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Son fascisti o no?

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Sulle spese per "vestire" gli immigrati, posso anche essere d'accordo, ma mi sembrano fenomeni di breve periodo (mi riferisco al deficit). Mettiamo che per vestire di H un immigrato ci vogliono altri 4 PIL per capita, in Totale sono 8. Il PIL per lavoratore e' piu' del doppio del PIL per capita, quindi in meno di 4 anni un immigrato ha gia' riprodotto quanto e' costato.

Non credo che questo conto sia corretto.  IL PIL usato per "vestire" viene sottratto ai contribuenti italiani dallo Stato (che poi inefficientemente fornisce scuola, sanita', giustizia, carceri, eccetera) oppore viene sottratto agli investitori privati.  Il 2*PIL prodotto dall'immigrato solo per la parte di tassazione puo' essere disponibile a pagare qualcosa, il resto lo consuma lui come desidera, puo' anche spedirlo al Paese di provenienza.  Per redditi medi, lo Stato preleva forse il 40% e a spanne meta' di tasse e meta' di contributi (che in teoria sono salario differito in pratica in parte non trascurabile finiscono in tasca alla dirigenza politico-sindacale come case ad equo canone e stipendi erogati dagli enti previdenziali).  Si potrebbe stimare che l'immigrato dia il 25% del suo reddito in tasse, quindi 0.5 PIL all'anno. Tuttavia l'immigrato riceve dallo Stato servizi piu' o meno corrispondenti (modulo inefficienza e ruberie varie) a quanto pagato. Quindi a me sembra che l'immigrato non ripaghi nulla in questo modo.  L'unico modo in cui l'immigrato ripaga l'investimento e' accettando salari piu' bassi (che deprimono poi anche quelli di tutto il settore dove opera). Di questo si avvantaggia prevalentemente chi lo impiega (famiglie con colf clandestine, iprese edili con operai clandestini o di recente immigrazione).  Quanto sia questo vantaggio, e quanto di esso goccioli sotto verso il complesso dei cittadini italiani andrebbe stimato concretamente.  Probabilmente non e' molto.

In 40 anni 10 volte tanto, quindi, almeno in teoria, si potrebbero studiare modi per far pagare il costo di integrarli agli immigrati stessi (io ad esempio mi sono pagato il dottorato con prestiti che il governo Canadese mi ha fatto, e ora sto ripagando il prestito, oltre a botto di tasse!).

Temo che questo sia fantascienza con uno Stato malfunzionante come quello italiano e anche poi con per la mentalita' stessa degli italiani, che segue il motto "chi ha avuto ha avuto..."

Alberto, io ho detto "ha riprodotto" non ripagato. Quel passaggio introduce il successivo che hai ripreso dopo come fantascientifico. Comunque sono abbstanza d'accordo con te, il mio ragionamento, quello di studiare modi per far ripagare l'investimento iniziale agli immigrati che ne beneficiano, puo' essere non cosi' di facile attuazione. Tuttavia, se simo d'accordo che questo risolverebbe molti dei problemi di redistribuzione, perche' non parliamo di questo invece di dire semplicemente che gli immigrati costano troppo. Insomma, se siamo d'accordo che con l'immigrazione aumenta la concorrenza e l'efficienza del sistema economico, e se siamo d'accordo che pero' ci sono dei problemi di redistribuzione che possono creare problemi, perche' non ci concentriamo sul risolvere questi problemi, cosi' da beneficiare della maggiore efficienza?

L'unico modo in cui l'immigrato ripaga l'investimento e' accettando salari piu' bassi (che deprimono poi anche quelli di tutto il settore dove opera).

Si chiama concorrenza, mercato. Se c'e' qualcuno che sa fare altrettanto bene e costa meno, e' un bene! non un male! non si deprime nessuno se si paga di meno.

La tassa implicita che pago per la rendita da etnicita', ovvero il maggior prezzo dei beni prodotti in Italia (passata di pomodoro) dovuto al costo maggiore del lavoro, quella l'hai messa in conto? Non la pagano forse tutti gli Italiani (inclusi quelli che comprano la passata all'estero)? Magari e' anche per quel guadagno che vale la pena investire in H per gli immigrati. Fantascienza? (mi dicono che) se hai chiamato un idraulico a Londra prima e dopo l'apertura dell'Europa alla Polonia sai di cosa parlo.