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Perplesso

Sergio 6/7/2009 - 15:05

Se non una politica industriale, cosa?

La storia economica italiana del dopoguerra mi pare indubbiamente segnata da scelte politiche, molto più che dalla spontaneità del mercato o simili. Si iniziò con la scelta di aprirsi all'economia internazionale, seguita dallo sviluppo del triangolo industriale (il nord-ovest). Dopo la fine di Bretton Woods e i primi shock petroliferi, seguì la scelta di favorire con svalutazioni competitive le imprese medio-piccole esportatrici (il nord-est). E poi c'è stato il netto cambio di rotta segnato dall'adesione all'euro e dalla concertazione.

Il vero problema mi pare quello sottolineato da Mauro: l'instabilità politica, l'assoluta mancanza di obiettivi politici (ed economici) di medio/lungo periodo.

Qualche tempo fa abbiamo avuto in facoltà una chiacchierata con alcuni economisti cinesi, che ci hanno raccontato la loro storia dal 1978 ad oggi. Impressionante la coerenza delle scelte nell'arco di un trentennio. Il commento di una prof: "Si vede che ci vuole un forte partito comunista per realizzare l'economia di mercato!".