so voi.

Riassumendo: Dio è morto, Marx è morto, Adam Smith è morto e anch'io non mi sento troppo bene.

 

 

 

 

Mi chiedo, che differenza c’è tra essere un liberale oggi o un comunista nell’89?

La differenza consiste in questo:

  • un comunista nel 1989 poteva con una valutazione obiettiva rendersi conto che il sistema comunista aveva definitivamente perso il confronto col sistema democratico - liberale nell'assicurare benessere, nel garantire sufficiente consenso, e nel sostenere economicamente un apparato militatare competitivo
  • un liberale nel 2009 puo' solo rendersi conto che il sistema democratico - liberale include problemi e incognite irrisolte ma non ha a disposizione un sistema alternativo che empiricamente si sia dimostrato superiore o plausibilmente prometta di esserlo.