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Dagli al comunista!

2 commenti (espandi tutti)

Ok, dipende da cosa intendi per grande statista, e il fatto che tu includa BS in questo gruppo temo implichi che abbiamo una definizione diversa in mente.  E concordo sul fatto che buona parte della sinistra ritenga di avere il monopolio della cultura, ma questo non e' un problema solo italiano: lasciando perdere la francia, sto seriamente pensando di cancellare l'abbonamento al new yorker, perche' ci sono dei limiti... Il che rende il dialogo pressoche' impossibile: buona parte della sinistra non considera la possibilita' di parlare con chiunque non la pensi gia' come loro. (vedi la signora radical chic di cui sopra).

Cio' detto, almeno in ambito economico, l'approccio corporativo della seconda meta' del ventennio credo sia assolutamente l'ultima cosa di cui l'italia ha bisogno adesso (e mi stupirei di sentire pareri contrari su questo sito). Ora,  da quel che ricordo di Fini, l'approccio generale del personaggio non era assolutamente critico di questo tipo di pensiero anti-liberale, ed anzi andava assolutamente in questa direzione. E' possibile, certo, che il personaggio abbia avuto davvero un'epifania e si sia ravveduto, ma lo ritengo improbabile. Mi sembra piuttosto che adesso complementi perfettamente l'attengiamento berlusconico, facendo si' che il PdL abbia uno span in grado di attirare un'ampia parte di elettori. Sara' pessimismo, ma non credo che, almeno in economia, sia facile che le persone abbiano un cambiamento di approccio cosi' radicale.

Re(2): Mah

Luca Neri 13/6/2009 - 22:43

My 2 cents. Fini e' stato via via espulso verso la marginalita' nel suo partito. Non dimentichiamoci che Berlusconi ha gia nominato il suo cavallo come successore (ricordate le dichiarazioni su Alfano dell'anno scorso? Un chiaro messaggio a Fini). Gia' dal 2005 in AN si e' stata rafforzata la corrente dai colonnelli Berlusconiani (cosa sono Gasparri e La Russa se non questo?) e le lotte intestine nel partito sono state intense anche se sotterranee.

Fini, dopo la fusione, si e' trovato nella necessita' di ridefinire il suo futuro politico. Non poteva piu' aspettarsi la successione per investitura. Ha dovuto puntare ad una successione di conquista. E la sta preparando. Il suo unico mezzo per puntare ad una futura leadership nella destra dall'interno del nuovo partito e' quello di costituire una sua nuova corrente; Fini si tiene ai margini dell'azione governativa perche' scommette che il peggio deve ancora venire. Sa che il governo non riformera' il paese. La crisi colpira' duro sull'occupazione nella seconda meta' della legislatura. Se la scommessa e' fondata le nuove condizioni gli consentirebbero di tentare la scalata al partito nel 2013.

Lo spazio politico lasciato libero dall'arretramento del PD sui temi dei diritti civili e la radicalizzazione del PdL sulle posizioni leghiste gli consente di occupare quell'area di centro-destra moderata lasciata libera e di allargarsi a parte del centro-sinistra insoddisfatto dalle incertezze del partito di riferimento. Inseguire la deriva estremista non gli conviene. Quello spazio e' gia' saldamente occupato. Lo spostamento al centro gli consentirebbe di uscire dal PdL e allearsi con UDC portando in dote i voti della sua corrente se dovesse fallire la scalata nel 2013.