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Il peggio ha da tornare, per l'Italia.

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Alberto ...... sottovoce, che non ci senta Michele. Non vorrai finire dietro la lavagna, tra la riprovazione generale, mi auguro ...... :-)

Penso anch'io che sia necessario giudicare i risultati, anziché istruire un processo agli atteggiamenti - davvero, talvolta, sopra le righe - ed alle carenze che BR presenta, come tutti - ed in particolare la grandissima parte degli esponenti della politica - del resto. Mi pare ovvio, data la complessità dell'operazione, che tale valutazione richieda un tempo ben superiore a quello trascorso dall'inizio della campagna anti-fannulloni, quindi - pur non trascurando la possibilità che tutto ciò a nulla serva e che, bartalianamente, sia "tutto sbagliato e tutto da rifare" - al momento a BR va il mio incitamento a portare avanti la sua battaglia, in attesa di opportuna verifica. Credo sia del tutto inutile, inoltre, richiedere la dimissioni - per ignominia e correità, sembrerebbe intendere Michele - anziché proporre aggiustamenti e finanche concreti provvedimenti alternativi, nell'ottica di contribuire alla bisogna utilizzando pragmaticamente le strade percorribili.

Non v'è dubbio, infatti, sull'utilità di una correzione di rotta che, sfruttando il momento di popolarità - e dopo la prima fase di spettacolarizzazione dell'intervento - punti a rendere più efficiente il lavoro dei dipendenti pubblici, quelli recuperati alle commissioni personali fuori ufficio e quelli che ne svolgono abitualmente il (poco) lavoro, incidendo su organizzazione e - soprattutto - responsabilizzazione, cercando di valutare il rendimento di ciascuno e di legarne ad esso il trattamento economico e l'avanzamento di carriera, avendo cura di considerare le specificità delle singole amministrazioni. Accidenti, il lavoro da fare è pazzesco, io davvero non me la sentirei, ma se non lo s'inizia - tenendo ben presente la possibilità di correggere il tiro - non vedo possibilità di concluderlo (Max Catalano non avrebbe saputo dirlo meglio .....).

Concordo anche sull'importanza del tener desta l'attenzione sul fenomeno dell'assenteismo nella PA, che nessuno può negare abbia assunto, nel tempo, dimensioni francamente insopportabili e di cui ciascuno di noi può raccontare un buon numero di testimonianze dirette. Tale scelta, a mio avviso, è fondamentale per evitare che anche le migliori intenzioni, come s'usa dire, passino in cavalleria, com'è regolarmente avvenuto in passato. Ciò comporta, certamente, qualche - non di poco conto, talvolta - forzatura nei toni e nei contenuti, ed io considero accettabile persino qualche emerita sciocchezza - pensa un po' - se consente di ottenere quella pressione mediatica che serve a supportare il tentativo - che c'è, Michele, dai ..... - di migliorare la situazione, specie facendo parte di un governo la cui componente maggioritaria si sta meridionalizzando, ma il cui boss  è molto sensibile agli umori dell'elettorato, oltre che agli istinti primordiali .......

Poi, Michele, mi permetterei di segnalarti - sempre sommessamente, s'intende ..... :-) - che l'attribuzione di responsabilità a quello che BR definisce l'insieme di "cattiva politica e di cattivo sindacato" è davvero un mantra ricorrente. Io stesso l'ho sentito pronunciare questa frase molte volte ed anche sui giornali - compresi i fogli a lui contrari - l'hanno riportata ripetutamente. Prova solo a googlare ........ :-)

Tu dici - correttamente e lapalissianamente - che l'uomo è correo in quanto appartenente alla stessa casta cui attribuisce le colpe della situazione in essere. Bene, quindi che facciamo? Qual è l'utilità di una posizione di chiusura totale, secondo cui questo fa solo danni e quell'altro pure, e non è pensabile che si possa ottenere un risultato men che esecrabile? Non è più produttivo sostenere la battaglia - difficilissima, non dimentichiamolo, a causa delle enormi resistenze che incontra - per conseguire l'obiettivo al quale BR dice di voler puntare ed a cui noi - con assoluta certezza - non possiamo che ambire? Non è più utile e razionale provare - per chi ne ha le competenze, il tempo e la voglia - ad avanzare proposte?

Mi permetto di riportare questo link da Lavoce.info, con un'analisi della riforma Brunetta:

http://www.lavoce.info/articoli/-lavoro/pagina1001143.html

Mi sembra che il giudizio sia a meta': ci sono aspetti positivi della riforma e ci sono cose che non sono fatte bene. In particolare, i meccanismi di incentivo delle organizzazioni sono carenti, come sottolineato da Michele, perche' si basano sulla performance del singolo, invece che del gruppo a cui appartiene. Infatti non e' il singolo impiegto che da solo puo' far funzionare bene un processo, ma, appunto, il suo gruppo.

Invece mi piace il punto sollevato da Franco: ci sono politici che fanno parte della casta e che dicono di voler fare le riforme che la casta non ha mai fatto. Per intenderci, penso che quasi tutti i maggiori politici Italiani cadano in questa categoria. La domanda e': questi sono i soldati che abbiamo per combattere la guerra, gli diamo fiducia oppure no?
In un mondo ideale, no! Politici arrivati al potere secondo il meccanismo di incentivi della casta (again gli incentivi!) non meritano fiducia, perche' non hanno dimostrato di avere le qualita' necessarie per cambiare in meglio il sistema. E' un po' il discorso che si fa coi premi Nobel: perche' un premio Nobel per la fisica dovrebbe essere considerato degno di fiducia anche se parla di architettura? Il principio di autorita' sicuramente non funziona al di fuori del campo di attivita' dell'autorita' in questione, e anche dentro, e' sempre meglio essere critici e ragionare con la propria testa.
Il problema e' che non viviamo in un mondo ideale e in particolare:
1. Questi politici abbiamo e questi politici ci dobbiamo tenere, perche' non sembra che ci possano essere grossi cambiamenti nel futuro prossimo. Per cui, visto che loro staranno li' a governare e noi non ci potremo fare niente, allora possiamo o girarci dall'altra parte e rifiutarli "in toto", oppure concedere a loro il beneficio del dubbio e a noi quello della speranza. Un po' come dicevo in un altro commento: e' qualcosa di molto vicino a sforzarsi di credere che le cose potranno andare meglio per addolcirci la pillola e sopportare la situazione attuale in Italia. Non e' necessariamente un atteggiamento sbagliato, basta conservare la propria onesta' intellettuale ed essere razionalmente consapevoli con se' stessi che e' improbabile che le cose miglioreranno e che la speranza a cui ci aggrappiamo e' legata alla sfera irrazionale
2. La storia ci insegna che alcune volte ci sono stati uomini interni a un regime che hanno cambiato il regime stesso (e.g. Gorbachev oppure la Thatcher) lavorando dall'interno, quindi ogni tanto qualche bella sorpresa puo' succedere. Certo bisogna riconoscere che ci sono anche quelli che hanno peggiorato le cose...

Vorrei, cari amici "sommessi", che provaste ad usare argomenti del genere quando al governo ci sono i "comunisti" ... ditemi che risultati otterreste. Occorre avere la capacità di usare gli stessi pesi e le stesse misure per i due schieramenti e per i loro esponenti. E non mi fate gli offesi, ragazzi: è proprio così! I pesi e le misure cambiano a seconda che il soggetto sotto esame sia un guelfo, o un ghibellino. Se penso a quanto vedo scrivere, anche qui, su uno come Di Pietro, che di corbellerie ne dice molte, ma molte meno di BR ...

Tutto questo voler essere positivi, speranzosi, fattivi, costruttivi, pronti ad attendere e di dare un'altra opzione, e via andando, non l'ho visto quando governava la mortadella dal volto umano. Se le urla e le assurdità che BR profferisce ad ogni due per due le dovesse profferire, tanto per fare un nome, Di Pietro, tratteresti il tutto con la stessa equanime distanza?

Dice Michele:

2. La storia ci insegna che alcune volte ci sono stati uomini interni a un regime che hanno cambiato il regime stesso (e.g. Gorbachev oppure la Thatcher) lavorando dall'interno, quindi ogni tanto qualche bella sorpresa può succedere. Certo bisogna riconoscere che ci sono anche quelli che hanno peggiorato le cose...

Certo, t'immagini! Il problema NON è proprio questo, tant'è che ho aspettato più di un anno per dare un giudizio su BR (sulla signorina Carfagna, invece, non ho atteso due ore). Avrei gradito se avesse fatto le cose bene ed avesse dimostrato sia serietà che competenza? Certamente. Se cercate nei primi mesi ero certamente favorevole alle sue dichiarazioni d'intenti. I risultati sono disastrosi.

Non solo, vorrei insistere su un punto che nessuno sembra voler capire e che, invece, è crucialissimo. Predicare bene e razzolare male è gravissimo, specialmente in un paese alla frutta come l'Italia. Annunciare sconvolgimenti e riforme e tutto il resto, per poi produrre leggi borboniche che NON migliorano ma peggiorano la situazione (mentre si continuano ad emettere le grida in pubblico) è ALTAMENTE DANNOSO. Meglio far nulla, meglio star zitti. In un paese alla frutta come l'Italia, con il livello di cinismo che tutti manifestano, uno come BR che dichiara che farà miracoli e poi fa quel che ha fatto sino ad ora è oggettivamente dannoso. Piaccia o meno a chi vota per la sua parte politica: oggettivamente dannoso.

Infatti, si continua a non discutere sul merito: dove sono i risultati? È passato più di un anno! Il decreto sull'assenteismo è pernicioso, degno di un paese dittatoriale del terzo mondo; la nuova legge quadro è borbonica nella concezione e prova la sua mancanza di competenza specifica, come ho già detto e svariati hanno spiegato; quando parla di economia straparla e fa solo propaganda populista; le sue urla sui fannulloni sono lì per tutti da vedere e purtroppo da ascoltare. Infine, ho googlato come suggerito e non ho trovato NESSUN POSTO dove BR riconosca la relazione fra casta (ripeto, quella a cui appartiene da 30 anni), compera dei voti ed inefficienza della PA. Dov'è la denuncia? Dov'è l'analisi?

Eppoi, cosa potrebbe denunciare uno che invece di dimettersi per decenza dal suo posto all'università è in aspettativa eterna? Non basta forse questo scandaloso comportamento per qualificare il personaggio? La coerenza fra valori annunciati/predicati e comportamenti personali, siano essi privati o pubblici, è requisito essenziale per essere un politico credibile e degno di rispetto. Almeno nel mio libro.

I pesi e le misure cambiano a seconda che il soggetto sotto esame sia un guelfo, o un ghibellino.

No, non è vero. Parlo per me, naturalmente, ma io mi sforzo sempre di prescindere dalle mie simpatie personali, sebbene un minimo d'influenza sia certamente ed umanamente innegabile. In particolare, Michele, ti prego di non sovrapporre due piani differenti: il mio giudizio - fortissimamente critico - in merito all'operato globale del governo Prodi e le valutazioni relative a singole persone od azioni, espresse nei momenti in cui parevano foriere di qualche novità condivisibile. Mi spiego. Quando Bersani partì con le famose "lenzuolate", io ne appoggiai le apparenti buone intenzioni, non ostante fosse evidente la quasi irrilevanza delle prime misure. Non rinunciai a dichiarare, anche pubblicamente, che bisognava andare avanti, che quello non poteva che essere il timido inizio di un'azione volta ad incidere sulle reali ingessature del Paese, ma evitai sempre di stroncare i provvedimenti e la persona, nella speranza che la strada portasse da qualche parte.

Così, anche ora - forse da inguaribile ottimista quale sono sempre stato - appoggio la campagna di Brunetta, pur rendendomi conto dell'inadeguatezza delle misure attualmente messe in campo. Tieni costantemente presente quanto sia grave ed incancrenito il problema da affrontare, e quali potenti resistenze sia necessario vincere: questa, a mio avviso, è la chiave di volta del nostro futuro e chiunque s'impegni in tal senso avrà sempre il mio appoggio. L'auspicio è che il sostegno - critico, naturalmente, e denso di suggerimenti implementabili - sia fatto proprio da tutti coloro che posseggono competenze specifiche e desiderio di cambiamento. Ribadisco che trovo inutile la stroncatura, specie quella personale.

Un appunto finale, relativo a Di Pietro. La mia, ovvie battute a parte, non è una valutazione dettata da antipatia, che pure non nego. Gli riconosco, nel corso del suo incarico ministeriale nel passato esecutivo, l'impegno a vincere quelle resistenze che i sempiterni ed ubiqui "comitati del no a qualunque cosa" mettevano (e mettono) costantemente in campo, pur non apprezzando le continue invasioni di campo delle quali si rendeva protagonista. Si tratta, invece, di una valutazione negativa strettamente politica, basata sulla pochezza dei programmi (probabilmente dovuta alla totale e desolante mancanza dei rudimenti stessi di una cultura economica ed alla concezione poliziesca dello Stato) e sulla sua ossessione anti-berlusconiana, che lo porta sempre a ritenere ed affermare esattamente il contrario di quanto provenga da Arcore, a prescindere da ogni altra considerazione. Arrivare ad appoggiare, solo a titolo d'esempio, gli "scioperanti scioperati" di Alitalia - veramente indifendibili - solo per dar contro al "nemico del popolo", ne dimostra l'inadeguatezza in maniera, a mio avviso, eclatante. Non credo, davvero, che sia possibile riporre alcuna speranza in un elemento di tali caratteristiche: so che tu la pensi diversamente - almeno in parte - e considero la cosa del tutto legittima. Semplicemente, abbiamo in merito opinioni differenti, ma siamo entrambi trasparenti ed intellettualmente onesti: non così spesso ci s'imbatte in interlocutori con i quali la discussione si ponga su questo piano, e non sempre il backgound culturale è condiviso. Lo apprezzo.

Franco, una precisazione. Il problema di Brunetta, e di tanti altri in questo governo, non è che sta facendo troppo poco (magari perché incontra resistenze da altri) ma comunque si muove nella direzione giusta. Se fosse così sarei d'accordo con te, sarebbe da appoggiare sperando che riesca a far meglio.

Il problema è che si muove proprio nella direzione sbagliata. Se vuoi riformare la pubblica amministrazione la prima cosa da fare è iniziare a misurare la performance in modo serio e iniziare a punire e premiare soprattutto ai livelli dirigenziali, che sono quelli che veramente possono cambiare le cose. Brunetta ha perso un anno facendo altro, con provvedimenti nel migliore dei casi marginali e nel peggior dei casi ingiusti e dannosi. Tutti noi siamo stati zitti e fermi per vedere cosa faceva, sperando che alla retorica iniziale seguisse qualche provvedimento serio per aumentare l'efficienza della PA. Dopo un anno di farfugliamenti ridicoli, accuse indiscriminate a fannulloni e panzoni, e provvedimenti inutili è bene rompere gli indugi.

In parte sarà forse a causa delle resistenze della politica cattiva (ma lui dov'era?) e dei sindacati cattivi, ma si fa fatica a credere che i limiti culturali dell'uomo non c'entrino proprio nulla.  Nonostante l'alta opinione che ha di sé, Brunetta è uno che non ha mai scritto niente di decente, e il suo CV accademico è li a testimoniarlo. Alla fine queste cose pesano. Per un po' si può anche sperare, senza crederci troppo,  che un ignorante membro della casta faccia delle riforme serie. Ma continuare a sperare contro ogni evidenza non è una buona strategia.

Aggiungo una nota sull' operato di Brunetta: i sindacati sono sicuramente un grosso ostacolo alla riforma della PA, ed i provvedimenti dell' anno scorso sono riusciti nella non facile impresa di dargli argomenti ragionevoli.Non fraintendere: la direzione era condivisibile, la modalità di attuazione indifendibile.

Quanto all' IDV il vero problema IMO non è Di Pietro, ma il resto del partito.Alle europee l'avevo presa in considerazione, ma dopo uno sguardo ai candidati non ce l'ho proprio fatta.Il più "digeribile" per il nordovest era di gran lunga De magistris!

è bene rompere gli indugi

Certamente, ma io non ritengo che ciò debba estrinsecarsi in un attacco a testa bassa che, tra l'altro, offre un magnifico assist a coloro che un cambiamento proprio non lo vogliono. Continuo a sostenere che siano di gran lunga preferibili le proposte alle proteste, e che i suggerimenti - anche se tendenti ad un cambio radicale di rotta - debbano necessariamente avere la credibilità che solo un'analisi professionalmente seria ed una percepibile realizzabilità possono conferire. Anche perché, che facciamo, ci teniamo altri quattro anni - al contrario del "prodino" questo governo durerà, amici miei! - di vecchie e nuove misure non convincenti, dicendo tutto il male possibile del suo ideatore ed invocandone le dimissioni, oppure cerchiamo di dare un contributo nella direzione che auspichiamo?

L'unica cosa certa, imho, è che la situazione attuale deve cambiare. Il gioco del "tanto meglio, tanto peggio", così caro all'italica lotta politica - tutta un muro contro muro - non fa parte del mio modo d'essere. Non ho mai apprezzato il "muoia Sansone con tutti i Filistei" ..... :-)

Michele:

Non solo, vorrei insistere su un punto che nessuno sembra voler capire e che, invece, è crucialissimo. Predicare bene e razzolare male è gravissimo, specialmente in un paese alla frutta come l'Italia. Annunciare sconvolgimenti e riforme e tutto il resto, per poi produrre leggi borboniche che NON migliorano ma peggiorano la situazione (mentre si continuano ad emettere le grida in pubblico) è ALTAMENTE DANNOSO. Meglio far nulla, meglio star zitti. In un paese alla frutta come l'Italia, con il livello di cinismo che tutti manifestano, uno come BR che dichiara che farà miracoli e poi fa quel che ha fatto sino ad ora è oggettivamente dannoso. Piaccia o meno a chi vota per la sua parte politica: oggettivamente dannoso.

Mi ricordo il Pippo Chennedy Show di 10 anni fa. Avevano fatto una battuta che, secondo me, conteneva una grande verita' sulla natura umana e che diceva piu' o meno cosi': non importa se quello che dici e fai e' sbagliato, se la gente vedra' che continuerai a dirlo e a farlo per un po', allora pensera' che e' normale e tutto sommato accettabile, visto che lo dici e lo fai, anche se non dovresti.

Vi ricordate la geniale pubblicita'?
(Persona a capotavola rutta)
(Uno dei presenti): "Ma questo non si puo' fare"
(Persona a capotavola): "E invece si', nella casa delle liberta'!"
(Parte canzone di Brigitte Bardot...)