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Il peggio ha da tornare, per l'Italia.

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Condivido l'analisi di Lodovico. Alcune affermazioni che girano, specialmente in Italia e nel mondo bancario inglese - che da quello spagnolo ha (in questi anni) preso tante lezioni di stile ed anche tante legnate in affari - sono francamente ridicole. Non so sulla base di che cosa, se non delle chiacchere da bar, si possa scrivere che la crescita spagnola 1994-2007 è "in buona parte fasulla"!

Il PIL per capita spagnolo è uguale e superiore all'italiano, mentre 15 anni fa era poco più di due terzi del medesimo. Fatevene una ragione.

I fatti che il rapporto linkato indica sono, parzialmente, veri (ma vanno qualificati e sono un classico caso di statistica usata per confondere) ma ve ne sono altri di fatti, altrettanto veri e positivi.

Il vero problema spagnolo, oggi come oggi, è la reazione governativo-sindacale, che è stata pessima. Niente riforme, chieste da ogni lato, interventi "keynesiani" sbagliati, sperperoni ed inutili, ritardi nell'affrontare il tumore chiamato "cajas" (ma finalmente, grazie al governatore della Banca di Spagna, qualcosa si muove nella direzione giusta), niente riforma di ricerca ed università, niente riforma fiscale e delle pensioni, oltremodo necessarie. Suona come l'Italia? Esatto, suona come l'Italia ma non così male come l'Italia.

Da due decenni vado ripetendo ai miei amici spagnoli: state attenti soprattutto a non fare la fine dell'Italia. Oggi più che mai corrono quel rischio: di diventare la seconda Italia, di fare oggi gli errori che l'Italia ha fatto dalla metà degli anni '70 (e soprattutto '80) in poi. Vederemo come andrà a finire ma, per il momento, stanno ancora molto meglio ed hanno molte più chances di uscirne bene e con rinnovato vigore. Vedremo come va a finire. Nel frattempo un consiglio a tutti i patrioti italiani che continuano ad illudersi che il boom spagnolo fosse "fasullo": fatevene una ragione, era reale. Hanno un reddito per capita come il vostro e che, al momento, è caduto meno. A Madrid e Barcelona la movida (quella vera, non la sciocca scimiottatura italica) vive ancora e continuerà. L'invidia penis è una brutta cosa ...

Ma no, Michele, l'invidia proprio non mi appartiene. E, poi, io son talmente poco nazionalista, che nemmeno quella è una spiegazione .....

Ritengo, semplicemente, che non sia indifferente la modalità della crescita economica, come le differenti cadute di GDP sembrano indicare. Nemmeno sarei così certo ch'esse siano più facili da recuperare nel caso spagnolo, troppo concentrato sull'immobiliare: a me pare che la solidità nel tempo - ovviamente a parità di contesto socio-politico, senza dubbio più favorevole da quelle parti e sul quale qui si dovrebbe, finalmente, lavorar sodo - possa essere maggiormente garantita in presenza di un manifatturiero diffusamente presente. Posso sbagliare, ci mancherebbe, ma questa è la mia opinione.

Poi, se la Spagna si dovesse trovare sulla stessa china dell'Italia - cioè in direzione Argentina - vorrà dire che balleremo il tango ...... ma, magari, prima di quella conclusione riusciremo a cambiar qualcosa: si sa, toccare il fondo aiuta a risalire .... :-)