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Ma porca miseria, anche qua?

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Nel mezzo dell'uscita del libro su Voltremont direi che occorrerebbe tornare a parlare anche di quel che succede nel "mitico" manifatturiero italiano.

Senza mezzi termini: c'è la follia più totale, aziende che lavorano nel "bianco" (elettrodomestici) che si apprestano a lavorare anche su doppi turni per i mitici "contributi" che lo Stato darà, la Fiat chiuderà per quindici giorni gli stabilimenti italiani, ed è una ripicca perchè il governo tarda a dare altri "contributi", insomma più che il mercato sembra di essere alla corte del Re Sole che dispensa i suoi favori, e a seconda di dove vanno i suoi favori c'è chi scende e c'è chi sale (anche in borsa, se quella italiana è definita borsa..), aziende che esternalizzano talmente tanto che non sanno nemmeno più chi dovrebbe svolgere quel compito (e parlo degli smistamenti di magazzino), aziende che si stanno facendo i conti in tasca e scoprono che il suo socio maggioritario (lo Stato) è diventato talmente preponderante che conviene, in nome della "flessibilità" smettere di produrre e tornare ai "terzisti".

Che c'entra con la Fiat ? c'entra, c'entra nel momento in cui si siedono a un tavolo e gli dicono: ti abbiamo dato una valanga di soldi (vero) e tu ci devi qualcosa (falso, la Fiat ha dato tanto allo stato italiano, diciamo che era uno scambio fra pari) a questo punto si stanno stravolgendo le regole di mercato, e anche gli altri vogliono fare la stessa cosa. Mi domando: non sarebbe meglio mettere una pietra sul passato e guardare al futuro dando una semplice, banale indicazione: mai più i soldi dello Stato per qualunque aiuto alle aziende (diversa cosa per i lavoratori e la Cig), e che da oggi dica il mercato chi è il più bravo ? E soprattutto dove, e cosa produrre ?