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Il peggio ha da tornare, per l'Italia.

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Mi permetto di riportare questo link da Lavoce.info, con un'analisi della riforma Brunetta:

http://www.lavoce.info/articoli/-lavoro/pagina1001143.html

Mi sembra che il giudizio sia a meta': ci sono aspetti positivi della riforma e ci sono cose che non sono fatte bene. In particolare, i meccanismi di incentivo delle organizzazioni sono carenti, come sottolineato da Michele, perche' si basano sulla performance del singolo, invece che del gruppo a cui appartiene. Infatti non e' il singolo impiegto che da solo puo' far funzionare bene un processo, ma, appunto, il suo gruppo.

Invece mi piace il punto sollevato da Franco: ci sono politici che fanno parte della casta e che dicono di voler fare le riforme che la casta non ha mai fatto. Per intenderci, penso che quasi tutti i maggiori politici Italiani cadano in questa categoria. La domanda e': questi sono i soldati che abbiamo per combattere la guerra, gli diamo fiducia oppure no?
In un mondo ideale, no! Politici arrivati al potere secondo il meccanismo di incentivi della casta (again gli incentivi!) non meritano fiducia, perche' non hanno dimostrato di avere le qualita' necessarie per cambiare in meglio il sistema. E' un po' il discorso che si fa coi premi Nobel: perche' un premio Nobel per la fisica dovrebbe essere considerato degno di fiducia anche se parla di architettura? Il principio di autorita' sicuramente non funziona al di fuori del campo di attivita' dell'autorita' in questione, e anche dentro, e' sempre meglio essere critici e ragionare con la propria testa.
Il problema e' che non viviamo in un mondo ideale e in particolare:
1. Questi politici abbiamo e questi politici ci dobbiamo tenere, perche' non sembra che ci possano essere grossi cambiamenti nel futuro prossimo. Per cui, visto che loro staranno li' a governare e noi non ci potremo fare niente, allora possiamo o girarci dall'altra parte e rifiutarli "in toto", oppure concedere a loro il beneficio del dubbio e a noi quello della speranza. Un po' come dicevo in un altro commento: e' qualcosa di molto vicino a sforzarsi di credere che le cose potranno andare meglio per addolcirci la pillola e sopportare la situazione attuale in Italia. Non e' necessariamente un atteggiamento sbagliato, basta conservare la propria onesta' intellettuale ed essere razionalmente consapevoli con se' stessi che e' improbabile che le cose miglioreranno e che la speranza a cui ci aggrappiamo e' legata alla sfera irrazionale
2. La storia ci insegna che alcune volte ci sono stati uomini interni a un regime che hanno cambiato il regime stesso (e.g. Gorbachev oppure la Thatcher) lavorando dall'interno, quindi ogni tanto qualche bella sorpresa puo' succedere. Certo bisogna riconoscere che ci sono anche quelli che hanno peggiorato le cose...