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Sostenibilità fiscale

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ho sempre pensato che il fine ultimo dell'europa , da parte dei politici italiani, fosse quello di accollargli il nostro debito  in un modo o nell'altro.

Il fine che ha motivato il CS all'entrata nell'euro non e' questo ma piuttosto il desiderio di continuare a spendere come e piu' di prima senza essere emarginati dal resto d'Europa. Cio' e' ben documentato negli studi fatti all'epoca e riportati dalla stampa.  Prima dell'Euro, l'Italia aveva inflazione piu' elevata e tassi nominali piu' elevati a causa della maggiore inflazione e del rischio di cambio sul debito collocato all'estero. In queste condizioni sforava fatalmente i vincoli di Maasticht che erano sul deficit statale nominale = deficit reale + inflazione + extra-interessi dovuti al rischio sul rimborso del debito. Passando all'Euro, lo Stato italiano ha potuto mantenere il deficit reale precedente (in parole povere, a spendere come in passato in rapporto alle tasse riscosse) senza sfondare i vincoli UE sul deficit nominale, tagliati su misura per Francia e Germania e (giustamente) punitivi per i Paesi a inflazione elevata e svalutazione ricorrente come l'Italia.

Come ha scritto Ludovico, passare all'Euro tuttavia significa rinunciare ai gradi di liberta' costituiti da cambio e inflazione, quindi rendere il default meno evitabile. Da un certo punto di vista, quello dei credititori dello Stato italiano, e' probabilmente meglio essere di fronte ad un rischio di default (piu' trasparente e meglio individuabile) piuttosto che ad un rischio rimanere fregati da qualche espediente "creativo" del ministro delle Finanze di turno del Belpaese.

Il rischio di default è sempre dietro l'angolo . Capisco che dipende molto dalla psicologia dei creditori ( il rschio diventa tanto alto che non esiste uno spread adeguato ) ma esiste qualche indice o calcolo che ci avverta dell'imminenza del default ?