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Dagli al comunista!

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Sono d'accordo con le opinioni espresse da Michele Boldrin. Per valutare la posizione di Fini, che personalmente ritengo persona e politico degno di tale nome anche se non ne condivido le scelte, bisogna ricordare le analisi di Montanelli, uomo di destra, di formazione liberale risorgimentale; per lui esistono in Italia due destre, quella di ispirazione giolittiana, liberale, che accetta il riformismo pur avendo combattuto sempre la sinistra e rifiuta il totalitarismo, e quella incline all'autoritarismo, per la quale conservare il sistema vuole dire usare il manganello. Fini appartiene alla prima e lo ha dimostrato con la svolta di Fiuggi e con il richiamo a parole ormai desuete come moralità e senso dello stato; purtroppo ha sottostimato la seconda, alleandosi con essa fin dalla "storica" discesa in campo di BS, forse pensando di poter guidare il fenomeno nascente senza farsi travolgere da esso. Non ha riconosciuto che oggi il manganello è il tubo catodico in tutte le sue espressioni. Come la vecchia DC ha creduto di potersi appoggiare al potere mafioso per usarlo, ritenendolo un fenomeno quasi folcloristico di sprovveduti picciotti in coppola e lupara da manovrare a piacere. Con la conseguenza di esserne invece dominata e di aver aperto la strada alla sistematica occupazione mafiosa del potere politico e alla corruzione di ogni rapporto istituzionale, a livello sia centrale che locale.

Se Fini continua l'alleanza con questa destra e con la demenziale propaganda leghista per motivi di opportunità politica (per arginare quale pericolo di sinistra?) finirà per esserne travolto e per spalancare definitivamente la porta a questa nuova versione della politca del manganello. Anzi, forse il danno è già fatto.

Se Fini non si alleava con Berlusconi nel '94 a quest' ora era l' equivalente di Pino Rauti.E' stata una scelta obbligata per uscire dalle catacombe.