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Le previsioni di Bertolaso

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Anche io vorrei trattenermi dal fare polemiche: quei poveri anziani sdraiati in ripari di fortuna con una coperta sulle spalle, consapevoli che tutto quello che è rimasto loro sono solo gli indumenti che  hanno addosso mi fanno una pena e una tenerezza enorme... eppure, è proprio come dici tu:

La meno immediata è che la corruzione politico-amministrativa, l'arrangiarsi, la continua violazione di regole e leggi, l'arretratezza socio-economica ed anche civile, insomma il modus vivendi italico e dell'Italia meridionale in particolare, non sono cose "neutre" a cui far spallucce. Fanno male per davvero ed a molti: si pagano a mezzo di una vita quotidiana miserabile ma, a volte, anche con centinaia di morti e grande desolazione. I teorici dell'arrangiarsi e del "la corruzione non è il problema" (ossia, quelli che passano il tempo a criticare i "giustizialisti" come me) dovrebbero essere forzati a confrontarsi con le conseguenze delle loro scelte, che sono in parte anche queste. Ma non succederà, ovviamente. L'Italia mica cambia per un terremoto appenninico ... per parafrase il burocrate citato sopra "Bisogna saper convivere con le caratteristiche socio-morali del paese in cui si vive[va] ...". O no?

Da cittadino meridionale trovo quelle righe abbastanza veritierie: si pensa davvero che i nostri mezzucci siano non il modo con il quale perpetuiamo la nostra condizione di sottosviluppo, di cui dunque siamo in parte responsabili, bensì l'inevitabile attitudine che mostriamo per auto-risarcirci dei torti che, nell'autocommiserazione tipica del sud mentale in cui viviamo, riteniamo di aver sempre subito.

Sulle norme anti-sismiche io dico: passi pure che non le avessero le abitazioni private...ma la Prefettura? L'Ospedale? Le scuole? Ma se i centri nevralgici che istituzionalmente sono preposti a gestire l'emergenza sono essi stessa nell'emergenza che si fa?

Voglio vedere se si faranno i processi per stabilire chi come e perchè non ha fatto i lavori a norma, sempre che, ovviamente, una volta arrivati a sentenze di condanna, non si scopra come accaduto per casi analoghi, che alcuni imputati sono coperti dall'indulto.

Quando c'è stato il terremoto a San Giuliano di Puglia ho passato qualche giornata a chiedere ai miei amministratori dati sulle costruzioni scolastiche che frequentavano i miei figli, senza gran costrutto. Veramente non mi era mai venuto in mente che delle scuole potessero non essere costruite correttamente e con le apposite vie di fuga. Poi hanno fatto per un paio d'anni le esercitazioni.

Ora ho la figlia maggiore che frequenta un liceo cittadino. "Location" splendida in centro storico, con giardino interno, logge e terrazzi sui tetti, non c'è che dire. Se solo prende fuoco un cestino sono tutti in trappola, gran parte delle aule sono mansardate col tetto di legno e UNA sola uscita, sempre una sola è l'uscita per ogni piano, i corridoi sono stretti e lunghi e, dulcis in fundo, le finestre al piano terra sono munite di inferriate. Diversi muri sono pieni di crepe da cui cola una misteriosa gelatina verdastra (l'ho vista!).

Io lavoro in biblioteca, ho tonnellate di carta ferma, un impianto elettrico esterno in canalina e un piccolo estintore. Le finestre sono alte e c'è una sola uscita.

Non continuo. Solo una cosa: sono in provincia di Treviso, nell'ex-mitico Nord-Est.