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Unindustria Treviso

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Calma, calma. Credo che il patto di stabilità di cui nell'articolo si chiede la modifica (da parte del sindaco di Rovigo!) sia in realtà il patto interno italiano, non quello fatto a livello europeo che vincola i bilanci nazionali. Anche perché, se non fosse così, non vedrei come dare senso compiuto alla frase sulla ''rigida applicazione'' del patto. A livello europeo infatti l'applicazione è stata tutto meno che rigida. Invece il patto interno, con il quale il governo centrale italiano ha cercato di porre un freno alla spesa e all'indebitamento degli enti locali, è stato effettivamente applicato con una certa rigidità.

Non è una storia che conosco benissimo, ma credo i contorni siano i seguenti. Tramite il patto di stabilità interno il governo centrale ha imposto limiti di spesa e di indebitamento agli enti locali. Al tempo stesso ha levato l'ICI, che serviva a finanziare i comuni. Teoricamente le entrate ICI dovevano essere sostituite da tra trasferimenti dal centro, ma credo questo sia avvenuto solo parzialmente. Con le entrate in crollo e l'impossibilità di indebitarsi gli enti locali si arrabattano come possono, per esempio ritardando i pagamenti dei fornitori come illustra l'articolo linkato da Lodovico.

Certo che quando vedi queste cose è difficile essere poi ottimisti sul fatto che il federalismo fiscale verrà fatto bene.

Calma, calma. [...]

Ah, grazie. Ora capisco ... divertente Voltremont: se la prende con la Commissione ogni due per due, critica continuamente l'Euro e quant'altro han combinato attorno al medesimo, e poi ne imita persino il linguaggio!

 

A dire il vero in questa faccenda dei crediti verso le imprese sono irrilevanti sia il patto di stabilita' interno, sia quello esterno (entrambi comunque ampiamente disapplicati). Il motivo e' semplice.

Se i crediti sono stati maturati a fronte di prestazioni di beni o servizi di cui la PA ha gia' fruito, le relative spese vanno contabilizzate nell'anno di competenza e quindi nel bilancio di competenza (che e' l'unico valido per i parametri di Maastricht). Se le prestazioni non vengono pagate in contanti esse comunque costituiscono un debito che va contabilizzato, al pari dei BOT, dei CCT, e di tutti gli altri debiti contratti dallo Stato.

Ritardando i pagamenti dovuti a fornitori, dipendenti e quant'altro si influisce solo sulle poste del bilancio di cassa che e' irrilevante sia per il patto di stabilita' europeo che per quello interno.

Conclusione: gli industriali (e chiunque altro creda alle fandonie sui patti di stabilita') fanno una figura ancora piu' patetica di quando applaudono a scena aperta l'Unto, non rendendosi conto che (nella migliore delle ipotesi) applaudono alla Vaselina.

Conclusione: gli industriali (e chiunque altro creda alle fandonie sui patti di stabilità) fanno una figura ancora più patetica di quando applaudono a scena aperta l'Unto, non rendendosi conto che (nella migliore delle ipotesi) applaudono alla Vaselina.

Questa, ragazzi, va in bacheca, fra le storiche!

La Dubai World whatever sara anche in difficoltà finanziarie, ma la classe non tradisce.

A proposito, Fabio, perché non ci racconti con un breve pezzo cosa sia successo e cosa succeda for real? Ciao.

Interessante, questa idea di utilizzare veneto sviluppo (che dovrebbe pensare all'avvenire) per rimediare ai debiti del passato, vero?

Cossa ghe entra con lo sviluppo il pagamento di debiti scaduti?

nel bilancio di competenza (che e' l'unico valido per i parametri di Maastricht).

Mi risulta che sia il patto di Maastricht sia il patto di stabilità interno italiano usino come criterio di misura dei saldi finanziari, utilizzati per verificare il rispetto del patto, il criterio della competenza mista : bilancio di competenza per le spese correnti e bilancio di cassa per le spese in conto capitale. Pertanto succede che per esempio le imprese edili non siano pagate ad avanzamento lavori da parte degli enti locali perchè tali enti hanno il bilancio di cassa per gli investimenti bloccato dal patto di stabilità interno pur avendo approvato l' intervento e impegnato la spesa.

Mi piacerebbe avere qualche approfondimento su questo tema da parte degli economisti presenti su nFA, perchè la vicenda mi sembra un' altra delle assurdità bizantine in cui sta sprofondando l'Italia.