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Son fascisti o no?

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Da qualche tempo leggo, frettolosamente lo ammetto, le cose che la Fondazione FareFuturo mi manda. Tipo questa. Sono parecchie oramai, e sembrano andare tutte in una direzione abbastanza precisa anche se non necessariamente lucida e compiuta. Certo, volendo ci si ritrova parecchio da ridire oltre ad una certo semplicismo nell'articolare i ragionamenti. Ma rispetto al resto che su questa ed altre questioni vedo arrivare dal centro destra, le cose che leggo sul sito di FFF sono sideralmente superiori.

Visto che il padre nobile di FFF è Gianfranco Fini (oramai in Italia ogni politico che "conti" qualcosa ha la sua fondazione personale), non posso che sorprendermi. Gianfranco Fini è diventato la cosa meno spiacevole e più aperta al dibattito dell'intera galassia PdL ... non so se rallegrarmene o sospettare che ci sia sotto un trucco. Con i politici italiani di lungo sorso non c'è mai da fidarsi troppo ...

Voi che siete laggiù ed annusate gli odori per strada, illuminatemi.

Fini gioca a fare il padre della Patria da quando è stato eletto presidente della Camera. E' il suo modo per smarcarsi da Berlusconi, per (ri)guadagnare uno status autonomo dopo anni durante i quali sembrava finito nel cono d'ombra dell'attuale Premier. Si noti che le dichiarazioni di GF (mediate o meno da FFF) sono numerosissime e quasi sempre ortogonali a quanto va dicendo Berlusconi (un esempio ormai arcinoto  qui)

Sicuramente in questo c'è una componente di tattica politica "bassa", ie, poltrone: penso che Fini mal sopporti l'idea di un Berlusconi al Quirinale e, anzi, stia cominciando a preparare il terreno per una propria possibile candidatura.

Se e quanto le posizioni espresse da Fini e da FFF siano "sincere" e destinate a durare nel tempo penso che nessuno possa dirlo.

La mia personale opinione, che ho gia' espresso in passato, e' che MSI e poi AN sono dominati da un coeso gruppo dirigente legato direttamente alla tradizione politica e culturale fascista, ammodernata ai tempi, mentre Fini ha aderito all'MSI (come ha spiegato lui stesso) non in base ad un'appartenenza culturale fascista o post-fascista, ma solo come reazione al conformismo culturale comunista al tempo invasivo e anche tendenzialmente violento vigente a Bologna. Inizialmente Fini ha acquisito e fatto suoi l'ideologia e il sistema di valori post-fascista (statalismo nazionalista ed etico, economia corporativa, disprezzo del mercato, del liberismo e del modello amerikano, eccetera).  In seguito progressivamente Fini ha acquisito e fatto propri alcuni valori della destra conservatrice europea non fascista, con attenzione di stampo direi "radicale" sulle liberta' personali, e aperture su meritocrazia di stampo liberale. Purtroppo mi sembra mantenga i principi fascisti e post-fascisti, ma non solo, riguardo a statalismo e intervento dello Stato in economia.

mentre Fini ha aderito all'MSI (come ha spiegato lui stesso) non in base ad un'appartenenza culturale fascista o post-fascista, ma solo come reazione al conformismo culturale a comunista

Alberto, mi ricordo che avevi detto la stessa cosa tempo fa, allora credevo fosse una tua opinione, ho capito invece che Fini l'ha scritto o detto da qualche parte. Scusa la pedanteria ma la cosa mi interessa e forse è importante per stabilire la credibilità della persona. Ti ricordi per caso dove?

Purtroppo mi sembra mantenga i principi fascisti e post-fascisti, ma non solo, riguardo a statalismo e intervento dello Stato in economia.

Con questo criterio credo che di politici in parlamento se ne salvano veramente pochi. Magari qualcuno di nFA è disposto a sacrificarsi per fargli cambiare idea? Poi ho questa idea, ma non credo di essere il solo, della Costituzione Italiana incredibilmente ingombrante, specialmente nella sfera economica della vita dei cittadini, a partire dall'Art.1 Mi arrampico sugli specchi ma non riesco a farmi riuscire antipatico il tipo, ma nel suo ruolo istituzionale forse non può esprimersi con la chiarezza con cui vorrebbe.

Scusa la pedanteria ma la cosa mi interessa e forse è importante per stabilire la credibilità della persona. Ti ricordi per caso dove?

Tutto merito di John Wayne. Così il Corriere nel lontano 1996.

Tutto merito di John Wayne. Così il Corriere nel lontano 1996.

Grazie Ne'elam, mi hai risparmiato una non banale ricerca su web.  Ho visto altrove che l'intervista di G.Fini in cui afferma quanto riassunto sul Corriere e' stata pubblicata sul Quotidiano Nazionale, che pero' dubito abbia in rete archivi come quello del Corriere.

grazie, quando l'ho letta me la sono ricordata pure io. chiedo ad un amico giornalista se può rimediare l'intervista al quotidiano nazionale (grazie alberto). l'episodio è verosimile e descrive il clima dei tempi, ma potrebbe anche esserselo inventato di sana pianta.

La Repubblica di oggi si poneva la stessa domanda comentando il calorso incontro di Fini con le organizzazione gay (non riesco purtroppo a linkare l'articolo).

Per quel che vale, è una domanda che mi pongo anche io da un po' di tempo, da quando mi sono accorto, con sorpresa (e un po' di sgomento), di trovarmi sempre più spesso d'accordo con le sue affermazioni.

Voci di corridoio danno il "merito" a Benedetto Dalla Vedova ed alla residua pattuglia di ex radicali che ancora sopravvivono tra i peronisti del PdL

Quello che hai detto è vero Michele, come sono vere anche le cose scritte qui sopra. Credo ci sia davvero un misto tra "sincerità" e volontà strategica di smarcarsi. Quanto a quest'ultima, è cominciata prima che fosse Presidente della Camera ma è poi notevolemente incrementata: ora con gli alleati ha l'alibi del ruolo che ricopre, e al contempo può allargare il suo appeal al di fuori della sua parte politica. Lo scopo secondo me non è il Quirinale, ma la leadership del centrodx (magari senza Lega).

Io Fini non riesco a prenderlo sul serio da che ho visto il filmato che la sua compagna ha girato con Gaucci.

Magari sbaglio, ma proprio non ci riesco.

magari il merito è proprio della ragazza.....