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Unindustria Treviso

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Marco, a mio avviso la tua visione del problema è più aderente alla realtà rispetto a quella di Alberto, probabilmente perché tu - come me - hai a che fare con la questione "sul campo" e tendi a valutarla sulla base della tua esperienza diretta. Anch'io ho posto una questione che, pur semplificando molto per chiarezza e prendendo in esame una sola delle possibili "deviazioni", mostra come i dati vadano presi con le molle.

Infatti, Alberto, il tuo ragionamento è corretto sulla base di dati che, però, non descrivono bene la situazione e - forse, scusa il sospetto - sconta una tua spesso emergente antipatia per quella Confindustria che è stata certamente corresposabile - insieme a tutti coloro che hanno ricoperto posizioni di potere - di ciò che è oggi il Paese, ma che tu ritieni sia ancora quella dei grandi gruppi collusi con il potere politico e, invece, sta cambiando molto: la grandissima parte degli associati sono più o meno come me.

Solo una precisazione, Marco, a te che vivi una realtà un poco differente dalla mia. L'affermazione:

i più attivi nella richiesta di manodopera straniera sono proprio gli industriali del nord-est e gli edili. Così possono mantenere le paghe basse e fare profitti a due cifre.

merita un chiarimento. Non voglio discutere le scelte del settore edile, che conosco poco - e per il quale so che non provi sentimenti di grande amicizia ..... :-) - ma nel Nordest, almeno fino a prima della crisi in atto, il tasso di disoccupazione era da considerarsi quello fisiologico, quindi la necessità di manodopera proveniente da altri luoghi era indiscutibile. Io stesso, nel momento in cui ho cercato personale, negli ultimi anni ho trovato quasi esclusivamente stranieri. Intendiamoci, io non ho preclusioni: a me importa solo che si tratti di persone serie, che abbiano voglia di lavorare e che riescano a capirsi con gli altri e ad integrarsi. Ma le mie scelte sono obbligate e nulla hanno a che vedere con la volontà di pagare salari inferiori. Non è così - lo sai bene - che si fanno utili.

 

 

Chiedo venia, ho saltato un passaggio, ma nell'imminenza di un pranzo a casa con ospiti tutto è possibile. Hai ragione, nel nord-est la domanda di manodopera ha incontrato solo l'offerta di immigrati, non c'era un desiderio particolare di "sfruttamento", anzi. Tra l'altro mi domando sempre perchè l'offerta di manodopera (elevata qui al meridione) non si incontra con la domanda (del nord-est, ad esempio), la risposta che mi dò è che i migliori partono, restano i peggiori in attesa del "favore" politico.

Ma non ho dati particolari, per cui rimane una mia idea, occorrerebbe una ricerca sociologica su chi rimane.

Sulla mia "antipatia" per gli edili, sempre posta bene in chiaro, è solo all'interno di Confindustria Napoli, dove hanno costituito un gruppo di potere riunito intorno a Giustino, del tutto interessato allo status quo e alle risorse dello stato (che poi all'epoca gestivano come sappiamo). Nient'altro, anche perchè mio padre era ingegnere edile, i miei zii tutti noti costruttori, mio cugino è stato presidente dei giovani confindustriali napoletani, , io stesso sono titolare anche di una ditta di impianti, per cui forse dovrei tacere. Resta il fatto che qui a Napoli gli immigrati sono "usati" nell'edilizia per il loro basso salario e una "propensione al rischio della vita" assente nel resto della manodopera edile. La moneta cattiva scaccia quella buona..

... sconta una tua spesso emergente antipatia per quella Confindustria che è stata certamente corresposabile - insieme a tutti coloro che hanno ricoperto posizioni di potere - di ciò che è oggi il Paese, ma che tu ritieni sia ancora quella dei grandi gruppi collusi con il potere politico e, invece, sta cambiando molto: la grandissima parte degli associati sono più o meno come me.

A me sembra che  Confindustria sia stata egemonizzata fino a tempi recenti dalla grande industria assistita, principalmente la Fiat e gli esponenti del suo indotto (come ad esempio Calearo), nonostante la maggior parte degli associati siano (almeno oso sperare) estranei all'assistenzialismo e alle protezioni di Stato. L'elezione di D'Amato ha spezzato solo temporaneamente questa egemonia, subito ristabilita con l'elezione di Montezemolo.  Marcegaglia mi sembra rappresenti una soluzione di mediazione tra i grandi industriali assistiti e la medio-piccola industria sottoposta alla concorrenza internazionale. Ma direi che ancora oggi c'e' collusione tra i vertici confindustriali e lo Stato per esempio nella vicenda Alitalia-CAI.