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Dagli al comunista!

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Re(1): Mah

Zamax 13/6/2009 - 21:44

Mi pare che con "grande statista" Boldrin (lo chiamo "Boldrin" finché non mi cancella dalla lista dei clerico-fascisti-pavloviani) intenda semplicemente indicare una personalità che ha "modellato" in profondità in nostro paese, anche peggio di come possa farlo l'orrido BS, e in tutti due i casi comunque riuscendo in qualcosa a differenza di quegli acchiappanuvole - nel miglior dei casi - della sinistra.  Nel merito sono piuttosto d'accordo con Giovanni Federico, quando indica in Giolitti il maggior "statista" italiano, nel senso positivo del termine. Non a caso forse gli restò la nomea di "ministro della malavita" che il radicalismo di sinistra gli cucì addosso, proprio lui che durante tutta la sua vita politica lavorò con prudenza e costanza per "costituzionalizzare" i socialisti. Giovanni Ansaldo scrisse un bel libro per riabilitarlo dal titolo "Il ministro della buona vita", che consiglio a tutti quelli che hanno tempo libero da buttare via o lavorano poco per scelta filosofica.

Tuttavia se davvero "BS parte da lì per ridefinirla [l'Italia] a suo modo, secondo i suoi valori, secondo i suoi interessi e quelli dei gruppi sociali che rappresenta" non da tifoso, ma anche solo razionalmente, non vedrei la cosa solo in negativo. Infatti, non c'è alcun dubbio che i gruppi sociali su cui ha costruito il consenso elettorale sono tutt'altro che la storica nomenklatura italiana, dalla grande industria, alla grande finanza, ai sindacati, alla burocrazia della pubblica ammnistrazione, che gli sono stati per lustri e lustri contro (e non vedo chi possa negarlo). In questo la sua vittoria ha rappresentato una rottura nella storia recente d'Italia, indipendetemente dall'uso che ne farà, ma quella nomenklatuta ne è risultata indebolita, e questa è una democratizzazione reale nel paese, pur se il paesaggio morale e civile a qualcuno continuerà a far schifo.

La sinistra non ha un progetto, perché continua ad essere giacobina, nonostante il nome "democratico", sennò non sarebbe ossessionata dal demone dell'antiberlusconismo, che è divenuto una specie di ancora di salvataggio per ritrovare una qualche forma di unità al suo interno. Qualcuno alzerà il sopracciglio, perché oramai certe cose non si dovrebbero dire più, ma sbaglia. Che ci posso fare se nell'Anno Domini MMIX la sinistra italiana è ancora così? Il fatto è che in una società regolata politicamente da normali prassi democratiche il marxismo o il giacobinismo restano mistiche della minoranza, proprie delle esperienze settarie. Il marxismo o il giacobinismo hanno senso solo in una prospettiva rivoluzionaria, quando in un paese stremato e logorato da ben concentrate pressioni esteriori, che sono solo un simulacro di volontà popolare, il potere passa di mano, nel miglior dei casi, attraverso sconquassi istituzionali, non certo col voto libero della maggioranza del corpo elettorale. Il giacobinismo è fondamentalmente il perfezionamento politico della vecchia strategia di acquistare potere attraverso minoranze organizzate, in nome di una solidarietà negativa entro e fra i vari strati sociali che fa premio su qualsiasi altra considerazione. E’ per questo che in Italia abbiamo assistito a un doppio fenomeno: come in una piramide rovesciata, tanto più la base elettorale della sinistra si è ristretta, tanto più il suo potere reale nel paese si è ampliato e ramificato.

Re(2): Mah

massimo 15/6/2009 - 08:51

"Il marxismo o il giacobinismo hanno senso solo in una prospettiva rivoluzionaria, quando in un paese stremato e logorato da ben concentrate pressioni esteriori, che sono solo un simulacro di volontà popolare, il potere passa di mano, nel miglior dei casi, attraverso sconquassi istituzionali, non certo col voto libero della maggioranza del corpo elettorale. Il giacobinismo è fondamentalmente il perfezionamento politico della vecchia strategia di acquistare potere attraverso minoranze organizzate, in nome di una solidarietà negativa entro e fra i vari strati sociali che fa premio su qualsiasi altra considerazione."

 

Sarebbero le "scosse" di cui ha parlato domenica D'Alema a "in mezz'ora"?

Re(3): Mah

Zamax 15/6/2009 - 14:03

Voilà. Ogni tanto, involontariamente o per disperazione, il vecchio istinto salta fuori. E' la strategia di Repubblica da quando è nata: generare un militantismo abbastanza vasto e compatto da sommuovere e intimidire il paese. Ma è una strategia che porta all'isolamento e all'inaridimento progressivo della base elettorale. A sinistra non lo vogliono capire e perdono voti, giorno dopo giorno, da trent'anni.