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Il partito di Pangloss

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Salve, sono un nuovo arrivato. Buona giornata/nottata a tutti (essendoci qui persone con fusi così diversi, difficile formulare il saluto).

Volevo anzitutto segnalare una curiosità tecnica. Non so se va fatto qui o altrove. Mi sono appena registrato, e ho ricevuto una mail di conferma dove, tra le altre cose, veniva citato l'idirizzo IP di chi ha effettuato la registrazione, cioè io. Bene, è sbagliato. Invece del mio, compare quello vostro (del pool di THEPLANET.COM, il vostro provider, direi). Niente di che, ma forse c'è un bug da qualche parte.

Mi spiace intervenire in un dibattito che ha una storia anche in altri thread, mi pare di capire, e così tardivamente, riportando le cose un po' alle origini, per così dire. C'è il rischio di riproporre cose già dette. Se così fosse, segnalatemi dove.

Non sono un economista, e capisco le cose a modo mio. Provo a dirle come le ho capite.

In merito al sistema pensionistico italiano, tutti danno per scontato che sia "non sostenibile". La gente campa più a lungo, e dunque il rapporto tra popolazione in pensione e quella attiva aumenta. Dire che il sistema pensionistico non è sostenibile, mi pare, equivale a dire che questo rapporto cresce più rapidamente di quanto cresca la produttività del lavoro. Giusto? Se no, perché non lo è?

Se invece è giusto, chi ci dice che la produttività cresca più in fretta del tasso di inveccchiamento? O che sarà così in futuro? E se anche fosse così, perché aumentare la produttività del lavoro non dovrebbe essere un (il) rimedio?

Questo non significa dire che del sistema pensionistico non si debba toccare niente, ovviamente. Ci sono sicuramente delle cose che non vanno (c'è qualcosa che non presenti possibilità di miglioramenti?). Però, se il ragionamento di cui sopra è valido, almeno in parte, mi pare le cose si presentino in modo molto diverso. Non c'è nessuna "barca che affonda" da salvare. Oppure, se c'è una barca da salvare, forse basta cambiargli periodicamente l'olio al motore, come in genere si deve fare.

Qualche economista (o anche non economista) può darmi dei lumi?

Qualche economista (o anche non economista) può darmi dei lumi?

Domande lunghe da rispondere. Se schiacci la parola pensione, nella nuvola, trovi alcune prime risposte. Qui due cose telegrafiche:

- Sostenibilità è una parolaccia, che la gente seria non usa. Ciò che conta sono gli effetti distorsivi su offerta/domanda di lavoro e scelte occupazionali che un sistema pensionistico troppo grande/piccolo possono determinare. Nel caso di quello italiano tali effetti mi sembrano platealmente dimostrati.

- Esiste un problema di "equità" intergenerazionale, che non è banale. È questo: ai nati negli anni '20, '30, '40 ed anche '50 sono state pagate pensioni alte e per periodi lunghi. Alte rispetto al loro salario durante la vita lavorativa ed ai contributi pagati, per periodi lunghi perché queste persone sono andate in pensione presto ed hanno goduto di una vita pensionistica molto più alta del previsto. Beati loro, si potrebbe commentare. Certo, beati loro. Però queste pensioni le hanno pagate e le stanno pagando i nati negli anni '40, '50, '60, '70, '80 e, fra poco, '90. Ad alcuni di questi è andata pure bene (quelli dei primi decenni) ad altri non sembra proprio che possa andare così. Per niente. Rebus sic stantibus (poi, si sa, basta qualche miracolo e si risolve tutto) i nati dagli anni '70 in poi pagheranno tonnellate di contributi durante la loro vita lavorativa e riceveranno pensioni grame, molto grame. È "giusto" questo? È equo, prima ancora che efficiente (vedi sopra)? A molti sembra altamente iniquo.

- Produttività: certo, SE la produttività del lavoro cresce molto tutto è possibile. Anche lavorare solo 10 anni in tutta la vita e vivere di trasferimenti i rimanenti 60, 70 o 80. Basta che la produttività cresca abbastanza. Il problema è se sia o meno credibile che la produttività cresca abbastanza. Al momento, meglio da circa un decennio e mezzo, sembra non cresca proprio. Vi sono ragioni per credere che tutto miracolosamente cambi prossimamente? Io lo dubito, specialmente se si mantengono le politiche economiche presenti e passate, come si sembra fare. Il sistema di pensioni è una di tali politiche. Quindi, giustificare l'equità e l'efficienza del sistema pensionistico attuale sulla base dell'argomento secondo cui "tanto la produttività crescerà" è abbastanza un argomento vuoto; anzi direi che è una presa in giro dei giovani lavoratori. Tanto vale invocare san gennaro o padre pio, che "ci facciano la grazia": empiricamente parlando le tre soluzioni sono equivalenti.