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Son fascisti o no?

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Sicuramente chi è al governo non è fascista. Non lo è nel senso che si assume abbia il termine negli studi di storia che riguardano l'argomento. Quindi la questione è risolvibile molto facilmente: l'attuale sistema di governo e le garanzie che esso assicura ai cittadini italiani, ne fanno qualcosa di diverso dal fascismo.

Rimangono però alcune cose che, come dire, fanno storcere il naso a chi non guarda con favore l'operato del governo attuale.

Sul discorso della praticabilità di politiche di concessione dello staus di rifugiato, mi sembra che esso possa essere ragionevolmente derubricato da questione geo-culturale alla solità barzelletta uscita fuori dall'accoppiamento fra leggi sull'immigrazione e uffici perifici di applicazione di quelle norme. Il solito, dico solito in senso laudatorio :-) , Alberto l'ha scritto bene: un ridicolo foglio di via, che è la foglia di fico dietro cui si nasconde la gestione e il rimpatrio dei clandestini.

Ed era lì la domanda: perché QUESTO appello (contro la multi-whatever) risuona e gli argomenti sul vincolo di bilancio invece no? E nemmeno il soprendentemente minoritario "buonismo" della chiesa cattolica, che invece di solito tutti osannano? A quale, chiaramente condiviso, sostrato culturale il BS ed i suoi cani da guardia si appellano?

Questo invece è il punto che interessa a Mich. E qui mi stupisco. Voglio dire: a me questo modo di impostare la discussione sull'immigrazione appare del tutto in linea con gli standard abituali della discussione politica italiana. Pochi, pochissimi fatti (dati, per voi economisti) e molto serrare le fila dei propri schieramenti sull'onda di pochi principi, morali religiosi o ideologici, dietro cui si dipana tutta la discussione. Non per lisciare il pelo alla NFA community, peraltro assai variegata, ma io tutte le cose che ho letto qui sui problemi relativi al diritto di asilo, non le ho mica lette nella stampa...eppure mi immagino che chi scrive qui lo faccia a margine di altre attività. Il dibattito centrale, nella stampa e nella televisione, invece si sta svolgendo al solito modo: i cattolici invocano principi (come al solito lontani dalla realtà), la sinistra riprende quei principi e fa asse con la chiesa (ora che condividono i medesimi pregiudizi sull'argomento in voga al momento); la destra silenzia la chiesa, la cui voce farà fatta risuonare alla bisogna solo in caso di necessità. Aggiungo poi, chè nessuno lo ricorda, che Prodi si è reso responsabile di un episodi di contrasto all'immigrazione assai più cruenti di quello oggi in discussione (nel 1997 si erano decise politiche di respingimento e speronamento delle navi albanesi)...giusto per ricordare che chi si straccia le vesti oggi...beh, ieri se stracciava a  parti invertite. Dopo quell'affondamento Berlusconi era andato letteralmente a piangere a Brindisi fra i reduci dello speronamento, e la sinistra, allora al governo, accusava Berlusconi di buonismo, e di strumentalizzazione delle tragedie del mare: insomma, il solito canovaccio della brutta politica.

Quindi, tornando a quello che interessa Michele, i vincoli di bilancio non vendono perchè una politica fatta tutta di ideologia non sopporta i vincoli e perchè, in genere, la discussione pubblica non è certo indirizzata ad un'analisi costi-benefici del problema dell'immigrazione. Gli italiani sono un popolo che solo ora sta conoscendo immigrazione diffusa (ora, intendo gli ultimi 20 anni) e quella che arriva non è per giunta immigrazione particolarmente qualificata; aggiungiamoci l'esistenza di una cultura fortemente statalista in economia, col modello superfisso applicato anche all'immigrazione (se lavorano i neri, noi stiamo a casa, questo il refrain) ecco che si spiega perchè funzionino di più certi argomenti.

Gli italiani sono un popolo che solo ora sta conoscendo immigrazione diffusa (ora, intendo gli ultimi 20 anni) e quella che arriva non è per giunta immigrazione particolarmente qualificata

Ma infatti questa e' la cosa triste in Italia: che chi impone la tutela dei propri interessi al resto del paese (in questo caso bloccando la competizione dall'estero, in altri casi forzando la mano del governo sulle licenze dei taxi o sui soldi da dare ai camionisti sottraendoli ai fondi per la ricerca) e' gente non qualificata. Il che significa che la maggioranza (almeno politica, se magari non strettamente numerica) in Italia e' costituita da gente con skills da terzo mondo, ma paghe da primo mondo.