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Sostenibilità fiscale

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Poiché non ricordo in coda a quale post si fosse acceso il dibattito sui debiti Fiat e sulle varie operazioni che Marchionne sta cercando di attuare, metto qui il link a questo articolo che sembra riprendere i dubbi che Sandro aveva espresso ed io avevo parzialmente criticato.

Sul debito italiano, invece, non so proprio aggiungere molto al quadro che fa Lodovico, fatta eccezione fose solo per una cosa (che credo amadeus abbia già sottolineato), ossia che (grazie all'oceano di liquidità che le banche centrali hanno immesso sui mercati) per un paio d'anni i tassi reali sul debito pubblico italiano al 4% forse non ci arrivano. Ma solo "forse" e solo per un po' di tempo ... eppoi, chi l'ha detto che rebus sic stantibus l'anno prossimo non sarà negativo di nuovo, per il Pil?

Re: Debiti Fiat

raf 5/5/2009 - 08:22

l'articolo giusto per il commento è questo http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Ma_porca_miseria%2C_anche_qua%3F

Strano che ti sia sfuggito visto che la domanda era stata posta da Filippo Rebessi e non da uno dei soliti odiosi nickname :-)

Non mi era sfuggita - odioso nickname :-) - solo non avevo tempo per cercarlo! :-)

Credo che sia ancora presto per giudicare tutto, mancano ancora molti tasselli e la partita è ancora in gioco (ad esempio il giudice americano potrebbe decidere diversamente sulla bancarotta di Chrysler).

Quindi attenderei almeno questo pronunciamento prima di parlare di qualunque cosa, anche perchè il giudice dovrebbe avere accesso a quell'accordo che a noi è tenuto nascosto: chi paga cosa.

Le integrazioni con Chrysler da un punto di vista tecnico ci sono: la Fiat produce motori potenti e affidabili, decisamente meno assetati di quegli scassoni antidiluviani che gli americani si ostinano a produrre, molti dimenticano che solo Fiat e VW hanno sviluppato il motore benzina TSI che consente potenze e bassi consumi. E' una tecnologia che si può rivelare vincente in USA. Continuo a pensare che la 500 non si venderà in USA, mentre le Alfa potrebbero avere un mercato, ma non sono Marchionne, e non ho uno straccio di indagine di mercato per suffragare la mia tesi, è giusto una sensazione basata sui gusti dei miei amici americani, quindi sarà errata, ma non lo so.

Su Opel non parlo proprio, la partita è appena cominciata, quello che mi dà fastidio è che Mar vada a parlare con i politici, non con gli azionisti (conterà qualcosa chi ci ha smenato i soldi in Opel, o no ?), e questo mi sembra un vizio italiano trasmesso a tutto il mondo (vedi anche Chrysler). Il Messico sta trasmettendo l'influenza suina, noi il morbo politico.

Sulla caccia ai contributi pubblici esprimo dei dubbi: in Europa c'è un forte sentimento antiitaliano da questo punto di vista, e lo stato tedesco potrà anche dare adesso dei soldi, ma sono sicuro che se Fiat dovesse chiedere ancora soldi la manderebbero a sviluppare i propri bisogni altrove (cagare, in senso tecnico). Non è là che Mar vuole andare a parare, piuttosto segue la sua fissa dei 6 milioni di veicoli. Dove trova i soldi ? nello stesso posto dove li cerchiamo noi imprenditori, nell'ordine: tasca propria (intendendo azionisti), banche (intendendo tutto il settore finanziario),  fornitori, stato.

Se dovessimo guardare il livello di indebitamento raggiunto guardando all'acquisto del momento (un macchinario o la OPEL, fate vobis) non compreremmo niente, ottimisticamente speriamo di ingarrare e guadagnare, e questo sta facendo Mar. Quindi applausi. Il problema nasce quando Mar sbaglia, e qui dovremmo noi tutti alzare un muro, da subito: se sbaglia Mar cazzi suoi. Non nostri.