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Ma porca miseria, anche qua?

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Scusatemi, ma dissento dalla maggior parte di questi commenti e, per il momento, sto con Marchionne.

Mi spiego:

1) Marchionne fa il suo lavoro, che è quello di fare gli interessi dell'azionariato FIAT. Se i governi danno a Marchionne incentivi erronei (tipo la CIG a go-go) prendiamocela con i governi, non con Marchionne. Al più prendiamocela con Marchionne se predica bene e razzola male, ma in questa vicenda mi sembra altamente coerente: ha una teoria su cosa deve succedere e si comporta di conseguenza.

2) Fra i vari AD Fiat, Mar (ha un cognome troppo lungo costui!) mi sembra quello che ha preso meno sussidi pubblici ed ha fatto meglio. La Fiat è tornata a sembrare una impresa tecnologicamente avanzata grazie a lui. Fuoco di paglia? Magari, questo si vedrà, ma non mi sembra il caso di paragonarlo o vederlo come chi lo ha preceduto, o come gli imbelli pargoli-ereditieri della dinastia.

3) Il deal Chrysler, se andasse in porto il che non è ovvio, glielo stanno offrendo Obama, Summers e l'amministrazione USA. Se gli danno soldi, una quota di mercato e l'eliminazione di un concorrente senza contropartita, cosa deve fare Mar? Dire "No, grazie, dateli alla Honda!"? Prendersela con Obama ed i democratici nel Congresso USA, please, non con Mar!

4) Idem per Opel (su cui, poi, ci sono solo rumors). Che abbiano o meno i soldi per comprarsela, saran ben cazzi della FIAT e, al più, delle banche disposte a far loro credito. Il Commissario tedesco, ovviamente, parla per difendere gli interessi di bottega e, magari, la speranza che Opel se la mangi una compagnia d'auto tedesca. Una volta ancora, l'unica cosa che commissari e politici dovrebbero fare è farsi i cavoli propri possibilmente vigilando che alle imprese di questo o quel paese i governi nazionali non facciano regali e regalucci con trucchi sottobanco. Facessero i cani da guardia di se stessi e dei loro simili negil altri paesi, invece che delle imprese, sarebbe tutto molto meglio.

5) Ha ragione Mar a dire che non è "costruttivo" il germanico: anche in una logica di "tifo per l'Europa" (che è quella ufficiale in Europa ed altrove) dovrebbe favorire che due imprese europee resistano integrandosi e razionalizzandosi, piuttosto che essere spazzate via dalla concorrenza da fuori dell'Europa, o no? Ripeto, il signor commissario dovrebbe occuparsi dei suoi simili e, se proprio vuole occuparsi dell'Italia, perché non si occupa di Alitalia-CAI e delle concessioni pubbliche?

6) Ovviamente FIAT vuole rimanere uno dei giocatori in piedi dopo lo shake out, so what? Cosa dovrebbe fare Mar? Ha fatto un'analisi del settore, giusta o sbagliata che sia, e ci si gioca la camicia. È il suo lavoro, ripeto. Ristrutturare implica chiudere degli impianti? Certo: i guadagni di produttività così si fanno, chiudendo i plants improduttivi e lasciando aperti/espandendo quelli produttivi. Non capisco proprio cosa vorreste facesse di diverso. Se di FIAT+Chrysler+Opel fa una grande impresa mondiale efficiente e profittevole, magari riduncendo del 30% l'occupazione totale, ha fatto il lavoro per cui lo pagano.

Ragazzi, che gli Agnelli siano i capitalisti più parassiti che l'Italia abbia mai visto non ho dubbio alcuno. Ma l'AD della FIAT è un tecnico di notevoli capacità che fa il lavoro per cui è pagato, e sembra farlo bene. Non attribuiamogli colpe che non ha e, soprattutto, non facciamo finta che il germanico commissario non parli per puro spirito di protezionismo nazionale!

 

I disagree. Mi spiego in relazione ai punti che sollevi.

1) Certo che il mestiere di Marchionne è fare gli interessi dell'azionariato Fiat. Nulla da eccepire quando lo fa cercando di produrre auto migliori che la gente si vuole comprare. Risulta però che tale interesse lo fa anche facendo pressione sui governi perché sussidino i consumi delle sue auto o più in generale perché producano un quadro normativo più favorevole alla sua azienda. A questo punto, se permetti, mi impiccio pure io che non sono azionista Fiat ma un umile contribuente amerikano e cittadino italiano. Qui c'è un punto molto importante riguardo a questa crisi che come economisti dobbiamo imparare a valutare meglio. La diffidenza verso le grandi imprese è tradizionalmente basata sul timore che esercitino un eccessivo potere di mercato. Mi sembra che dalla crisi risulti in modo trasparente che imprese troppo grandi, le banche negli USA, Fiat in Italia, hanno anche un separato e perniciosissimo effetto di corruzione delle decisioni politiche. Questo è un effetto diverso da quello dell'esercizio del potere di mercato. È un effetto che si traduce in legislazione eccessivamente favorevole alle concentrazioni industriali, regalo di soldi pubblici etc. Quando una banca americana o la Fiat convincono i propri governi a fare i propri (delle banche e di fiat) interessi a scapito dei contribuenti e dei conusumatori, non va bene limitarsi a dire che fanno gli interessi dei propri azionisti. Bisogna chiedersi se è giusto permettere loro di farlo in questo modo. Non ho soluzione perfette, non ne esistono. Ma il problema c'è e non si può far finta di nulla.

2) Bravo Marchionne che ha rimesso in piedi la Fiat e d'accordo che sia, come tu dici un bravo tecnico varie spanne sopra tanti suoi predecessori. Ma la mia preoccupazione per l'eccessiva influenza politica resta. Vedere il governo italiano che segue immediatamente, a distanza di poche ore, le indicazioni dell'AD Fiat a me fa paura, anche se l'AD Fiat è un bravo tecnico.

3) Certo che sono incazzato con Obama, Summers e chi altri per il deal Chrysler. Il post originario se la prendeva proprio con loro, non con Fiat. Ma veramente sei convinto che questa sia semplicemente manna dal cielo che casca casualmente nel cortile Fiat, e che Marchionne accetta in modo magnanimo? Nessuno ha fatto lobbying, il governo italiano non ha manifestato (riservatamente, per carità) la propria opinione? Anche qui, notare il parallelo con le banche americane. Anche a loro i soldi li ha dati il governo, e con il governo ci siamo incazzati, ma chi è disposto a credere che non ci siano stati pressioni e manipolazione?

4) No, se la Fiat si compra Opel indebitandosi non sono solo cazzi della Fiat. Questo è vero in un first best scenario, in cui Fiat rischia solo i soldi dei suoi azionisti e dei suoi creditori. Questo non è lo scenario reale, che è invece uno scenario in cui Fiat è too big to fail e ha già dimostrato una capacità impressionante di manipolare le decisioni politiche a suo favore. Sono quindi anche cazzi miei, che sarò chiamato a contribuire al riscatto di Fiat e del mercato dell'auto se le cose vanno male.

5) Non ho nessuna voglia di difendere il germanico, ma noto che l'unica cosa che ha fatto è stata chiedere dove la Fiat piglia i soldi. Inopportuno? Certo, vista la sua posizione. Lo ha fatto solo per sciovinismo nazionalista? Indubbiamente. Avrebbe dovuto intervenire in Alitalia? Sfondi una porta aperta. Ma non ha prefigurato alcun intervento, ha posto una domanda che avrebbero dovuto porre altri. Veramente il nostro ministro degli esteri deve intervenire? Per un deal che la Fiat continua a dire di non considerare? Mi lascia perplesso.

6) Cosa doveva fare Marchionne? Nel caso specifico poteva rispondere alla domanda. Dove pensa di pigliarli i soldi per espandersi? Poi, tornando agli argomenti di cui sopra, poteva evitare di chiedere (e ottenere) gli incentivi alla rottamazione. Ha fatto meno danni dei suoi predecessori? Magari è vero, dovrei fare i conti, ma adesso c'è lui ed è con lui che me la piglio.

alla fatidica domanda dove prende i soldi marchionne la risposta è semplice dai fornitori. Marchionne sta seguendo il suo piano strategico peraltro annunciato e ricordato da me in un post precedente prorpio in questo articolo. Io prevedevo la peugeot, mi sono sbagliato di qualche centinaio di kilometri Fiat + Chrysler + Opel . E' la Fiat mondiale caratterizzata da basso contenuto tecnologico , basso prezzo per un pubblico di basse esigenze .

La Chrysler e la opel sono alla canna del gas (ormai hanno finito pure quello )  se non concludono con Fiat non vedo questo sciame di pretendenti .L'alternativa è chiudere

Riguardo alle pressioni politiche  mi sembra che siano questi ultimi a fare pressione su Mar e non il contrario.

che il commissario tedesco parli per motivi diversi l'ho scritto anche io. La domanda che pone però è quella che dovrebbe farsi ogni persona di buon senso: con che soldi la fiat finanzia la sua crescita? Due anni fa gli analisti finanziari di Merryl Lynch e compagnia credevano ai piani del Mar e davano Fiat a 27 euro "target"; il titolo è andato sotto i 4 a Marzo (circa il livello di quando il Mar è arrivato; anzi, di meno), con più di una persona che si è chiesta se fiat ce l'avrebbe fatta senza il solito ricorso alla cassa integrazione facile, incentivi ad hoc e così via. Il buon Mar, 3 annetti e mezzo fa, non si vergognava neanche di parlare dell'equity swap di ifil su fiat (storia carina di come una famiglia possa prendersi gioco all'infinito di un paese) come di una cosa "necessaria" per il futuro (grazie a cui lui e pochi informati si saranno anche comprati qualche "modesto" isolotto nel pacifico, tra l'altro). Quindi: io non so se il Mar sia un grande capitano d'industria come lo descrivi te. Io vedo che finché si è trattato di promesse e profitti finti, ha ammaliato tutti (contribuendo senz'altro a risollevare la reputazione del nostro campioncino nazionale sul newsweek); quando si tratta di guardare ai "soldi veri", va un po' diversamente. Assomiglia vagamente (anche se più in piccolo, lo ammetto) a certi manager bancari cattivi produttori di banche rotte, salvati dai governi, dopo che avevano dichiarato falsi profitti da capogiro per anni, costruendosi la reputazione di semi-dei.

Ultima roba: sospetto sempre un pochino degli amministratori delegati che tengono lectio magistralis sulla corporate social responsibility.

Edit: non avevo visto che Sandro aveva già risposto molto meglio di me a tutti i punti!