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Le previsioni di Bertolaso

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Mia moglie, che da ragazzina ha vissuto il bradisismo dei Campi Flegrei (scosse continue ogni giorno, per 1-2 anni), mi racconta che periodicamente venivano visitati da ingegneri civili statali che verificavano (con quale grado di accuratezza, non so dire) la staticità degli edifici, le crepe, i rischi di crollo. In funzione di queste segnalazioni si sfollavano famiglie, si prevedevano interventi di consolidamento o di demolizione.

Nel caso di cui stiamo parlando, il territorio abbruzzese è sottoposto da mesi a continue sollecitazioni. Su Repubblica scrivono: "negli ultimi mesi, l'aquilano era già stato toccato da un centinaio di scosse, una ventina delle quali tra i 2 e i 3.9 gradi della scala Mercalli" (link). Peraltro l'intera catena appenninica è zona sismicamente a rischio, da sempre. La domanda da un milione di euro allora, forse, non è chiedersi quanti abusi edilizi, quanta edilizia scadente sotto il profilo antisismico c'era in zona (che poi, molti edifici sono vecchissimi e costruiti con pietra di montagna, che li rende inelastici alle sollecitazioni meccaniche). Ma il sistema dei controlli preventivi, non attivato dalle previsioni di questo sig. Giuliani e dalle sue analisi del radon, ma dalle continue scosse sismiche osservate, dov'era? Esiste in Italia una procedura preventiva di controllo del territorio? Oppure, si ritiene che controli stringenti in fase di rilascio del permesso a costruire, bastino per far sì che la qualità del construito rimanga elevata negli anni?