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Dagli al comunista!

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da quando critichiamo BS, perché è lui al governo, e non critichiamo più Prodi, perché s'è ritirato a vita privata, le nostre quotazioni nella destra italiana sono precipitate ...

Infatti, come avevo già fatto rilevare, sono aumentate le presenze di schieramento opposto, talvolta così accanite nell'assoluta convinzione che solo il loro "nemico" rappresenti tutto il male del mondo, a prescindere da qualunque altra considerazione, da rasentare e persino superare i confini dell'involontaria comicità.

Esattamente come un tempo, non molto remoto, ad alcuni pareva che per risolvere i problemi bastasse la caduta di Prodi, il quale ha prodotto indubitabili ed inevitabili danni (ed avrebbe continuato sulla stessa strada, se gli fosse stato consentito), ma fortunatamente solo quelli possibili in un periodo breve e caratterizzato dall'immobilismo frutto dei veti incrociati di una maggioranza che litigava anche sul menù della cena, benché troppo spesso cedevole nei confronti dei "nipotini di Marx".

Il problema del dibattito italiano, purtoppo, è sempre lo stesso: non ha alcuna importanza la qualità dell'analisi e della conseguente proposta, conta solo schierarsi e dichiarare tutto il "bene" da una parte e tutto il "male" dall'altra. In altri termini, non è considerato possibile che dallo schieramento opposto si levino voci ascoltabili e, se di là s'ode una critica alla legione d'appartenenza, il motivo può solo essere inconfessabile. Tra l'altro, tale atteggiamento paga in termini elettorali, come dimostra il risultato di quel Di Pietro, che pare decidere le proprie posizioni solo in funzione di contrasto a quelle espresse da BS. E lo fa senza un programma, ma urlando sempre il suo appoggio a qualunque istanza gli paia contraria agli interessi del nemico, magari facendo tintinnare le sue amatissime manette virtuali.

Beate certezze!

sono aumentate le presenze di schieramento opposto, talvolta così accanite nell'assoluta convinzione ...

Poi c'e' anche il mio amico Franco, totalmente equidistante e per nulla di parte ... lui, pratico e razionale, sobrio e pacato, distribuisce rimbrotti da un lato e cazzotti allo stesso. Ma va bene cosi', Franco almeno tiene duro, cercando di farci vedere quel poco di buono che il BS realizza. E ci e' riuscito: mi sono effettivamente convinto che questo governo, guidato da un poco di buono, ha realizzato poco di buono ... :-)

P.S. L'ultimo film di Almodovar non ha ne' capo ne' coda, lo sconsiglio vivamente.

Aspetta, aspetta Michele ..... a me questo tuo amico non par di conoscerlo ma, se gira per il sito a pubblicizzare acriticamente le mirabolanti buone azioni del sire Silvio, "el xe de sicuro un poro mona" ..... :-)

Io, invece, ne conosco un altro con lo stesso nome - e ci dev'esser stata un po' di confusione, suppongo - che definirei razionale ma, per la verità, non esattamente pacato (almeno, a sentir quello che solitamente dicono di lui gli altri suoi amici ....). Questo strano tizio tira sberle a destra ed a manca, magari un po' più a manca - è vero - ma, probabilmente, perchè considera entrambe due espressioni della stessa cronica e storica incapacità culturale di governare e - confrontandole in una scala da voto scolastico che vada da 1 a 10 - ad una dà 4 ed all'altra dà 2. Due gravi insufficienze, dunque, ma non sullo stesso piano.

Semmai il problema sta nel fatto che trattasi di persona irrimediabilmente - e, forse, un poco ingenuamente, non ostante la non più tenerissima età - ottimista, magari solo per coltivar la speranza. Ad ogni cambio di governo, memore delle malefatte perpetrate dall'esecutivo uscente, concede al nuovo vertice il beneficio del dubbio, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno. Poi, immancabile, la delusione. E la rabbia .....

Rimane pratico però, il nostro, e si concentra sulle possibilità - anche quando son minime - di ottenere qualunque possibile miglioria, anziché demonizzare alcuno e dichiararlo colpevole di tutti i mali del mondo. In ciò, naturalmente, differenziandosi alquanto dal gregge di ovini che abita il Belpaese, sempre in cerca di bandiere sotto le quali combattere, di nemici che simboleggino il male assoluto, di schiere avverse cui attribuire la delegittimante nomea di fascisti o comunisti, a piacere.

Infine (tornando all'argomento proposto) è vera, ed è evidente, la differente considerazione della quale gode qualunque consesso - nFA non può fare, ahimé, eccezione - presso i contrapposti eserciti, in dipendenza delle posizioni che nel tempo assume. Era solo questa l'osservazione: i più vanno dove trovano espresse le proprie preferenze, dunque la composizione della platea cambia al mutar dei bersagli. Banale, of course, in un luogo nel quale ciascuno vuol sempre sentirsi dire solo ciò che già pensa ...... :-)