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Dagli al comunista!

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Eh, Marcello, fosse solo quello!

Io pure spero nelle cose im cui sembra sperare Mich., ma quando pure assento alle parole di Fini, mi chiedo sempre se esse non siano motivate da ragioni tattiche assimilabili a quelle che oggi fanno dire a BS che non appoggerà il referendum. Dinnanzi a questo dubbio, di essere di fronte ad un tatticismo manifestato sia da Fini che da BS, mi chiedo perchè fidarmi di uno e non dell'altro: forse perchè uno di loro, in questo frangente, dice cose che mi piacciono?

Secondo me, per valutare davvero Fini bisognerà attendere la fine del suo mandato come presidente della Camera: è evidente che oggi, allo scopo di accreditarsi come rappresentante istituzionale super-partes, assume molto seriamente le sue attribuzioni...ma da qui a dire che sarà davvero un'alternativa a BS, non ci giurerei. Anzi, a giudicare dalle vicende di pochissimo tempo fa ("siamo alle comiche del finali"; con accettazione della candidatura alla camera proprio dall'istrione di quelle comiche) sembra di capire che dobbiamo guardarci bene le spalle. Per questo motivo, la frase di Michele

Gianfranco Fini è oggi l'unica opposizione credibile al peronismo montante.

mi sembra un'esagerazione...anche se l'Economist di una settimana fa diceva cose simili.

 

Non ho dubbi che Fini assuma certe posizioni per fini tattici o strategici, ma le sta assumendo da anni con una certa coerenza.Non chiederei più di questo ad un politico, e mi interessano le posizioni pubbliche, non le convinzioni interiori.

Magari Bertinotti dentro di se è un borghese, e Casini è un fedifrago, ma politicamente restano comunista e cattolico, ed è quello che conta davvero.