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Dagli al comunista!

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Mussolini era un grande statista, che modernizzò un'Italia che non riusciva ad uscire da una condizione pre-industriale.

Ci sono dati che consentono di misurare il grado di successo di questa modernizzazione mussoliniana? In passato ho sentito i dati sulla produzione di aerei durante la seconda guerra mondiale, da cui emerge tutta l'arretratezza e l'infimo livello dell'economia italiana dell'epoca fascista (ho trovato dei dati che mi sembrano attendibili su taphilo.com):

United States 297.199
Russia 158.218
United Kingdom 131.549
Germany 119.871
Japan 76.320
Italy 11.508

In assenza di altri dati mi sembra che Mussolini abbia portato l'Italia alla seconda guerra mondiale in una drammatica condizione di inferiorita' economica rispetto agli altri Paesi.

Se si vuole trovare qualche merito per Mussolini io direi che e' riuscito a coinvolgere in qualche modo nello Stato italiano la maggioranza delle masse popolari, specie quelle meridionali prima totalmente assenti, guadagnando anche complessivamente un consenso maggioritario.  Ovviamente ottenne questi risultati coi metodi brutali e populisti che conosciamo, e grazie al concorso decisivo delle malefatte dei socialisti del tempo e della corruzione, incompetenza e inettitudine dei moderati del tempo. Quelle due componenti politiche combinate assomigliano in qualche modo ai cattocomunisti odierni che hanno sospinto al potere SB, tra l'altro.  Oltre a sfruttare i difetti dei suoi avversari e ad usare metodi violenti, non andrebbe dimenticato che Mussolini sfrutto' ancora piu' dei predecessori le strutture dello Stato per l'acquisizione del consenso, inquadrando in particolare grandi numeri di meridionali come impiegati pubblici.

A parte la conquista del potere e del consenso con metodi disdicevoli, e a parte il merito di aver mobilitato come non mai prima le masse popolatri (merito peraltro di dubbio valore perche' indirizzato alla competizione militare molot piu' che al benessere economico e civile della popolazione) non credo si possano trovare altre doti o "meriti" ascrivibili a Mussolini.

Re(2): Mah

Marcks 13/6/2009 - 20:52

Se si vuole trovare qualche merito per Mussolini io direi che e' riuscito a coinvolgere in qualche modo nello Stato italiano la maggioranza delle masse popolari, specie quelle meridionali prima totalmente assenti, guadagnando anche complessivamente un consenso maggioritario.

Si quello lo fece, ma esautorando le forme istituzionali embrionali e assai gracili dello stato "liberale" italiano dei primi anni del '900. Quella mobilitazione, che è poi divenuta una costante del secolo scorso, ha prodotto così tante sciagure che non mi sembra si possa annoverarla fra le cose buone di Mussolini.

Comunque, sul resto hai ragione. Molti carrozzoni statalisti hanno preso avvio allora; la grande industria e così via.

Sospetto però che Michele con la sua affermazione su Mussolini volesse dire che, si Mussolini non ci piace, ma almeno aveva un progetto politico che lo ha reso (nel male, a mio avviso) una figura di statista vero...piaccia o non piaccia.

Col che forse intende paragonarlo a BS? Anche lui con un progetto svilito, ridicolizzato, sottovalutato, ma poi alla fine capace di lasciare un segno (buono o cattivo è un altro paio di maniche) ? Era questo che volevi dire?

 

Sui giudizi di Fini sullo stesso statista, invece io dico che il suo giudizio è "sbagliato", nella misura in cui possano esserlo asserzioni del genere, in ragione del fatto che il suo era un giudizio politico e non storiografico, finalizzato a capitalizzare consenso intorno alla disposizione filo-fascista esplicita di una parte dell'elettorato a cui guardava. Quindi l'affermazione di Fini era in malafede sicura, perchè non era il tentativo di analisi, ma solo il desiderio di rivolgersi al suo elettorato solleticandolo nel suo credo. Cosa che fece svariate volte.

 

Sul PD. Michele, ma non noti quante bastonate sta prendendo il PD ad ogni tornata? A me sembra che quelli del PD qualche prezzo lo stiano pagando, eccome se lo stanno pagando.

Sulla spocchia della sinistra. Non lo diremo abbastanza che la sinistra ha un complesso di superiorità, ma non tanto morale, quanto culturale. Voglio dire, la battaglia per la moralità e la legalità anche a sinistra è affari di pochi: non credo che D'Alema e Bassolino puntino alla loro marcata differenza morale per distinguersi dalla destra. Ma sulla cultura invece, lì si che li vedi, convinti di essere più "studiati" degli altri...c'è tutto il discorso del collateralismo dei proff universitari a questo proposito.