Titolo

Sostenibilità fiscale

1 commento (espandi tutti)

Premettendo che la sostenibilità del debito pubblico italiano mi sembra piuttosto problematica (ad essere ottimisti) mi sembra che il tasso di interesse reale usato per le simulazioni sia piuttosto elevato. Oggi il tasso che si può calcolare direttamente a partire dai BTPei (indicizzati all'inflazione europea) è di ca. 2.4/2.5% sulla scadenza decennale, un pò più alto sulle scadenze più lunghe, ma anche assai inferiore sulle scadenze più brevi (intrno all'1% a 3 anni). Inoltre tale dato sconta uno spread di ca. 1% rispetto ai titoli tedeschi, sempre a 10 anni. In generale il tasso di interesse reale , in condizioni normali, non può discostarsi troppo dal tasso di crescita dell'economia. Il problema, per l'Italia, è che in un sistema globale tale relazione va valutata a livello complessivo (mondiale). Questo significa che se la crescita italiana sarà molto inferiore a quella del resto del mondo potrebbe benissimo dover fare i conti con un tasso reale più elevato, a cui bisogna aggiungere un premio per il rischio consistente quando la situazione comincia a peggiorare. Non c'è bisogno di aggiungere che, nonostante gli attuali tassi bassi, un premio per il rischio maggiore di 100bp, come quello attuale, non è già di per sè sostenibile per molti anni. Quindi, o si ritorna rapidamente nella normalità, oppure non ci sono speranze di sostenibilità.

A ciò aggiungerei, con una certa enfasi, che il cd "rientro" del debito pubblico negli anni '90, è avvenuto quasi esclusivamente attraverso la vendita di assets pubblici (ergo è stata una partita di giro), che ha consentito di sfruttare i bassi tassi dell'euro, per tenere in piedi la baracca negli anni successivi. Il contenimento della spesa non c'è stato e, data la classe politica che ci ritroviamo, non credo che ci sarà. Amen.