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Le previsioni di Bertolaso

11 commenti (espandi tutti)

Nei commenti proposti qui sopra mi sembra non sia stata citata la seppur minima responsabilità della popolazione: premettendo che credo sapessero della zona ad alto rischio sismico in qui vivevano, non si sono chiesti se le loro case erano state costruite anti-sismicamente? Per adesso nei telegiornali e nei newspapers vedo solo gente triste e affranta (com'è giusto che sia), ma mi sembra strano che nessuno abbia ancora protestato per lo stato degli edifici, quindi ci sono tre opzioni: a) sono stato sfortunato io e non ho trovato nessuno che inveisse e sbraitasse contro i politici; b) i media evitano di far vedere queste cose; c) davvero nessuno si è informato. Mi piacerebbe ritenere più probabile la b, ma ho molta paura che la risposta esatta sia la c.

Commento forse "sgradevole" ora ma da conservare a futura memoria: penso che nessuno "colga" la polemica sulla mancata adozione dei criteri anti-sismici perché né l'autorità politica né la popolazione li hanno tenuti in conto...premesso che, a quanto si è visto, l'obbligatorietà del rispetto di quei criteri è stata ignorata, mi chiedevo per quali edifici si applica: voglio dire gli edifici più vecchi forse non erano soggetti al rispetto di quelle norme.

Un po' di tempo fa, c'era stato un commento lapidario di un commentatore che, proprio a proposito delle elezioni in Abruzzo, faceva notare  la composizione anagrafica della popolazione della Regione: risultava chiaramente una prevalenza di anziani, se non ricordo male. Ebbene, tenendo conto di quell'osservazione e del fatto che molti centri distrutti o gravemente danneggiati sono piccoli borghi, ecco io credo che purtropppo quei paesi piccoli non verranno ricostruiti, a dispetto delle buone intenzioni di chi dice che tutto tornerà come prima,

mi sembra non sia stata citata la seppur minima responsabilità della popolazione

Non mi sembra che si possa ritenere la popolazione direttamente responsabile della fragilita' degli edifici.  In una democrazia rappresentativa, la responsabilita' della popolazione abruzzese e' stata quella di aver votato a maggioranza politici incompetenti e/o corrotti che hanno prodotto una legislazione scadente in materia anti-sismica e che hanno permesso e/o favorito in cambio di tangenti la costruzione di edifici - in particolar modo edifici pubblici, e tra questi in particolare quelli strategici come gli ospedali - di qualita' scadente e inappropriati per le caratteristiche sismiche del territorio. Si tratta quindi di una responsabilita' indiretta.

Per quanto riguarda poi le abitazioni, considerati i costi delle case in rapporto ai redditi medi abruzzesi dopo la tosatura fisco-contributiva dello Stato (pur attenuata dalla tipica vigorosa evasione fiscale delle regioni meridionali), non vedo come si possa far carico alla popolazione di non aver abbattuto proprie case di abitazione per costruirne di nuove antisismiche a partire mettiamo dal 1980.  Nella mia esperienza personale di vita vissuta nel centro storico di due citta' italiane, una del centro e una del nord posso confermare che i rischi di danni da terremoto semplicemente non vengono considerati nemmeno in occasione dell'acquisto di una nuova abitazione. Figuriamoci se chi ha una casa pensa di venderla o abbatterla per accedere ad una abitazione resistente ai terremoti prevedibili.  Rispetto alle caratteristiche antisismiche, conta molto molto di piu' che la nuova abitazione abbia le travi in vista ai soffitti, che fa molto chic. Questa e' la cultura italiana, e non credo cambiera' se non tra qualche secolo. D'altronde la pressione evolutiva determinata dalla riduzione di popolazione ad opera dei terremoti e' insignificante e insufficiente ad agire estinguendo preferenzialmente le popolazioni improvvide.

Pertanto, realisticamente, e' ragionevole limitarsi ad esigere che norme antisismiche decenti vengano imposte con la forza della legge solo per le nuove abitazioni e in particolare per gli edifici pubblici, ma non per le abitazioni private esistenti. Rimane che i vertici della societa', e i loro elettori indirettamente, sono responsabili per tutti gli edifici costruiti almeno negli ultimi 30 anni senza rispettare decenti standard anti-sismici.

a responsabilita' della popolazione abruzzese e' stata quella di aver votato a maggioranza politici incompetenti e/o corrotti che hanno prodotto una legislazione scadente in materia anti-sismica e che hanno permesso e/o favorito in cambio di tangenti la costruzione di edifici - in particolar modo edifici pubblici, e tra questi in particolare quelli strategici come gli ospedali - di qualita' scadente e inappropriati per le caratteristiche sismiche del territorio. Si tratta quindi di una responsabilita' indiretta.

E ti pare poco? Non è ora di considerare gli elettori "mandanti" dei propri rappresentanti"? Non è ora che si prendano anche loro la loro parte di responsabilità? Li hanno votati e rivotati, per anni ed anni, e sappiamo benissimo perché: proprio perché speravamo in un beneficio particolare, anche magari solo un'esenzione, un controllo non effettuato, ed ecco per esempio le casette di carta nelle zone sismiche. Coscienza civica zero, salvo poi lamentarsi e chiedere l'aiuto del governo o di chi per lui. Non parlo solo di loro, qui a Treviso sono uguali: non si paga, si cerca di eludere le norme, si vota chi chiuderà un occhio o farà un favore, poi appena succede il patatrac arrivano grida ed alti lai.

Coscienza civica zero, salvo poi lamentarsi e chiedere l'aiuto del governo o di chi per lui. Non parlo solo di loro, qui a Treviso sono uguali: non si paga, si cerca di eludere le norme, si vota chi chiuderà un occhio o farà un favore, poi appena succede il patatrac arrivano grida ed alti lai.

Dissento sul fatto che "a Treviso sono uguali". Da quelle parti - relativamente alla media italiana - sono significativamente piu' "civici", e da quelle parti i livelli di decenza nordeuropei non sono irraggiungibili.

Non mi sembra che si possa ritenere la popolazione direttamente responsabile della fragilita' degli edifici.  In una democrazia rappresentativa, la responsabilita' della popolazione abruzzese e' stata quella di aver votato a maggioranza politici incompetenti e/o corrotti che hanno prodotto una legislazione scadente in materia anti-sismica e che hanno permesso e/o favorito in cambio di tangenti la costruzione di edifici - in particolar modo edifici pubblici, e tra questi in particolare quelli strategici come gli ospedali - di qualita' scadente e inappropriati per le caratteristiche sismiche del territorio. Si tratta quindi di una responsabilita' indiretta.

Magari ho capito male il senso della frase e mi scuso in anticipo, ma questo mi sembra un italianismo, nel senso che si dà sempre colpa ai politici se le cose vanno male. A mio parere la responsabilità della popolazione è molto più attiva di quello che lei pensa. Come anche ha ricordato la signora luciaorsola, sono stati loro a votarli e sono sicuro che a molti abruzzesi condoni e regole più flessibili sull'edilizia abbiano fatto parecchio comodo. E' come dire (anche se molto alla lontana) che la mafia spadroneggia nel sud solo per l'intimidazione o per (ancora) i politici, quando ad una certa parte di meridionali fa comodo averla sotto casa: si può dire che questi ultimi abbiano una responsabilità così indiretta nei confronti dei crimini della camorra, 'ndrangheta ecc.?

Magari ho capito male il senso della frase e mi scuso in anticipo, ma questo mi sembra un italianismo, nel senso che si dà sempre colpa ai politici se le cose vanno male. A mio parere la responsabilità della popolazione è molto più attiva di quello che lei pensa.

I cittadini o meglio la maggioranza dei cittadini e' certamente corresponsabile. Chi occupa le posizioni di vertice nella societa' abruzzese non si serve di milizie mercenarie e straniere per puntellare il proprio potere ma piuttosto sulla collaborazione e il consenso della maggioranza dei cittadini.  Detto questo, ritengo che le responsabilita' maggiori, non tutte ma quelle maggoiri, ricadano sulle elites o sulla loro parte maggioritaria perche' e' anche vero che specie popolazioni non ben alfabetizzate e istruite sono in certa misura manipolabili e circuibili.

Purtoppo la maggior parte della popolazione di qualsiasi paese del mondo è alle prese, ogni giorno, con una miriade di piccoli e grandi problemi di natura personale, familiare e lavorativa che impediscono al singolo individuo una partecipazione attiva ed efficiente alla vita politica del paese. In pratica, proprio per questo, ma anche per altri motivi motivi, il cittadino comune non ha la possibilità pratica di esercitare un controllo attivo sui politici sia in quanto classe dirigente sia come singoli individui. E poichè, come penso, il potere si lascia servire solo da persone prive di scrupoli, i potenti (banchieri, petrolieri, politici, ecc.) sono "quasi" liberi di fare quello che vogliono, cioè esercitare per i propri scopi il loro potere.

Sono sostanzialmente d'accordo con quenato hai scritto ma non sottoscrivo l'implicazione che la situazione sia esattamente la stessa in tutto il mondo. Ci sono invece profonde differenze nel mondo tra aree con elites di buona qualita', aree con elites di qualita' meno buona, e aree con elites di qualita' scadente. Vaste aree dell'Italia tendono ad appartenere alla terza categoria.

può essere vero quello che dici, ma per esserne certi dovremmo monitorare tutto il mondo. 

Ho letto il tuo profilo e ho visto che sei un fisico, perciò ti invito a visitare il mio sito e, se ti va, dammi un tuo giudizio sulle cose che ho scritto. Mi piacerebbe sapere se sono solo c.te o se ci trovi qualcosa di buono.               

 

Non voglio innescare polemiche nè, tantomeno ,gettare la croce addosso alla popolazione in un momento come questo.Però analizzarne l'atteggiamento può essere interessante e volevo dare un contributo. A mio avviso nell'analisi, bisogna tenere presente che:

1.la popolazione ha una elevata componente di anziani (soprattutto fuori da L'Aquila).Non ho dati statistici ma se qualcuno li ha sono sicuro che il dato salterà immediatamente all'occhio

2.molte case (sempre soprattutto fuori da L'Aquila) sono state costruite abusivamente e poi condonate (se aveste fato un giro lì negli anni '70 avreste visto decine di costruzioni dove si faceva prima il tetto, per evitare sequestri, poi, a distanza, il resto)

Questi due dati sicuramente hanno un peso nell'analizzare l'atteggiamento della popolazione.

Un altro dato da considerare potrebbe essere semplicamente l'indole dell'abruzzese che, magari, non è portato ad "inveire contro i politici" dopo averli eletti, come è di moda in molte parti d'Italia dove, prima si vota il "compare" e poi ci si lamenta che "è tutto uno schifo".