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Son fascisti o no?

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Condivido l'idea, ma non so se sia così centrale nel problema.

E' ragionevole ipotizzare che in tutte le società, e non solo quella italiana, qualunque livello di sospetto/avversione verso un certo gruppo sia attenuato dalla sua progressiva integrazione. L'adattamento è nella natura umana.

Temo che quello che differenzia una società da un'altra sia piuttosto la curva di questo adattamento, e (forse soprattutto) il livello di disagio iniziale da cui parte.

Sono s'accordo, ma il mio punto era che forse in italia siamo più veloci di quanto sospettiamo.

A fronte di un meccanismo come questo:

più si spinge per leggi che mettono l'immigrato in condizione di portare avanti chiamiamola "una vita normale" --> più questa normalità avrà effetto sul "livello di accezione" degli abitanti dell'italico suol;

il mio punto era che in Italia questo meccanismo potrebbe avere un effetto più significativo che in altri paesi, e dunque investire in questo tipo di interventi poteva essere una soluzione privilegiata per diminuire i costi dovuti all'immigrazione.