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Dagli al comunista!

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Re(2): Mah

Marcks 13/6/2009 - 20:52

Se si vuole trovare qualche merito per Mussolini io direi che e' riuscito a coinvolgere in qualche modo nello Stato italiano la maggioranza delle masse popolari, specie quelle meridionali prima totalmente assenti, guadagnando anche complessivamente un consenso maggioritario.

Si quello lo fece, ma esautorando le forme istituzionali embrionali e assai gracili dello stato "liberale" italiano dei primi anni del '900. Quella mobilitazione, che è poi divenuta una costante del secolo scorso, ha prodotto così tante sciagure che non mi sembra si possa annoverarla fra le cose buone di Mussolini.

Comunque, sul resto hai ragione. Molti carrozzoni statalisti hanno preso avvio allora; la grande industria e così via.

Sospetto però che Michele con la sua affermazione su Mussolini volesse dire che, si Mussolini non ci piace, ma almeno aveva un progetto politico che lo ha reso (nel male, a mio avviso) una figura di statista vero...piaccia o non piaccia.

Col che forse intende paragonarlo a BS? Anche lui con un progetto svilito, ridicolizzato, sottovalutato, ma poi alla fine capace di lasciare un segno (buono o cattivo è un altro paio di maniche) ? Era questo che volevi dire?

 

Sui giudizi di Fini sullo stesso statista, invece io dico che il suo giudizio è "sbagliato", nella misura in cui possano esserlo asserzioni del genere, in ragione del fatto che il suo era un giudizio politico e non storiografico, finalizzato a capitalizzare consenso intorno alla disposizione filo-fascista esplicita di una parte dell'elettorato a cui guardava. Quindi l'affermazione di Fini era in malafede sicura, perchè non era il tentativo di analisi, ma solo il desiderio di rivolgersi al suo elettorato solleticandolo nel suo credo. Cosa che fece svariate volte.

 

Sul PD. Michele, ma non noti quante bastonate sta prendendo il PD ad ogni tornata? A me sembra che quelli del PD qualche prezzo lo stiano pagando, eccome se lo stanno pagando.

Sulla spocchia della sinistra. Non lo diremo abbastanza che la sinistra ha un complesso di superiorità, ma non tanto morale, quanto culturale. Voglio dire, la battaglia per la moralità e la legalità anche a sinistra è affari di pochi: non credo che D'Alema e Bassolino puntino alla loro marcata differenza morale per distinguersi dalla destra. Ma sulla cultura invece, lì si che li vedi, convinti di essere più "studiati" degli altri...c'è tutto il discorso del collateralismo dei proff universitari a questo proposito.