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Son fascisti o no?

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Da quando l’ Italia ha iniziato a regolare con provvedimenti inizialmente blandi e privi d' efficacia e poi sempre più repressivi i fenomeni migratori qualunque misura di tipo limitativo o presunto tale è incorsa negli strali delle anime belle e politicamente corrette, che vedevano in ogni limitazione dei processi migratori un insopportabile sopruso a danno di poveri disgraziati in cerca di una vita migliore. Al posto della cultura del respingimento e della repressione si proponeva (e si propone) la cultura dell’ accoglienza e della cristiana solidarietà. Ma nessuno si è mai soffermato a considerare le conseguenze delle politiche implicitamente a contrario auspicate. L’ ho fatto io in un breve saggio del 2002 intitolato “On the Economics and Politics of Unrestricted Immigration”, Political Quarterly, no. 4, vol. 73, liberamente scaricabile all’ indirizzo

http://www.dse.ec.unipi.it/persone/docenti/chilosi/unrestricted%20immigration.pdf

di cui vi propongo la (veloce) lettura.