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Unindustria Treviso

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il costo totale dei dipendenti della categoria "operai" (industria e manifattura) sono in Italia molto piu' bassi che in Germania, sia PPP, sia ancora piu' bassi in Euro

C'è un elemento fondamentale del quale non si fa cenno, benché sia noto ed incida sulle statistiche in modo non irrilevante: il differente tasso di lavoro nero nelle varie zone del Belpaese, fatto che non ha riscontri nel resto d'Europa. La media, così, potrebbe essere un valore sostanzialmente affidabile in Germania, mentre in Italia mette insieme, ad esempio, un valore molto basso in Lombardia (con evasione fiscale stimata ai minimi europei) con un dato molto alto in Calabria (ricordate lo studio dell'Agenzia delle entrate, che stimava il 90% di Irap evasa?)

Semplifichiamo, per facilitare la comprensione, ipotizzando la parità di reddito netto e supponendo che in un territorio il salario sia tutto regolarmente denunciato e si abbia, ad esempio, una situazione del tipo:

Costo aziendale 100                Salario netto 45     Cuneo fiscale 55 (55%)

a fronte di un altro territorio nel quale, ad esempio, i salari siano pagati per il 50% in nero, fatto che porterebbe alla seguente situazione:

Costo aziendale 60 (30+30)     Salario netto 45     Cuneo fiscale 15 (25%)

La media che verrebbe rilevata dalle statistiche, sarebbe di questo tipo:

Costo aziendale 80                 Salario netto 45      Cuneo fiscale 35 (44%)

A questo punto, la situazione presentata non sarebbe rappresentativa della realtà e la posizione in classifica sarebbe del tutto fittizia.

 

la quota dei profitti in Italia resta ancora del 43,2% contro il 39% di Eurolandia e il 34,8% del Regno Unito

Credo che si intenda la quota del valore aggiunto delle imprese che va agli azionisti, mentre il resto va in salari e tasse.

Imagino sia così, ma sarei curioso di sapere quanta parte di tale risultato sia da mettere in relazione con la grande quota di economia gestita da (pseudo)aziende che godono di mercati protetti oppure che vedono i propri profitti determinati dal sistema delle concessioni governative. Sono pronto a scommettere quello che vuoi che chi compete realmente sui mercati - specie quelli internazionali - non porta a casa margini importanti.

In conclusione, siamo sempre in presenza di un serio problema di interpretazione di dati troppo aggregati, che possono essere, così, utilizzati per validare qualunque opinione, talvolta in perfetta buona fede, talaltra meno.

Sono pronto a scommettere quello che vuoi che chi compete realmente sui mercati - specie quelli internazionali - non porta a casa margini importanti.

Non scommetto perche' condivido l'opinione.  A mio parere in Italia le industrie manifatturiere sono quelle che mandano avanti tutta la baracca, sono quasi le uniche che competono nei mercati internazionali, e pagano le ineffcienze di tutto il resto del sistema composto dallo Stato, dai servizi pubblici e dai servizi privati meno esposti alla concorrenza come banche, assicurazioni, commercio al consumatore finale, per finire con i mega-stipendi della Casta e dei suoi annessi come commessi e barbieri parlamentari.

Riguardo l'evasione fiscale, sono d'accordo che e' molto diversa tra nord, centro e sud, e sarebbe opportuno fare medie separate per ogni studio serio sulla realta' italiana.  Come evasione il Nord e' comparabile alla Germania, e i confronti non dovrebbero essere viziati.  Ho evidenza almeno aneddotica tuttavia che sia i compensi lordi sia i compensi netti anche del Nord Italia siano inferiori a quelli tedeschi.  Se trovo delle cifre le espongo.