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Son fascisti o no?

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E' sui giornali di oggi la polemica tra l'UNHCR ed il ministro Maroni. [...] Insomma, se i miei calcoli sono giusti [...] di questi 21.700 fanno richiesta di asilo e circa 10.800 ottengono "una forma di protezione internazionale" (qualsiasi cosa ciò voglia dire), il che porta al 36% di domande in qualche maniera accolte.

E questa e' l'usuale disinformazione del Corriere della Sera in chiave anti Berlusconi e anti Lega. Come spiega lo stesso quotidiano nella pagina accanto (ma non nel tittolo, che prosegue la disinformazione: «Asilo», aumentano i sì: 38% delle richieste accolte - I dati del Viminale: nel 2007 il 50% veniva dal mare):

A leggere i dati relativi a questi primi quattro mesi, si scopre che: 559 persone (il 5,82 per cento) hanno ottenuto lo status di rifugiato,2.393 (24,93 per cento) la protezione sussidiaria e 627 (6,53 per cento) quella umanitaria.

Quindi i dati sono piuttosto che, rispetto al totale delle domande presentate:

  • 5,82% sono accettate come rifugiati politici, cui e' riconosciuto asilo politico
  • 24,93% non sono accettate come rifugiati politici, ma viene riconisciuta "protezione sussidiaria"
  • 6.53% non sono accettate come rifugiati politici, ma viene riconisciuta "protezione umanitaria"
  • il resto non sono accettate e basta

Quindi i termini "asilo" e "rifugiati politici" riguardano il 5.82% delle domande presentate, che a loro volta riguardano il ~50% degli sbarcati. Vengono quindi riconosciuti come rifugiati politici il 2.9% circa degli sbarcati.

Devo correggere quanto scritto qui sopra, perche' ad una lettura piu' attenta vedo che la percentuale di asili riconosciuti agli sbarcati specificamente e' il 10%, e la percentuale che fa domanda e' il 75%. Quindi il 7.5% e non il 3% circa degli sbarcati hanno ottenuto asilo politico in Italia, recentemente,

Qui bisognerebbe conoscere meglio la materia ma il numero che riguarda gli asili politici riconosciuti e' ~3% (correggo, il 7.5%) del totale degli sbarcati, non il 37% di cui il Corriere blatera nei titoli.

Certamente esistono persone con diritto all'asilo politico, tuttavia ho l'impressione che sia una grande balla che esista la regola generale del non respingimento alla frontiera: mi sembra piuttosto che esista la regola, applicata scrupolosamente da tutti gli Stati un minimo funzionanti, a partire dalla Svizzera, che ogni Stato respinge alla frontiera tutti i profughi a meno che lo Stato da cui provengono non sia quello responsabile della stessa persecuzione politica per cui l'asilo viene richiesto.

Non so quali regole esistano nella forma o nella sostanza quanto lo Stato di provenienza non e' quello persecutore ma e' molto piu' povero di quello respingente e/o non garantisce diritti ragionevoli. Chiaramente e' questo di cui stiamo parlando oggi, perche' non mi risulta che esista una massa di asilanti libici. Se la UE o l'ONU ritiengono che vadano accolti tutti gli asilanti dal Nordafrica perche' gli Stati cola' esistenti sono poveri e/o non garantiscono diritti ragionevoli allora ritengo non possano scaricare l'intera responsabilita' sul ventre molle ed esposto dell'Europa, ovvero l'Italia, e non possono invocare regole che mi sembra non esistano ne' nella forma ne' nella sostanza. Devono, piuttosto che ventilare le corde vocali e far vibrare i telefonini coi cronisti dei giornali, mettersi al lavoro e accordarsi per dividere costi e oneri organizzativi di un tale compito, tenendo conto che l'Italia ormai ha un reddito pro-capite inferiore alla media europea e puo' sostenere un peso minore a quello proporzionale al numero dei suoi cittadini.

Per completare l'informazione su come il Corriere della Sera presenta SB, va riportata la vignetta di Vincino in bella vista accanto all'articolo citato, dove il Cav. piange per la nave speronata dalla Marina militare italiana durante il governo dell'Ulivo 1996-2001 e poi "festeggia con letizia" alla notizia del respingimento dei barconi in Libia oggi.

Il principio di non respingimento, traduzione di "non refoulement", comprende l'impossibilità per gli stati di respingere i migranti, regolari o irregolari, verso stati in cui corrano rischio di morte, tortura, trattamenti disumani o degradanti. Deriva da alcune convenzioni internazionali, tra cui la Convenzione Europea sui diritti dell'uomo e la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, ma ha un suo status autonomo nel diritto internazionale consuetudinario. Ovviamente l'applicazione di questo principio richiede che il respinto possa argomentare che nel paese verso cui sta venendo instradato questi rischi esistono. Parrebbe, ma non è certo, che l'attuale linea del Governo sia ritenere il principio inapplicabile, dando per scontato che la Libia sia un paese sicuro, e che quindi ogni domanda in questo senso di individui provenienti dalla Libia sia manifestamente infondato, il che è quello che succede se un cittadino comunitario presenta richiesta di asilo in un altro paese dell'UE. È al momento pendente presso la Corte Europea dei Diritti Umani un ricorso presentato da alcuni cittadini libici sommariamente respinti nel 2006 senza che le loro domande fossero esaminate (qui preò stiamo parlando di richieste di asilo, non di generici respingimenti).

Lo status di rifugiato viene effettiamente riconosciuto solo nel caso che la giustificata paura di persecuzione da parte di un individuo sia originata da agenti statali, de iure o de facto. Solo alcuni stati ammettono che la persecuzione da cui si fugge possa essere originata da agenti non statali, contro cui però lo Stato non possa o non voglia agire in maniera efficace. Non è possibile, ai sensi del diritto internazionale, chiedere lo status di rifugiato a causa di condizione economiche, di salute, ambientali, o limitate libertà democratiche. Notare che però la Costituzione Italiana prevede che possa divenire rifugiato chiunque non goda nel proprio paese di tutte le libertà democratiche che la Repubblica garantisce. L'impossibilità materiale di attuare questo dettato costituzionale ha sempre prevenuto l'emanazione di un legislazione con esso coerente.

Grazie per le spiegazioni. Alcuni commenti a quanto scrivi:

Ovviamente l'applicazione di questo principio richiede che il respinto possa argomentare che nel paese verso cui sta venendo instradato questi rischi esistono.

Non direi proprio che in generale sia richiesto che il respinto possa argomentare in tutti i casi in cui lo Stato di provenienza sia ritenuto soddisfacente secondo certi standard che per es. l'Italia soddisfa (pur assommando piu' condanne presso la corte di giustizia europea di tutti gli altri membri UE15 messi insieme).

Parrebbe, ma non è certo, che l'attuale linea del Governo sia ritenere il principio inapplicabile, dando per scontato che la Libia sia un paese sicuro, e che quindi ogni domanda in questo senso di individui provenienti dalla Libia sia manifestamente infondato, il che è quello che succede se un cittadino comunitario presenta richiesta di asilo in un altro paese dell'UE.

Questo dovrebbero chiarire Frattini in primo luogo e poi Maroni e Berlusconi.

secondo quanto pubblicato stamani dal sole24ore (pagina 14 - mi spiace non ho il link):

STRANIERI GIUNTI IN ITALIA VIA MARE IN MODO NON AUTORIZZATO

2008 37mila 11a (2007 20mila)
IL 70-75% ha fatto richiesta di asilo (Stime Unhcr)
IL 35% ha ottenuto una forma di protezione internazionale (Stima Unhcr)
=> di cui 8-9% ha ottenuto lo status di rifugiato;
=> il 91-92% ha ottenuto un'altra forma di protezione sussidiaria o umanitaria

in altre parole si capisce che dei 37.000 sbarcati nel 2008 il 35%, cioè 12950 hanno ottenuto una forma di protezione internazionale; fra questi non più di 1165 hanno ottenuto lo status di rifugiato, mentre gli altri 11.785 hanno ottenuto "un'altra forma di protezione sussidiaria o umanitaria" (non so che significa)

mi sembra piuttosto che esista la regola, applicata scrupolosamente da tutti gli Stati un minimo funzionanti, a partire dalla Svizzera, che ogni Stato respinge alla frontiera tutti i profughi a meno che lo Stato da cui provengono non sia quello responsabile della stessa persecuzione politica per cui l'asilo viene richiesto.

Scusa Alberto, ma hai dei dati per quello che affermi ? leggendo sul sito della Confederazione mi pare che le cose stiano diversamente:

La procedura d’asilo è avviata al momento della presentazione della relativa domanda. Durante il suo svolgimento, il richiedente ha il diritto di soggiornare in Svizzera.

D'altra parte se l'interpretazione di "stato di provenienza" fosse quello di stato dal quale si sta fisicamente tentando di entrare, invece che stato del quale il richiedente asilo è cittadino, gli unici casi per uno stato come la  Svizzera di decidere se accogliere o meno rifiugiati sarebbe l'arrivo per via aerea, il che considernado il numero dei rifugiati in Svizzera mi pare improbabile (ma posso sbagliarmi ovviamente).

Scusa Alberto, ma hai dei dati per quello che affermi ? leggendo sul sito della Confederazione mi pare che le cose stiano diversamente:

La procedura d’asilo è avviata al momento della presentazione della relativa domanda. Durante il suo svolgimento, il richiedente ha il diritto di soggiornare in Svizzera.

Ho scritto "sembra" e sto imparando. Leggendo il documento che citi leggo:

Decisione in merito a una domanda d’asilo
[...]

Decisione negativa: rimpatrio

[...]

Nel caso venga deciso un allontanamento preventivo (decisione formale), il richiedente viene respinto, prima della fine della procedura, verso un Paese terzo.

Quindi sembra che sia possibile disporre "allontanamento preventivo" prima della conclusione dell'esame della domanda di asilo.  I giornali hanno riportato che la Svizzera ha respinto alla frontiera italiana sia clandestini albanesi sia profughi del Kossovo: forse ha usato l'allontanamento preventivo.  Inoltre risulta leggendo qui che all'interno di Schengen chi chiede asilo lo puo' fare solo in uno Stato (forse solo nel primo dove arriva) e poi verra' respinto sempre in quello Stato dagli altri firmatari. E' poi possibile che specie i clandestini non abbiano chiesto asilo ma - incoraggiati dall'assenza di regole e di controlli nell'attraversamento dell'Italia - abbiano tentato di entrare in Svizzera senza sottostare a noiose formalita' burocratiche.

I criteri per individuare all'interno dello spazio Schengen quale è il paese che deve occuparsi delle domande di asilo sono, nell'ordine:

- Il paese in cui risiedono legalmente dei familiari

- Il paese in cui si risiede legalmente (è il caso dei cosiddetti "rifugiati sur place", che vengono sorpresi all'estero da una situazione che impedisce loro di tornare)

- Il paese d'ingresso nello spazio Schengen

 

Teoricamente è quindi piuttosto difficile riuscire a presentare domanda di asilo nei paesi landlocked.

Aggiungo un paio di elementi aneddotici giusto per documentare il trattamento di sfavore che il Corriere della Sera fa di regola a Berlusconi, col nuovo come col vecchio direttore.

Titolo e articolo reperibile nella prima pagina dell'edizione online di oggi 15 maggio 2009:

<em>

Pil in caduta libera: - 5,9%
Il premier: c'è miglioramento

<em>

Dopo la vignetta di Vincino su Berlusconi che piange gli speronati albanesi dal governo dell'Ulivo e "festeggia con letizia" il respingimento dei barconi con la Libia, il Corriere di oggi 15 maggio fa un approfondimento tematico sullo stesso punto che (giustamente peraltro) mette in pessima luce SB:

Gli albanesi e le lacrime del Cavaliere di Gian Antonio Stella

sottotitolo del terzo articolo dell'edizione web, occhiello in prima pagina, in evidenza in alto nell'edizione cartacea, appena a destra della vignetta di Giannelli dedicata ovviamente ai respingimenti.

dove starebbe la disinformazione anti berlusconi in questo caso?

Berlusconi ha commentato che vede segnali di miglioramento di fronte a un dato disastroso di crescita del PIL diffuso dalla banca d'italia, che conferma che siamo l'economia europea che cresce di meno durante le fasi di espansione, mentre soffriamo molto più della media durante le recessioni. Anziché sentire più impellente (uao, che italiano latineggiante) la necessità di fare qualche riforma sensata, Berlusconi dichiara - spalleggiato da brunetta che pronostica il ritorno del segno + a fine anno - che, siccome la causa della crisi è "soprattutto psicologica", lui deve infondere ottimismo. Il titolo del corriere, anzi, è poco esplicito.

Su vignette e GA Stella, non vedo dove stia la disinformazione; il capo del governo ha usato un argomento di stampo "razziale" per giustificare il respingimento dei barconi provenienti dalla libia, anziché appellarsi al "diritto internazionale" o alla spagna e alla svizzera o altro. E' disinformazione ricordare che la stessa persona che usa oggi questo tipo di argomenti per solleticare la pancia di un certo elettorato che potrebbe votarlo, una decina di anni fa si faceva riprendere piangente in mezzo a 34 albanesi sopravvissuti a un naufragio di clandestini provocato dallo speronamento di una nave della marina italiana proprio durante un tentativo andato evidentemente male di respingimento di clandestini?!?

dove starebbe la disinformazione anti berlusconi in questo caso?

Hai ragione.  Non c'e' disinformazione in questo secondo caso, c'e' solo studio nel presentare le notizie in  maniera negativa per Berlusconi. Il titolo contenente il termine disinformazione si riferisce a come il Corriere ha riportato i dati degli asili politici nel primo degli interventi che porta questo titolo, facendo deliberata confusione tra asili accettati altre forme di protezione dopo il rifiuto dell'asilo. Il titolo e' rimasto perche' il messaggio cui replichi riprende l'argomento di come il Corriere tratta male SB, risultato che si puo' ottenere sia con la disinformazione sia anche con una opportuna scelta di quali notizie presentare, evidenziare, approfondire. E infatti nel testo del mio messaggio scrivo

Aggiungo un paio di elementi aneddotici giusto per documentare il trattamento di sfavore che il Corriere della Sera fa di regola a Berlusconi, col nuovo come col vecchio direttore.

e non parlo di disinformazione, per questi due aneddoti.

Lei, a più riprese, ha sostenuto che il Corriere, sia sotto Mieli, che, attualmente, sotto De Bortoli, abbia un atteggiamento “anti-berlusconiano” (ricordo che lei abbia anche precisato come non fosse avverso al PDL tutto, ma specificatamente a BS).

A mio avviso, l’evidenza mostra come il Corriere (successivamente alla vittoria elettorale del centrodestra) sia particolarmente accondiscendente con l’attuale Primo Ministro, mostrandosi a tratti servile nei suoi confronti (si veda, a tal proposito, l’”intervista” supina di De Bortoli a BS, in relazione all’affaire BS-VL-Noemi).

Ho, quindi, speso 5 minuti per fare un controllo nell’archivio storico on line del CDS (mi scuso per eventuali errori o omissioni); a mia memoria in data 17 febbraio sono avvenuti due fatti di notevole impatto sulla politica italiana:

1.      

Mills viene condannato in primo grado in quanto corrotto da Berlusconi (non da ignoti, da Berlusconi). Tra l’altro il pagamento aveva come obiettivo che Mills «affermasse il falso e tacesse in tutto o in parte ciò che era a sua conoscenza in ordine al ruolo di Berlusconi nella struttura di società offshore (Fininvest group B) creata dallo stesso Mills fuori bilancio e utilizzata nel tempo per attività illegali e operazioni riservate della Fininvest» (CDS 18 febbraio, pag. 21). Si potrebbe, quindi,  pensare male circa l’innocenza di BS anche in quel processo…

2.      

Veltroni si dimette  da segretario del PD.

Dai titoli dell’archivio storico del CDS, in data 18 febbraio, noto che, relativamente al caso Mills-BS, si rintracciano  2 articoli:

1.      

A pag. 1 questo (http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/Mills_corrotto_Conda...

                lungo 40 parole.

Nello stesso si fa riferimento all’approfondimento alla notizia,

2.      

 A PAGINA 21! (http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/stata_corruzione_Mills_condannato_quattro_co_9_090218037.shtml)

 

Vi sono, inoltre,2 articoli contenenti il termine “Berlusconi” nel medesimo numero del CDS. Si riferiscono ad altro, alla richiesta dello stesso di una svolta per l’Expo. A pag 1 si spendono 96 parole (contro le 40 sulla questione BS-Mills), a pag 3 (vs pag 21) l’articolo intero.

Passerei ora alle dimissioni di Veltroni (che, fino a prova contraria, dovrebbe essere meno importante nel panorama politico italiano attuale, in quanto capo dell’opposizione, non del governo…):

1.      

A pag 1 39 parole, e un tiolo eloquente “Veltroni si dimette, il Pd è nel caos” (http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/Veltroni_dimette_nel_caos_co_8_090218018.shtml).

In esso si fa riferimento AGLI approfondimenti,  DA PAGINA 2 A PAGINA 9.

Da notare, inoltre, come nel titolo in prima pagina relativo al processo Mills (e Berlusconi, prima del lodo Alfano) non sia presente il nome di BS; in questo “Veltroni” è la prima parola utilizzata. Abbiamo (almeno), di seguito

2.      

 a pag 2

http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/Walter_dimissioni_citando_Moretti_co_8_090218012.shtml e

http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/acuisce_crisi_interna_torna_fantasma_co_8_090218027.shtml

3.      

A pag 9

http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/Dal_Colle_Prodi_chiamate_stima_co_8_090218015.shtml e

http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/stagioni_cambiano_serviva_una_scossa_co_8_090218016.shtml

4.      

Oltre ad una più criptica pag 001.003

http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/18/accusa_Bersani_anche_colpa_tua_co_8_090218006.shtml

 

Direi che al Primo Ministro, riconosciuto di fatto responsabile di corruzione (in primo grado), non è andata poi così malaccio;-).  O forse il CDS non è poi così “aspramente” anti-Berlusconiano.

Saluti.

ps: mi scuso, ma non conosco la procedura per inserire i link in maniera meno "invasiva".

 

ps: mi scuso, ma non conosco la procedura per inserire i link in maniera meno "invasiva".

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Grazie mille per il chiarimento :-).

Saluti.

Sostengo per completezza che la stampa confindustriale e' schierata contro SB e Lega, e a favore prima del PD e poi di AN piu' CCD come spiegato dettagliatamente nel noto "endorsement" di P.Mieli. Per ricordare contro chi e' schierata la stampa confindustriale e' sufficiente capire chi si oppone agli aiuti di Stato alla Fiat e alle altre grandi imprese assistite.

Non capisco con quale logica affermi che il Corriere avrebbe trattato bene SB il 17 febbraio. Io noto: titolo di prima pagina che recita (in neretto la parte relativa a SB):

La sentenza IL LEGALE E LA FININVEST

<em>«Mills corrotto» Condannato a 4 anni e mezzo<em>

MILANO - Condanna a 4 anni e 6 mesi per l' avvocato inglese David Mills. L' accusa: fu corrotto da Berlusconi per testimoniare il falso in due processi. «Congelata» la posizione del premier dalla legge Alfano ora al vaglio della Corte Costituzionale A PAGINA 21 Guastella

Poi nel titolo dell'articolo interno:

Milano «Prese i 600 mila euro per la falsa testimonianza sul Cavaliere»

<em>«C' è stata la corruzione» Mills condannato a quattro anni e mezzo<em>

La difesa: non è dimostrato il legame con Berlusconi Per la giuria avrebbe «mentito o taciuto su ciò di cui era a conoscenza sul ruolo di Berlusconi nelle società offshore»

A me sembra che il Corriere abbia riportato la notizia senza (correttamente) perdere occasione per esporre e sottolineare i lati spiacevoli per SB.

Il Corriere della Sera riporta come segue la pubblicazione delle motivazioni della condanna di Mills:

Le motivazioni della sentenza. Il premier: «riferirò in parlamento»
I giudici di Milano: «L'avvocato Mills fu corrotto da Silvio Berlusconi»
L'avvocato inglese condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari: agì «da falso testimone»

Il titolo e' sostanzialmente corretto ma se il Corriere come qualcuno afferma fosse filo-berlusconiano mi sarei aspettato un titolo diverso, ad esempio:

Il Giornale:

Caso Mills, magistrati contro Berlusconi
"Riferirò alle Camere"

oppure

Libero News:

"Mills fu corrotto". Condannatoa 4 anni e 6 mesi di carcere

Alberto, dai!

La differenza fra un giornale che è "filo-X" ed uno che è "bought and paid for by X" è proprio quella che si evince dai titoli che riporti in questo e nel commento precedente.

Il Giornale e Libero nemmeno ci provano a far finta d'essere imparziali, mentre il Corriere sì. I primi occultano brutalmente le verità più elementari, perché sono fogli di regime senza alcuna libertà. Il Corriere ha una posizione più ambigua ed un lavoro ben più difficile da svolgere: ora vuole bene a BS, mentre prima no e sa di avere fra i propri lettori una fetta non indifferente di persone che non adora BS a priori, anzi giustamente ne dubita e teme le propensioni più smaccatamente deliquenziali. Perdere quella fetta di lettori sarebbe grave, anche perché l'essere "filo-BS" del Corriere consiste ESATTAMENTE nel convincere quelle persone dubbiose e con scarsa tolleranza per i delinquenti che, in fin dei conti, BS è solo un pochino delinquente, non tanto, e che sgoverna solo un pochino male e pro-domo sua, non che fa il danno che fa. Questo è un lavoro difficile, che richiede tatto e misura. Se cominci a scrivere titoli ed articoli simili a quelli del Giornale o di Libero i signori e le signore in questione, che non sono del tutto idioti, notano subito la svolta, traggono le debite conclusioni e smettono di leggere il Corriere. Occorre quindi essere cauti e scrivere, per esempio, che è l'accusa a sostenere che BS sia il corruttore ma non i giudici sentenzianti (che concordando con l'accusa, ovviamente, sostengono la medesima cosa). L'accusa dice una cosa, la difesa un'altra e sembra quasi che il Corriere sia un giornale "bilanciato", no? Invece mente, ma non è ovvio: omettere dei fatti è forse mentire? Vecchia ed irrisolta diatriba ...

Occorre, infine, ricordarsi che il Corriere vuole bene, anzitutto, ai suoi padroni i quali ora vogliono un bene (peloso, lo so, ma siamo uomini d'affari e di mondo, perbacco, non educande: il nostro volersi bene sarà sempre e comunque peloso) al BS ma non lo vogliono sposare per sempre perché domani il vento potrebbe cambiare. Magari vince la sinistra (campa cavallo), magari BS ha un coccolone mentre si esercita nella sua attività preferità, magari il divorzio gli costa più caro del previsto  ... chissà. Sia quel che sia, c'è sempre il rischio che l'imperatore smetta di esserlo domani e che chi lo succederà decida di vendicarsi dei voltagabbana troppo esplicitamente tali. Quindi meglio non apparire tali, cercando di esserlo comunque. Mi sembra che, al momento, stiano facendo un lavoro veramente egregio e commendevole. Fossi i loro padroni, aumenterei lo stipendio della direzione.

Una maniera semplice-semplice di vederla è la seguente: il Corriere deve risolvere un complicato problema di massimizzazione del leccaculismo sotto il vincolo che il naso non gli diventi marrone. Cosa non da poco, viste le attività a cui si sono dedicate e si dedicano le chiappe che deve baciare.

Caro Michele,

continuo a rimanere della mia opinione, e prendo atto che ci sono diverse opinioni opposte. Riguardo a

occorre quindi essere cauti e scrivere, per esempio, che è l'accusa a sostenere che BS sia il corruttore ma non i giudici sentenzianti

faccio presente che il Corriere parla proprio di giudici sentenzianti:

Le motivazioni della sentenza. [...] I giudici di Milano:

So che il giornalismo d'accatto prevalente in Italia tende a usare il termine "giudici" anche per i pubblici ministeri post riforma da sistema istruttorio a sistema accusatorio, ma in questo caso il termine "giudici" non mi sembra proprio possa essere ambiguo, si parla di motivazioni di una sentenza.

Hai ragione, il titolo è corretto. Ho letto ora l'articolo e non lascia a dubbi sulla sentenza. Meno il testo dell'articolo, ma lasciamo stare. Il grande BS è comunque popolarissimo, come lui stesso ha la premura di farci sapere. La cosa divertente è che son certo che sia vero: sui sondaggi, almeno, non mente.

Una maniera semplice-semplice di vederla è la seguente: il Corriere deve risolvere un complicato problema di massimizzazione del leccaculismo sotto il vincolo che il naso non gli diventi marrone. Cosa non da poco, viste le attività a cui si sono dedicate e si dedicano le chiappe che deve baciare.

Geniale! Da discutere nelle scuole di giornalismo.