Titolo

Son fascisti o no?

1 commento (espandi tutti)

Ed io mi chiedo: perché? È questo il fascismo italiano? Una parte di me dice no, l'altra dice sì. La seconda dice sì perché si sta convincendo sempre di più che quella, quella del ventennio e poco più, è la cultura degli italiani. Perché l'Italia l'avran fatta i Savoia e Garibaldi, ma gli italiani non li fecero né Crispi né Giolitti. Li fecero Benito ed i camerati suoi, Gentile soprattutto.

Il punto, Michele, credo sia proprio questo. Lo penso da un pezzo (forse leggo troppo gli editoriali di Bocca sull'Espresso). Però, però. Il nocciolo vero, a mio avviso è una questione di identità nazionale mai nata. Non era popolare e condivisa e profonda nel 1861/66/70. Si provato a costruirla, dandole forma, come ferro rovente battuto sull'incudine, nel disastro della 1 guerra mondiale. Ma una generazione di giovani incosapevoli morta sul Grappa e sul Piave non sono bastati.

In fondo, roba da psicologia della mutua, credo persista un senso di inferiorità costante negli abitanti di questa penisola, che in profondità non si riconoscono in una comune identità italiana (domanda: esiste, quindi un'identità italiana?), ne di conseguenza nello stato che li governa ed organizza. Ogni italiano è tale fino al confine del proprio giardino, oltre è tutto opinabile.

Per questo, ho l'impressione, che ogni orgoglio nazionalista abbagli come un vetro sulla spiaggia può far credere di aver trovato un prezioso diamante. E chi si riempie la bocca di orgogliosissimo patriottismo, sembra riempiere il vuoto di identità che da 150 anni, ci si affanna di affermare.

Allora si, credo che gli italiani siano intrinsicamente fascisti: perchè non c'è altro modo di colmare un mancanza di identità profonda ed il senso di inferiorità che ne deriva, che ostentare violentemente il contrario. Costi quel che costi.

Ma forse allora non c'era altro modo di tenere insieme realtà culturali (multiculturali, già allora) e popoli pre-unitari cosi tanto diversi (e, forse, incompatibili).

Ora, al fine di creare identità mancanti, vanno benissimo le disgrazie (che siano guerre, calamità naturali o attentati in missioni all'estero). Qualcuno, magari, spera che accadano pure spesso, così da poter metter alla prova l'italico valore.

Altre volte, in assenza di catastrofi, facile sponda a cui contrapporre indentità mancanti, sono gli stranieri.

I quali sta volta, per la fortunata casualità di essere nati già abbronzati sono, a differenza degli odiatissimi sudditi di Francesco Giuseppe, facilmente riconoscibili.