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Dagli al comunista!

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La questione secondo me, poi, non è solo di "politica economica"; io ho constatato che la lega, almeno dalle mie parti (dove è rinata a partire dalle ultime politiche, come in tutto il nord; nelle ultime elezioni provinciali ha preso circa il 23%) ha deciso di adottare modalità di azione e propaganda dai connotati neanche velatamente fascisti, intercettando i consensi di una buona parte di qualunquisti/tifoserie violente/nostalgici vari. I "moderati", qui, non la votano più.
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Inutile dire che nel '94 o giù di li, sempre da queste parti, aveva un elettorato completamente diverso e raccoglieva le simpatie di tutt'altro genere di persone.

Queste osservazioni dirette sono veramente utili per comprendere meglio cosa accade in Italia, grazie Filippo.  Non credo pero' che gli elettori della Lega/2008 siano molto diversi da quelli della Lega/1994 nel Sud della Lombardia come in Emilia Romagna.

Tu parli di "(sud lombardia, ma credo che la cosa si possa tranquillamente allargare a tutto l'est della regione)". Il Sud della Lombardia, la bassa padana in generale inclusa l'Emilia Romagna non sono terre di moderati, non lo sono mai state storicamente. Sono invece aree storicamente di accesi conflitti sociali, popolate un tempo di anarchici, repubblicani, socialisti rivoluzionari, poi di fascisti e infine di comunisti.  Ogni partito che raccolga consenso popolare massa nella bassa padana non puo' che avere tratti fascistoidi, quantomeno nei suoi elettori, che si chiami Lega del 1994, Lega del 2009 o anche che si chiami PCI. E' possibile che la Lega prendesse i (molto pochi) voti moderati in passato e ora non piu', ma se prendeva il 23% in passato e il 23% ora, il 90% degli elettori sono gli stessi.

Per quanto riguarda la Lombardia dell'Est, a parte la bassa bresciana si tratta di un territorio diverso, pedemontano e cattolico, che e' quello tipico di radicamente leghista, molto diverso dal territorio della bassa padana come passato politico e anche come attitudine fascistoide. Sono aree come quelle di Vicenza e Treviso dove - documenta lo storico Vivarelli (Storia delle origini del fascismo: l’Italia dalla grande Guerra alla marcia su Roma) - negli anni '20 non si trovavano volontari per le squadre di azione, e i fascisti dovevano essere fatti affluire dal Polesine e dalla Venezia Giulia.

Grazie a te per il quadro interpretativo "nuovo". In effetti, Cremona credo sia una delle zone in cui il fascismo abbia preso più piede (se ne trova tristemente traccia in vari e continui obrobri architettonici in pieno centro), anche se non mi risultava sinceramente che fosse stata al centro di accesi conflitti sociali recenti, periferica e isolata com'era rispetto alle aree ad alta densità industriale; è anche vero che per radicamento e controllo della religione cattolica, temo che raggiungiamo tranquillamente i livelli pedemontani. Quando avrò tempo indagherò meglio.